TESI GROUP, TRA CAMPO E SALA STAMPA UNA DOMENICA DA DIMENTICARE

Tesi Group in azione [foto Maestripieri]
Tesi Group in azione [foto Maestripieri]
PISTOIA. Fortuna che il pezzo sulla Tesi Group esce a metà settimana, così c’è il tempo di digerire la partita, riflettere e pensarci bene. Posso permettermi il lusso di far pubblicare questo pezzo senza far supervisionare il testo da un collega penalista, che sarebbe stato necessario per evitare qualche guaio fossi uscito nell’immediatezza del fine partita. Posso soprattutto avere il tempo di confrontare opinioni e sensazioni con altri tifosi che, avendo qualche capello bianco in più in testa, sono capaci di farmi riflettere e considerare le questioni da molti punti di vista.

Non ha molto senso parlare della partita, in verità, per svariati motivi. Il primo è che la rabbia è fisiologicamente scemata in tutti noi, quindi è inutile e controproducente scrivere un pezzo che avrebbe giocoforza l’unico effetto di alimentare nuovamente il fuoco della polemica. Il secondo è che in verità c’è poco da dire. La partita è stata uno schifo, né più, né meno. Ad un certo punto mi è quasi sembrato di assistere ad una rivisitazione in chiave cestistica del film “Titanic”, con Moretti nel ruolo del capitano Smith, immobile ed incredulo nell’attesa di essere travolto dalla piena, la difesa a zona di Varese nel ruolo dell’iceberg contro cui andavano a sbattere le certezze del coach, e l’encomiabile Baraonda Biancorossa nel ruolo dei suonatori di violino, impegnati a sostenere, cantare ed applaudire fino alla fine e nonostante tutto.

Era lecito aspettarsi tutt’altro, è evidente. Non è questione di vincere o perdere, è questione di giocare ed uscire dal campo sfiniti dopo aver sputato sangue. Ma del resto, cari amici, quando si dice no alla riconferma, per non dire al ritorno, di giocatori che hanno fatto la storia di questi colori e che hanno sempre vissuto la maglia come una seconda pelle, il rischio di ritrovarsi con un gruppo che non infiamma la platea è alto. Un vero peccato. Sarebbe forse il caso di spendere due parole per l’incredibile incapacità dimostrata nell’attaccare la zona, ma poi ripensi alle tre stoppate subite da Milbourne quelle poche volte che la palla è andata in post alto o basso, ed allora decidi di non pensarci più. Una partita da dimenticare, punto e basta.

Filloy [foto Maestripieri]
Filloy [foto Maestripieri]
Un gruppo da salutare con un applauso? Oppure da fischiare? Qui si entra nel paradossale post partita di domenica sera, qui soprattutto entra in gioco il ruolo di Roberto Maltinti. Dispiace anche essere polemici con una persona, un amico mi permetto di dire, come il Presidente onorario. Tuttavia, per dirla con Aristotele “Amicus Plato, sed magis amica Veritas”. Robertone in sala stampa ha dato letteralmente il peggio di sé. La prima dichiarazione fare quasi ridere da quanto è poco credibile. Ha detto infatti il Pres che fin da subito la dirigenza si renderà disponibile a confermare Filloy ed Amoroso e che pertanto, se anche i due cercano la conferma, sarà estremamente semplice trovare un accordo.

Ellapeppa, mi son detto tra me e me. Com’è possibile? Devo evidentemente pensare che Maltinti è già sicuro della conferma di Moretti. Non solo, devo pensare che col coach hanno già iniziato a programmare, decidendo il tipo di squadra da costruire attorno alla conferma di questi due giocatori. Evidentemente è già chiaro il budget con cui verrà costruito il roster. L’unica alternativa credibile, per chi si sforza di prendere sul serio le parole di Maltinti, è ipotizzare che Moretti abbia già confidato che se ne andrà, ma che la dirigenza abbia già preso contatti col nuovo coach e che, prima di mettere piede a Pistoia, questi abbia già chiesto la conferma di Ariel ed Amoroso. Queste sono le uniche due chiavi di lettura possibili per provare a credere alle parole di Robertone.

Probabilmente non è così. Come sempre, temo, Maltinti si è reso semplicemente incredibile nel senso più corretto del termine. Forse spinto da una delle sue solite emozioni, lui che è presidente sanguigno ha perso la misura ed il senso delle parole che ha detto. Oppure c’è un’ulteriore chiave di lettura, maliziosa come poche. Con un palazzo deluso come quello di domenica sera, un Pres in versione pompiere ha inteso carezzare i tifosi confermando i due giocatori più amati della stagione. Se poi un domani si riveleranno parole al vento e non ci saranno le condizioni per cui i ragazzi possano davvero restare, poco male. Tanto la storia insegna che c’è sempre tempo e modo di farli passare per mercenari. Vero o no? Benedette le famose porte sempre aperte con cui si aspettano i giocatori più amati!!

Ma sicuramente non è necessario esser maliziosi. Il dubbio che il Pres non abbia chiaro cosa sta dicendo diventa certezza non appena Roberto invita i tifosi delusi ad andare a cercare un altro palazzetto. La sciocchezza detta dall’onorario è talmente enorme che merita una riflessione attenta.

Amoroso [foto Maestripieri]
Amoroso [foto Maestripieri]
Caro Roberto, la storia di qualsiasi successo a qualunque livello è sempre un racconto pieno di capacità, talento ma anche tantissima fortuna. Ripercorriamo i due anni di massima serie. Nel primo anno siamo arrivati ad i playoff per tanta bravura sicuramente, ma anche per un’incredibile serie fortunata di eventi. Il campionato presentava una Montegranaro sull’orlo del baratro, tanto che poi è retrocessa, una Pesaro con le difficoltà che sappiamo, e qualche squadra con molti soldi in più dei nostri che non è stata capace di trovare la quadratura del cerchio.

Quest’anno cosa è successo? Pesaro si avvia a retrocedere, Caserta ha un budget superiore al nostro tanto da essersi permessa di cambiare allenatore e 7-8 giocatori, Varese ed Avellino hanno spalle più larghe delle nostre e sono state deludenti, la neo promossa Trento è nella parte alta della classifica. L’anno prossimo che succederà? Nessuno all’orizzonte sembra voler recitare il ruolo di Montegranaro e Pesaro, dalla Gold salirà una società probabilmente più attrezzata della nostra, se finalmente Varese ed Avellino smettono di buttare soldi ed azzeccano i giocatori ad inizio campionato chi ci mettiamo alle spalle? Si spera in Capo d’Orlando e poi?

Insomma, qualcuno dice che quest’anno siamo stati sfortunati per via degli infortuni. Signori, finché ci troviamo avversari nelle condizioni di Pesaro o della Caserta di inizio stagione non possiamo dirci sfortunati, perché possiamo permetterci la mediocrità di questa stagione. Ecco che, in questo quadro che è sicuramente opinabile, ma certo non è propriamente campato in aria, l’invito di Maltinti a cercare altri palazzi è nobile arte di tafazzismo allo stato puro. Caro Roberto, devi pregare che la gente, pur delusa, si abboni! Altro che invitarla a lasciare il palazzo! Non scadiamo nel ridicolo. Quanti sold out in meno avresti fatto quest’anno se non ci fossero stati tutti questi abbonati? Siamo seri una volta tanto.

Autocritica, Robertone, un pizzico di autocritica sulla falsariga di quella di Giulio Iozzelli, altro che tutta questa suscettibilità. Chi si espone si gode l’applauso quando le cose girano giuste e si prende il fischio, pur oggettivamente ingeneroso, quando le cose vanno male. Lo prende e lo porta a casa, senza avere reazioni. Altrimenti riflette bene e si accorge che non è obbligo far parte della dirigenza.

Quanto a noi malati di basket, sorvoliamo ed abboniamoci di corsa, anche a scatola chiusa. Anche perché, per dirla col Cioppa “ La mia squadra sono i vecchi amici, i cori della curva, l’orgoglio della sciarpa, l’andata per Cantù, il pranzo di Fognano, le birre nella stradina. Gente siate superiori,ci si abbona per questo”.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento