TESI GROUP, PISTOIA CAPITALE DEL DEFIBRILLATORE 2016

Alex Kirk [foto Maestripieri]
Alex Kirk [foto Maestripieri]
PISTOIA. Ancora un finale di partita vietato ai cardiopatici, ancora una difficoltà oggettiva nel raccontare l’ennesimo capitolo di un campionato che sta diventando un libro da conservare tra le storie più belle dell’epopea biancorossa.

Una partita difficile contro un avversario ostico, capace di schierare un talento cristallino come Daye, tanto insolente quanto, almeno per lunghi tratti, assolutamente immarcabile. Una squadra, quella marchigiana, che per le proprie caratteristiche ha costretto Esposito a proporre quintetti insoliti ed ha messo in seria difficoltà il nostro capitan Kirk.

Non è stato un caso, infatti, che il nostro Alex abbia particolarmente patito in questa sfida. Poter alternare, nell’accoppiamento al nostro centro, giocatori profondamente diversi come il fabbro Lydeka o come Daye, che del lungo ha solo l’altezza ma che per il resto è in tutto e per tutto un esterno, ha creato non poche complicazioni in una sfida già di per sé affatto banale.

È stata una partita giocata a scacchi. Pistoia è partita con Czyz in quintetto base, con l’obiettivo di provare a limitare Daye con il 4 puro per non snaturare troppo la nostra squadra nei giochi offensivi. Un eloquente meno sedici ha dimostrato che era necessario ricorrere al “piano B”, quello di alternare sullo USA di Pesaro giocatori come Antonutti, Blackshear e Lombardi, che a rotazione hanno cercato di limitare il talentuoso avversario.

Sia chiaro, la partenza horror dei nostri non è certamente dovuta solo a questo. In tutta onestà, i primi giochi non sono nemmeno stati malaccio e le scelte di tiro sono state ben cercate o costruite, tuttavia quando non entra c’è ben poco da fare.

Preston Knowles [foto Maestripieri]
Preston Knowles [foto Maestripieri]
Manca un certo smalto, è evidente. Non vi è alcun dubbio che sia necessario recuperare Preston Knowles, che in fase difensiva è tornato ad essere un pitbull ma le cui percentuali dalla distanza devono ricominciare assolutamente a salire. Pesaro, ce lo ha confermato anche Esposito, ha scelto di “battezzare” Blackshear e Moore, che tradotto significa che, dovendo prendersi qualche rischio- sempre in nome di quel fondamentale concetto per cui la difesa perfetta non esiste – ha preferito lasciare un pelo di libertà in più a Wayne e Ronald aumentando la pressione sugli altri biancorossi.

Le scelte di coach Paolini sono comprensibili: Blackshear è un difensore eccellente ma ha percentuali al tiro oggettivamente bassissime, dovendo decidere dove concentrare le attenzioni difensive principali è stato abbastanza logico preoccuparsi dei nostri lunghi e della nostra guardia.

Del resto, se ci pensate bene, la riscossa nel terzo quarto è partita dai canestri proprio di Ronald, ma fino a quel momento il tema della partita di Paolini era stato molto azzeccato. Tuttavia, è proprio per quanto detto finora che è necessario che Preston torni quanto prima il cecchino di inizio campionato, non possiamo prescinderne, soprattutto per alleggerire la pressione difensiva sotto, in particolar modo su Kirk e costringere gli avversari ad avere meno riferimenti possibili.

Ariel Filloy [foto Maestripieri]
Ariel Filloy [foto Maestripieri]
La partita a scacchi la si è vista anche nella scelta del quintetto che si è giocato la partita nei secondi finali. Vincenzo ci ha spiegato che Daye sembrava patire un certo tipo di difesa con palla a terra, pertanto si aspettavano un gioco più vicino al ferro.

Ecco spiegato, dunque, il raddoppio di Blackshear che avrebbe dovuto contrastare l’avversario in un gioco spalle a canestro. Ecco, dunque, lo stoppone che vale la partita. Che spettacolo! Se non lo avete visto, cercatevi il fermo immagine per apprezzare fin dove riesce a saltare Wayne per stoppare Daye. Fatemelo dire di nuovo, che spettacolo!

Menzione d’onore per Eric Lombardi, la dimostrazione vivente che il duro lavoro paga. Sicuramente deve crescere tecnicamente, mentre, come dice il coach, atleticamente è equivalente ad un americano.

Salendo di categoria è passato da situazioni di gioco in cui assumeva il ruolo di 4 – anche 4 e mezzo, Esposito dixit – a giocare come 3 con l’obiettivo ormai dichiarato di provare a diventare una guardia.

Eric Lombardi [foto Maestripieri]
Eric Lombardi [foto Maestripieri]
Sta migliorando moltissimo, ma naturalmente il coach non gli può concedere troppi minuti, soprattutto per non correre il rischio di bruciarlo.

In questo momento se abbiamo bisogno di energia è la scelta ideale, a difesa schierata fa sempre fatica ma sarebbe oggettivamente troppo chiedere di più ad un ragazzo i cui miglioramenti sono già molto tangibili.

Del resto, ce lo dice sempre il coach, per giocare vicino a canestro non c’è bisogno di grandi capacità di lettura della difesa avversaria, mentre il discorso cambia per l’esterno che deve saper capire la scelta giusta in relazione alle varie situazioni che gli si pongono davanti.

Lomba è ormai una sicurezza in campo aperto ed è molto incisivo sui rimbalzi offensivi, mentre deve crescere nella capacità di lettura con palla a terra, ma è un giocatore che si farà. Tra un paio di anni varrà quanto uno USA, lo ha detto Vincenzo ed io ci credo. Grande Eric, avanti così.

All’orizzonte si intravede una partita niente male. Trento, giochiamo in casa, se si vince andiamo sul due a zero negli scontri diretti ed a più sei dalla quinta piazza. Bisogna mi rilegga perché non ci credo e mi scappa da ridere.

Non sarà banale, tutt’altro. In verità ci aspetta un periodo terribile, dopo Trento scendiamo ad Avellino e poi arrivano i poteri forti targati Milano. Più in là non mi ci spingo per non rabbrividire, perché già in queste tre partite sarà durissima strappare qualche punto.

Tuttavia abbiamo i nostri bei 24 puntoni – 12 vittorie e 5 sconfitte, ma è vero? A volte realizzo cosa stiamo facendo in questo campionato e fatico a crederci – e possiamo permetterci il lusso dei nervi distesissimi.

Proviamoci, giochiamocela, vinciamole tutte. Forza ragazzacci!

[Luca Cipriani]

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