TESI GROUP, QUALCHE RIFLESSIONE IN ORDINE SPARSO

Preston Knowles
Preston Knowles

PISTOIA. Come noto, nei giorni scorsi è arrivato il secondo USA, il buon Preston Knowles ex University di Louisville. Premesso che mancano tre tasselli di importanza cruciale nella costruzione del roster, se devo essere sincero fino in fondo, dopo aver sparso ottimismo e fiducia nelle scorse settimane, le ultime vicende mi hanno un pelo raffreddato i bollenti spiriti da mercato estivo.

Partiamo da Preston. Le statistiche non dicono tutto, ancora meno dicono i video degli highlights su youtube, però concederete è inevitabile sbirciare un po’ qua e là. L’impressione è che, a meno che l’aria di Pistoia non faccia nuovamente un mezzo miracolo, sia oggettivamente difficile sperare sia arrivato quel cecchino di cui qualcuno parla. Guardi i video con le azioni migliori di Preston e vedi solo tiri da fuori, tutti ovviamente a segno. Solo ed unicamente tiri da fuori.

Allora corri a leggere le statistiche fiducioso di aver finalmente trovato quel giocatore che magari non difende, magari sa fare solo canestro, però ha davvero qualche punto in più nelle mani. Invece scopri che la percentuale del tiro da 3 si ferma al 32%, che tradotto in termini più comprensibili significa che, salvo l’effetto della famosa aria di Pistoia, 68 tiri su 100 saranno una delusione per il supporter biancorosso. Un po’ troppo scarso, via, per essere considerato un cecchino, anche per una piazza come Pistoia. Viene piuttosto da chiedersi, sorridendo, quante partite siano state necessarie per mettere insieme un video di 3 minuti e mezzo in cui Preston fa sempre canestro da tutte le posizioni.

Indagando un pizzico più a fondo, però, scopri che la questione è un pelo diversa. Nell’ultima stagione, infatti, Preston ha collezionato circa 4 assist a partita. Scopri anche che, probabilmente, sarà lo Usa meno pagato dei cinque e che, almeno nella logica iniziale, è stato inserito nel roster come riserva di Filloy e non come guardia titolare. Viene detto che, anche immaginando un utilizzo contemporaneo di Knowles e Filloy, l’americano venga utilizzato come play. Messa così, diciamolo chiaramente, la storia assume tutto un altro sapore.

Filloy [foto Maestripieri]
Filloy [foto Maestripieri]
Del resto, dopo aver completato il reparto italiani con una certa tranquillità, il mercato Usa si è rivelato dannatamente difficoltoso. Preso Marcus j, infatti, prima c’è stato il no di Hunt, poi quello irritante di Chikoko. Su quest’ultimo è bene soffermarsi. Raccontano i bene informati che in sede, dopo aver offerto 65mila e limato tutti i dettagli, stessero aspettando solo il contratto firmato dal giocatore, mai arrivato perché il lungo ha scelto di accasarsi a Verona con un biennale da 95mila a stagione.

Nel frattempo Pesaro, che ha sicuramente un reparto italiani oggettivamente modesto, ha investito forte su due rookie USA che erano in cima alla lista dei desideri di Esposito, con una cifra che sembra aggirarsi sui 100mila a testa.

In un quadro quindi un pelo allarmante, con Caserta che spende, con Pesaro che dopo due stagioni difficili sembra aver messo i conti a posto, con Avellino che intanto ha preso Cervi e poi si vedrà, con Varese che, pur messa in mora da Attilio Caja, è al centro di trattative di mercato notevoli, sembra che la dirigenza abbia proposto al coach il ragionamento che segue.

Partendo dal presupposto che Filloy ed Antonutti sono due garanzie vere, visto che Lombardi può essere considerato come potenzialità un giovane rookie americano, tra l’altro più intelligente della media, detto che Severini e Mastellari effettivamente finiranno per fare entrambi parte dei dieci per ragioni di bilancio, perché non puntare forte su due Usa davvero buoni, su cui investire intorno ai 100mila a testa, per poi chiudere la squadra con i saldi di fine mercato accontentandosi di quel che resta?

Preston Knowles
Preston Knowles

In questo modo, pare sia stato il ragionamento nella stanza dei bottoni, saremmo andati sul sicuro trovando due americani con molte meno difficoltà per poi vedere di chiudere il mercato con due oneste scommesse a stelle e strisce, confidando poi nel famoso amalgama di squadra.

Pare che Esposito si sia opposto a questa impostazione. Sia ben chiaro, lo sottolineo a scanso di equivoci, nessuno mi ha raccontato di frizioni o polemiche, semplicemente di diversità di vedute. Vincenzino non vuole rischiare la formula con due stelle e 3 comprimari, ma vuole 5 USA di pari livello. Nessuno farà stropicciare gli occhi allo spettatore del PalaCarrara, insomma, l’idea è che tutti siano in grado di portare il mattoncino alla causa.

Ecco che, alla luce del ragionamento, meglio si spiega anche l’ingaggio di Preston Knowles. Non sarà un cecchino, ma certamente è il classico lottatore che piace ad una piazza come Pistoia.

Vedremo da chi sarà affiancato.

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