TESI GROUP, SALUTATE LA CAPOLISTA!

Alex Kirk [foto Maestripieri]
Alex Kirk [foto Maestripieri]
PISTOIA. Come si fa a tenere i piedi piantati a terra quando ti senti “tre metri sopra il cielo”? È uno sforzo che va fatto, ça va sans dire, non fosse altro perché le favole pensate da Moccia durano il tempo della lettura di un libro e noi invece vogliamo sperare di flirtare con la palla a spicchi fino a primavera inoltrata.

Inutile negarlo, è una gran bella sensazione. Da un lato vedere che anche qualche quotidiano nazionale, tradizionalmente snob, sembra accorgersi di noi non può che far piacere, dall’altro pensare che la partita di domenica a Trento diventa, di fatto, una sfida al vertice per la prima posizione fa quasi tremare le gambe. Come fare dunque a non esaltarsi troppo? Come preparare lo spirito alle prime delusioni che, prima o poi, fisiologicamente arriveranno?

Potrà essere utile, in un certo senso, rivedere gli ultimi quattro secondi della partita di domenica scorsa. Ricorderete, quattro secondi al termine e rimessa per loro da lato, perché noi abbiamo commesso una pazzesca infrazione di cinque secondi. Pressione difensiva totale dei nostri, ovviamente, ma, non si sa bene come mai, quando Pesaro supera metà campo la situazione è incredibilmente di due contro uno. Nonostante il sovrannumero Pesaro non riesce nemmeno a tirare ed è festa grande per i nostri, ma l’errore difensivo è talmente clamoroso che si fatica a credere a quel che si è visto.

Ecco, teniamoci stretto questo errore mastodontico. Teniamoci caro anche quel parziale di 19 a 0 con cui Pesaro sembra affossarci fin dai primi minuti di gioco. Torniamo a rivedere quegli attacchi sconclusionati e quella difesa molle dei primi dieci minuti. Voglio dire, questa squadra è tante belle cose, c’è talento nei singoli e c’è abbondanza di carattere ed attributi nel gruppo, però la Tesi Group è anche quelle lacune lì.

Non avremo sempre di fronte Pesaro e non sarà sempre remuntada. Lo so, sembra quasi assurdo scriva queste cose, ma il rischio altrimenti è che la sbornia e l’eccitazione, più che legittima, di questi giorni divengano una clamorosa emicrania nelle prossime settimane.

Vincenzo Esposito [foto Maestripieri]
Vincenzo Esposito [foto Maestripieri]
Svolto dunque coscienziosamente il ruolo del bravo pompiere, posso passare a sottolineare altri aspetti interessanti. Il primo sta nelle parole del coach, che, dopo aver elogiato la capacità di non disunirsi nelle difficoltà di un gruppo che gioca assieme da poco tempo, ha espresso il desiderio di vedere percentuali più basse nel tiro da fuori e più giochi sotto.

Questo francamente legittima in tutti la speranza che vi sia del notevole potenziale ancora inespresso, perché se è vero che Czyz è stato indiscutibilmente l’Mvp di partita è altrettanto sicuro che non abbiamo ancora visto cosa possa combinare la premiata ditta Kirk-Czyz spalle a canestro. Esposito chiede tempo con la sicurezza del coach che ha le idee chiare e che segue una strada precisa, noi questo tempo lo concediamo volentieri e fiduciosi.

Scrivo di potenziale inespresso e non posso che pensare a Wayne Blackshear. Calma e gesso, arriverà anche il suo momento. Per ora ci sta deludendo, inutile negarlo, non a caso anche domenica nel momento chiave dell’ultimo quarto sedeva in panca dopo non essere riuscito ad entrare mai, di fatto, in partita. Una mano educata ed elegante come la sua, tuttavia, non può essere davvero quella del giocatore come lo abbiamo visto finora.

Wayne Blackshear [foto Maestripieri]
Wayne Blackshear [foto Maestripieri]
Oggi Wayne è scherzosamente soprannominato “black sheep”, ma presto la pecora nera saprà diventare un cigno leggiadro, sono pronto a scommetterci.

Domenica saliamo a Trento, trasferta tradizionalmente ostica fin dai tempi della LegaDue contro una squadra oggettivamente più forte di noi, almeno sulla carta. Possiamo però affrontarla con la calma di chi ha già messo in saccoccia quattro punti pesantissimi in ottica salvezza, unico reale obiettivo stagionale.

Possiamo andare a Trento giocando sereni e cercando di sfruttare un turno complesso per continuare il rodaggio di una squadra che saprà crescere ancora molto. Se poi dovesse scapparci la sorpresa, tanto meglio. Forza ragazzi!

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