TESI GROUP, ORGOGLIOSI DI ESSERE BIANCOROSSI

Moretti prende tecnico (foto Maestripieri)
Moretti prende tecnico [foto Maestripieri]
PISTOIA. “Qual è l’apporto di una sconfitta? Una visione più precisa di noi stessi.” Per commentare la trasferta di Bologna mi vengono in mente queste famosissime parole di Emil Cioran, il noto filosofo e saggista rumeno, perché dalla trasferta di Bologna, a mio modesto avviso, si possono in effetti trarre alcune preziose indicazioni.

La prima è una specie di piccola autocritica che rivolgo in primis a me stesso. Premesso che la corsa ai playoff non è affatto compromessa, è forse il caso di ricominciare a volare ad altezze più consone alla realtà pistoiese. Va dato atto a dirigenza e staff tecnico di aver sempre parlato di salvezza da conquistare, eppure molti di noi si sono voluti convincere che quello di Maltinti e company fosse il classico atteggiamento del pompiere, quando invece, probabilmente, rappresentava l’obiettivo più aderente alla realtà dei fatti. Questa squadra, insomma, ha già vinto il proprio scudetto stagionale.

Se poi dovesse arrivare anche la ciliegina sulla torta tanto meglio, in tal senso questo mese sarà decisivo con le due sfide casalinghe con Trento e con Venezia, la trasferta non proibitiva nella capitale, ed infine il semi-derby casalingo con gli odiati canturini. Solo allora, forse, sarà chiaro se la stagione da ottima sarà diventata memorabile, ma comunque vada sarà stato un successo, l’ennesimo.

La seconda indicazione riguarda la squadra. Cos’è successo a Bologna tra il primo ed il secondo tempo? Perché i nostri sono rimasti negli spogliatoi, nonostante nel secondo quarto, almeno a tratti, fossero riusciti ad esprimere una buona pallacanestro? Probabilmente si sono verificate quelle che erano le maggiori preoccupazioni dello staff tecnico così come Bongi ce le aveva raccontate martedì scorso, ovverosia la capacità dei padroni di casa di alzare il ritmo, pressare a tutto campo e far sentire i muscoli è evidentemente riuscita a mettere in nettissima crisi i biancorossi.

Se a questo si aggiunge una serata negativa al tiro, tutto diventa dannatamente complicato e sicuramente le cifre sui canestri tentati e realizzati dai nostri raccontano molte cose di questa partita. Qualcuno chiama in causa la lunga vacanza concessa ai ragazzi durante la sosta e forse non ha tutti i torti, ma a mio avviso il punto non è questo, meno che mai il metro arbitrale casalingo o presunto tale. Credo invece possa essere utile riflettere su alcune prestazioni dei singoli.

Partiamo da Milbourne il falloso. Detto che, secondo me, Moretti ha fatto bene a tenerlo in campo pur gravato di falli, perché continuare a ruotare un giocatore mai entrato in partita avrebbe probabilmente sortito l’effetto di preservare un giocatore sostanzialmente inconcludente e fuori ritmo, bisogna però interrogarsi sui motivi delle difficoltà difensive del giocatore, che tra l’altro ha speso il quinto fallo in modo talmente stupido da sembrare quasi intenzionato a cercare di uscire anzitempo dalla battaglia.

Settore ospiti a Bologna [foto Maestripieri]
Settore ospiti a Bologna [foto Maestripieri]
Secondo me, per farla breve, Milbourne ha patito eccessivamente l’utilizzo da 4, dovendosi scontrare con giocatori dalla fisicità e dalle caratteristiche tecniche assolutamente fuori portata. Questo, sono sicuro, lo ha visto anche Moretti, che però evidentemente continua a non riporre alcuna fiducia in Magro ed a preferire le prestazioni, pur poco efficaci, dell’americano facendolo giocare fuori ruolo.

Passiamo a Cinciarini. Daniele non può essere il giocatore di queste ultime settimane. Se è vero, come ha detto Bongi, che Cincia non ha nessun problema particolare, è altrettanto evidente che il minutaggio del quintetto con i due play in campo contemporaneamente e la guardia italiana in panca sta aumentando di partita in partita. Del resto, Daniele sembra vivere una vera e propria involuzione, da idolo della curva con buone prestazioni dal campo a corpo estraneo da quando l’amalgama della squadra è aumentato di qualità. Speriamo riesca a ritrovare la propria dimensione migliore nel minor tempo possibile.

La terza indicazione emersa dalla trasferta di domenica è quella più gradevole. Il numero impressionante di tifosi saliti a Bologna, la coreografia proposta in casa altrui, il gran numero di famiglie e bambini presenti sono il termometro di una passione radicata che fa ragionevolmente ben sperare in prospettiva. Ci sono tutti gli elementi perché, in un futuro non troppo lontano, la città di Pistoia possa essere percepita in tutta Italia come sinonimo di pallacanestro di qualità.

Quando questo accadrà, oltre a riconoscere i meriti immensi di chi si è frugato in tasca per tanti anni, sarà doveroso essere riconoscenti con tutti quei ragazzi che hanno reso il PalaCarrara un posto magico, dove venire in tutta tranquillità a dare sfogo alla più bella delle passioni. Amici della Baraonda, grazie! Sugli spalti non perdiamo davvero mai.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento