TESI GROUP, PRENDIAMOCI I PLAYOFF

Roberto Maltinti [foto Maestripieri]
Roberto Maltinti [foto Maestripieri]
PISTOIA. “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá!” Una sala stampa dal sapor di canzonetta per la più attesa delle conferenze, in cui erano previsti i tre tenori, al secolo Esposito, Iozzelli e Galanda e che invece ha visto salire sul palcoscenico solo due voci, Vincenzino ed il Presidentissimo Maltinti.

Fuor di battuta, una conferenza stampa in cui sono stati espressi in modo intelligente alcuni concetti non banali e su cui è impossibile non essere d’accordo.

Esordisce Robertone chiarendo che la società ha deciso di partecipare senza parlare di quello che è successo ma per chiarire che: “questa società è vissuta basandosi sull’effetto famiglia, senza grossi budget, ed ha ottenuto i risultati grazie alle quattro forze – società, squadra, pubblico, stampa – che hanno remato nella stessa direzione ed hanno voluto tutti la stessa cosa, il bene del Pistoia Basket”.

“Bene o male questi risultati si sono visti – ha proseguito il Presidente – ci sono sempre state società più ricche e più forti di noi ma siamo nella massima serie da tre anni e certamente vi saremo anche nella prossima stagione, proprio perché tutti abbiamo remato verso una sola direzione.”

“Qualcuno mi dirà che sono un coglione ma è dagli anni settanta che faccio il dirigente e questo ruolo mi è stato insegnato da gente del calibro di Melani e Becciani, quindi qualcosa di buono credo di averlo imparato. Credo di poter dire che non bisogna né montarsi la testa, né credere che il Papa ci possa benedire il canestro, nemmeno credere possa arrivare chissà quale sponsor, noi manterremo la massima serie solo se rimarremo sempre umili”.

“Sono sinceramente convinto che, quest’anno, il pubblico sia stato un fattore determinante in alcune partite, penso a quella contro Pesaro, Venezia e Cantù solo per fare qualche esempio, in alcuni momenti il frastuono è stato tale che il PalaCarrara ha tremato. Ecco, chiedo solo che domenica dal primo minuto ci sia la spinta che solo qui sappiamo dare, senza cominciare a mugugnare al primo sbaglio, diamo fiducia a questi ragazzi e poi alla sirena si vedrà, chi vorrà fischiare lo farà ma vi chiedo di non far mancare il sostegno durante la partita. Con umiltà, vi chiedo di aiutarci ad allargare il canestro. Questi ragazzi vanno aiutati, ho visto passare tanti giocatori ma credo di non aver mai visto un gruppo allenarsi bene come in questa stagione”.

Esposito osserva Amato [foto Maestripieri]
Esposito osserva Amato [foto Maestripieri]
Ha preso la parola il coach che, dopo aver ribadito di essere d’accordo col Presidente al 110% ha dato l’impressione di essere dispiaciuto per quello che è successo: “Cercherò di parlare meno possibile, perché basta un aggettivo sbagliato perché poi su una parola ci si marci sopra per giorni. Sono dispiaciuto se la squadra ha dato l’impressione di aver mollato, ma posso garantire che nella testa dei ragazzi non è cambiato nulla.

“Com’è normale, per tutte le squadre c’è un periodo dell’anno dove si fa più fatica, a volte c’è stanchezza fisica, altre volte mentale, a volte possono esserci problemi personali, un calo di forma è fisiologico. Non vi è dubbio che stiamo facendo fatica, l’unico modo per ritrovare smalto è continuare a lavorare in allenamento per poi riproporre una buona pallacanestro in partita. Credo moltissimo nel gruppo e posso garantirvi che non è cambiato nulla, il problema è che siamo in un momento di grande fatica”.

“Tutti dobbiamo fare uno sforzo- ha concluso Vincenzino – affinché si possa terminare il campionato in modo fantastico. Per 17 partite abbiamo offerto uno spettacolo super, anche se siamo in affanno proveremo a vincere le ultime 4 partite. Stringiamo i denti, perché rendere la stagione memorabile è un traguardo raggiungibilissimo. Con un passo verso l’altro da parte di tutti potremo coronare una stagione ottima e farla diventare quasi da sogno.”

Insomma, come ha chiosato Robertone prima di congedarci, “ci crediamo, ci teniamo, tutti insieme si può fare”. Non resta che prendere atto di queste parole, tutti nessuno escluso a partire dal sottoscritto, e riflettere sul fatto che non vi è rilancio di accuse o ricerca di scuse, ma solo una richiesta di sostegno, sincera, autentica, espressa quasi col cuore in mano.

Sta a noi decidere cosa fare. Chi mi legge sa che non ho nascosto quel tot di irritazione, ma credo adesso meriti una volta di più alzarsi tutti in piedi per questa squadra, o quantomeno per questa maglia, e perdere la voce per i nostri colori. Già che ci siamo, potremo anche motivarci maggiormente ricordandoci che le V nere sono la squadra davanti alla quale ci siamo congedati dal grande basket nel 1999, con tanto di sfottò dei Boys alla sirena. Potremmo contribuire a restituire il favore ai cugini della Fossa, perché no?

Da Bologna, pare, stanno preparando la piccola invasione, almeno ci provano. Loro sono la storia degli anni novanta della pallacanestro italiana, loro sono i padroni della basket city, loro sono Roberto Brunamonti, Flavio Carera, Sasha Danilovic, Antoine Rigadeu, Manu Ginobili, qualche scudetto e qualche coppa. Non è poco, ma certamente non li invidiamo, perché noi siamo Pistoia. Andiamo a prenderci questi dannatissimi playoff!

[Luca Cipriani]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento