TESI GROUP, LA RABBIA E L’ORGOGLIO

Botte da orbi per Alex Kirk [foto Maestripieri]
Botte da orbi per Alex Kirk [foto Maestripieri]
PISTOIA. C’è poco da fare, cari amici, passano le ore ma non riesco a trovare il modo di digerire ciò che siamo stati costretti a vedere. Il senso di disgusto è ancora forte e vivissimo. Nel frattempo, al danno si è aggiunta la beffa di quei 12mila euro di multa che sono autentica ciliegina sulla torta di una domenica che di sportivo non ha avuto davvero nulla.

Peccato, ci eravamo convinti, forse ingenuamente, di far parte di una nicchia di sportivi che nulla avrebbero mai avuto a che fare con quelle brutture di cui sono piene le pagine dei rotocalchi sportivi che raccontano gli altri sport più diffusi in Italia. Non è nemmeno tutta colpa nostra, ci eravamo lasciati con la massima serie nel 1999, che sul piano dei cambiamenti di costume, economici e sociali significa che non masticavamo il grande basket da tante ere geologiche. Ricordate?

Ci eravamo congedati dalla massima serie al termine di una stagione maledetta che si concluse, tuttavia, con una bella pagina di sport, con quel mitico Claudio Crippa che, dopo anni di onorata militanza biancoazzurra, tornava a giocare, da avversario, con quelle V nere con cui, di lì a poco, avrebbe vinto tutto.

Una bella storia da ricordare e raccontare, quella di un giocatore che aveva donato gli anni migliori della propria carriera al pubblico pistoiese ed a cui era stato ovviamente permesso – ci sarebbe mancato altro fosse stato il contrario – di abbandonare la nave che affondava per andare a togliersi in poche settimane tutte quelle grandi soddisfazioni che valgono una carriera immensa, dallo scudetto alla vittoria in Eurolega.

Insomma, ci eravamo congedati dalla massima serie con grande tristezza, ma con altrettanta consapevolezza che la pallacanestro era un gioco per uomini veri, prima che per grandi giocatori. Una storia di sport che fece piangere molti di noi, una grandissima emozione.

Fermo immagine diretta Tvl
Fermo immagine diretta Tvl

Ecco, pensate al playmaker Crippa, all’uomo prima che al giocatore, ed accostateci l’immagine di Stefano Gentile. Mala tempora currunt, vero o no?

Ma la vera domanda è: cos’è successo mentre ci sbattevamo nelle serie minori? Sia chiaro, non è una novità della pallacanestro moderna che la squadra più forte abbia un mezzo occhio di riguardo dalla terna, basti ripensare, per dirne una, alla famosa infrazione di cinque secondi – ne erano passati poco più di 3 e mezzo – durante gara 3 dei quarti di finale playoff contro le V nere, anno di grazia di Ancilotto a Pistoia. Però, ecco, c’è sempre stato un limite.

La squadra più forte ha sempre vinto, nel basket. Cosa è successo, dunque, mentre stavamo ai piani di sotto? Perché il primo anno di serie A targata biancorossa, al termine di un’incredibile gara 5 a Milano, mentre ti spelli le mani per il cuore dei ragazzi ti resta quella mezza sensazione che i falli a Daniel siano stati fischiati un po’ troppo a cuor leggero? Però via, sei contento, sai che si è pure rotto Galanda, sai che pensare di vincere a Milano era davvero troppo ed allora ci passi sopra.

Marco di Pizzo contro Lavrinovic [foto Maestripieri]
Marco di Pizzo contro Lavrinovic [foto Maestripieri]
Poi però la stagione dopo, cioè l’anno scorso, scende Armani a Pistoia e tutti abbiamo ancora negli occhi la chiamata fiscalissima che fa rimettere il cronometro a 14 secondi sulla rimessa di Alessandro Gentile, mentre per il resto della partita la terna ha sorvolato su qualsiasi contatto dei men-in-red. Anche in quel caso ci resti male, poi però ripensi che tutto sommato la linea è stata pestata ed allora via, passi sopra tutto.

Domenica la vergognosa performance di Stefano Gentile fatta sparire dall’instant replay col quale Paternicò ha deciso di cacciare due dei nostri, sorvolando su tutto il resto. Insomma, cosa diavolo dobbiamo pensare? Ma soprattutto, cos’è successo in questi anni?

Io risposte certe non ne ho, però mi pare che le tessere del mosaico compongano ormai un’immagine di cui andar poco fieri. Si pensi alle noti vicende senesi, anche se la sensazione è che il discorso sui pagamenti a nero possa essere campo minato per molte società. Si pensi all’incredibile tesseramento canturino di tripla J, reso possibile da un’interpretazione talmente estensiva del regolamento da far venire il legittimo sospetto che a noi pistoiesi, figli di un dio minore, ci abbiano fatto sempre leggere un regolamento diverso da quello effettivamente vigente, altrimenti non ci si spiega e ci tocca pensare che il rublo appena sbarcato in Italia possa avere un peso specifico diverso dall’euro versato dai nostri sponsor.

Si pensi ai programmi dedicati dalla Rai o Sky all’approfondimento dei temi del campionato, dove la squadra capolista per otto giornate consecutive, nonostante rappresentasse chiaramente la classica bella storia di sport di inizio stagione, è stata sistematicamente ignorata, se non trattata con sufficienza da molti. Al proposito, tornano prepotentemente in mente le parole di coach Esposito dopo la vittoria contro Caserta, quando Vincenzino quasi volle scusarsi per essere in cima alla classifica. Pensavamo scherzasse, pensavamo fosse eccesso di modestia, invece era una grande dimostrazione di lucidità. Domenica in sala stampa ha chiesto che venga scritto chiaramente che Pistoia vuole salvarsi e non vuole dare fastidio a nessuno.

Michele Antonutti [foto Maestripieri]
Michele Antonutti [foto Maestripieri]
Il messaggio è chiarissimo, ma se deve esser ulteriormente spiegato significa che nessuno si sogna di far sfigurare squadre e dirigenze che hanno speso molto più di noi. Si tranquillizzino, insomma, lor signori, c’è una dirigenza ed uno staff tecnico che sono stati evidentemente più bravi di altri ad allestire una rosa convincente con tre ciotole di riso di budget, ma l’obiettivo è sempre e solo unicamente la salvezza. Potrete ricominciare a rispettare il lavoro serio di professionisti seri e la passione autentica di Pistoia, alle final eight non osiamo nemmeno pensarci più, promesso.

Ci hanno toto il sorriso? Se lo pensano, si sbagliano di grosso. Noi siamo quelli che giocano alla pari con Reggio anche se il polacco ha il colpo della strega, Preston ha avuto il virus tutta la settimana ed Alex è mezzo scavigliato, ma se non ci pensa la terna probabilmente si vince lo stesso. Noi siamo quelli che in panchina abbiamo un manico che è stato una leggenda di giocatore e, se possibile, sembra ancora più bravo da allenatore.

Noi siamo quelli che, alla prossima in casa, saremo “tutti in piedi per questa squadra” anche dovessimo perdere pure a Torino. Noi siamo quelli che Lavrinovic lo fanno marcare da Di Pizzo, così nell’emergenza almeno si fa un corso accelerato che è tutta esperienza.

Noi siamo quelli che Kirk fa una stoppata in parabola discendente e quando gli viene fischiata dall’arbitro si gira verso il grigio e gli dice che non lo sapeva, però non lasciatelo solo sul perimetro perché sarà anche un armadio ma ha il rilascio al tiro degno di un signor play. Noi siamo quelli “che sarà, sarà”, orgogliosamente Pistoia.

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