TESI GROUP, QUANTE PREOCCUPAZIONI MI DAI!

Baraonda Biancorossa [foto Maestripieri]
Baraonda Biancorossa [foto Maestripieri]
PISTOIA. Non si fa a tempo a godersi la splendida favola dei ragazzi U19 vicecampioni d’Italia con merito ed onore che le notizie dal PalaCarrara spiazzano tutti. Cerchiamo di mettere ordine alle idee partendo dall’apertura, davvero frizzantina, della campagna abbonamenti per la prossima stagione.

Leggi com’è stata ideata e, così di botto, ti viene da pensare che non è possibile. In estrema sintesi, viene chiesto di frugarsi in tasca a mercato ancora fermo, con prezzi aumentati e possibilmente senza fare pio perché, si sa, qualcuno è un pelo suscettibile. Devo dire ci vuole coraggio. Io quando vedo il coraggio provo sempre tanto rispetto, perché anche se non condivido il messaggio di fondo sono sempre affascinato da chi si espone con convinzione pur sapendo di rischiare il mugugno.

Non aver aumentato il prezzo del biglietto dopo l’anno di Wanamaker ed aumentarlo dopo la stagione di CJ Williams è un atto di grandioso apprezzabilissimo coraggio, da veri temerari. Menzione di onore per il Presidente Maltinti, che, riferiscono i giornali, ha aperto la conferenza stampa augurandosi che tutte le piccole incomprensioni delle ultime settimane vengano messe alle spalle perché, come accade ormai da 7-8 anni, quella che viene è l’ennesima stagione zero dove sarà necessario rimettere a posto i conti. Si assicura che il bilancio sarà finalmente trasparente e non c’è motivo di non crederci.

Ma ripensare che lo stesso Presidentissimo un mese prima aveva mandato a quel paese uno spicchio di curva, augurandosi che qualcuno cambiasse palazzo, ed un mese dopo è costretto a rivolgersi a quegli stessi spettatori col più classico dei “volemose bene” perché, sai com’è dolce amico-tifoso-sostenitore, tu hai sempre negli occhi le triple sul ferro di CJ e l’apatia di Milbourne, ma noi non solo abbiamo bisogno di te, ma abbiamo anche deciso che il prossimo anno pagherai un bel po’ di soldini in più, beh questo è più di coraggio. È roba da spartani contro l’impero persiano. Roberto è il Leonida di noialtri.

Davide Moretti [foto Maestripieri]
Davide Moretti [foto Maestripieri]
Il pezzo forte della conferenza è stato però un altro. Non solo gli abbonamenti aumentano di prezzo, non solo dovremo dare fiducia nonostante il rischio di vedere in campo un CJ Williams qualsiasi tra i nuovi americani, ma la partita con Milano non è compresa nel prezzo. Avete letto bene, sì. Ti vuoi abbonare in curva? Perfetto, paghi un tot in più e quando arriva Milano ti metti in coda e sganci un altro ventello come minimo. Geniali.

Ora, a parte che mentre scrivo Milano è sotto 2-1 nella serie contro Sassari e quindi non è nemmeno così scontato che quella sia la partita contro i campioni in carica, a parte che Milano gioca la coppa ed è facile venga calendarizzata in anticipo o posticipo, così da render potenzialmente vana quella sottospecie di “giornata dell’orgoglio biancorosso” che è la scusa con cui si giustifica questa decisione folle, ma qui tutto fa capire che la volontà della società è quella di avere meno abbonati possibile.

Certamente, è così. Fino a qualche anno fa la piazza non andava bene perché coi pochi abbonamenti non dava segni di attaccamento, quando però l’estate scorsa sono state collezionate una marea di tessere si sono resi conto che, regalando all’abbonato 4 gare, ci rimettevano troppo in termini d’incasso. La soluzione? Spingere la gente a non abbonarsi, così da fare più soldini nell’arco della stagione.

Risultato? Il malato di basket vero, quello appassionato sul serio, quello a cui la società dovrebbe stendere un tappeto rosso, si abbona lo stesso, viene spennato e deve pure mettersi in fila con altre 4mila persone per prendere il biglietto extra per vedere Milano.

I cosiddetti occasionali riempiranno il palazzo lo stesso, perché tanto da Bologna a Roma il Pistoia Basket ha il monopolio della massima serie, quindi sa bene che il biglietto non resterà invenduto. Mi viene spontaneo dirvi bravi e farvi un grande applauso. Così si fa.

Come se non bastasse, vi è la questione coach. Ora, è noto che, nonostante negli anni i risultati siano stati lusinghieri, non sono mai riuscito ad innamorarmi di Moretti, ma quando viene tenuto un atteggiamento eccessivamente spregiudicato nei confronti di una persona, questa mi diventa un pizzico più simpatica.

Paolo Moretti [foto Maestripieri]
Paolo Moretti [foto Maestripieri]
Lasciamo stare i rumori e le voci che si sentono. Sono tutti probabilmente veri, perché al bar sport qualcuno che sa e racconta troppo c’è sempre ed è sempre la stessa persona, ma, in mancanza di ufficialità, lasciamoli perdere per non essere tacciati di praticare la cartomanzia. Su una cosa sola mi sbilancio, perché è il segreto di Pulcinella. Io ho sempre pensato che il coach fosse pagato troppo, soprattutto se lo stipendio veniva messo in relazione al budget totale.

Tuttavia, nessuno ha mai puntato una pistola alla tempia della dirigenza quando firmava i contratti, quindi chiedere oggi una sostanziosa riduzione è un modo poco elegante, mi pare, per spingere il coach a cambiare aria. Vi è di più. Ricordate l’ultima stagione di Lasi? Non vi era una lira, dicevano. Venne costruita una squadra troppo brutta per essere vera.

Lasi non si arrese, fece un girone di andata col poco che aveva e si trovò inevitabilmente ultimo. Venne cacciato ed improvvisamente il coach subentrante si ritrovò una squadra rivoluzionata per 3/5 del quintetto base. Insomma, improvvisamente i soldi c’erano e furono investiti. Strano, vero? Oggi sembra di rivedere lo stesso film. Tranquilli, Moretti non è uno sprovveduto e non starà lì a farsi massacrare.

Certamente non andrà via esonerato dopo poche partite, se del caso cambierà aria nei prossimi giorni. Dopodiché, se succederà, voglio vedere che tipo di squadra sarà allestita. Piena di italiani e giovani, come dicono ora? Chissà! Una cosa è sicura, però. Il giorno prima viene detto che si punta sui giovani italiani e 24 ore dopo il padre manda il bambin prodigio a giocare a Treviso. Che dire? A me puzza tanto di dispetti e guerra psicologica che preannuncia un addio. Staremo a vedere.

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