TESI GROUP, TUTTI IN PIEDI PER QUESTA SQUADRA

Tesi Group [foto Maestripieri]
Tesi Group [foto Maestripieri]
PISTOIA. Fossi il mitico Michele Guardì vorrei esordire questo pezzo col mitico “Lodi, lodi, lodi”, sulla falsariga del motto con cui il “comitato” della piazza de “I fatti vostri”, in onda tutte le mattine sui canali RAI qualche tempo fa – o forse anche adesso, non saprei dire perché non posso più permettermi il lusso di stazionare a metà mattina davanti alla televisione – osannava le vittorie del telespettatore di turno alla lotteria del camioncino. Lodi, certamente sì, lodi sperticate, tutti in piedi per questa squadra e per sua immensità Vincenzo Esposito, credo sia giunto il momento di ribadirlo con forza.

Sono sincero, io per primo mi sono divertito di più sulle ali dell’entusiasmo di inizio campionato piuttosto che nelle ultimissime settimane, sarebbe sciocco negarlo. Arriva un momento, però, in cui bisogna guardare in faccia la realtà e dire grazie. Un po’ come lo juventino che è in me, quando a seguito della sconfitta con Barcellona nella finale di coppa lo scorso maggio avrei dato un bacio a tutta la Vecchia Signora. Sì perché uno fa il massimo, ci prova e ci mette tutto quel che può com’è giusto che sia, poi però arriva un punto in cui nulla si può e si prende atto dell’oggettiva superiorità degli avversari. E’ stato doveroso farlo con la Juventus, figuriamoci se non va fatto coi nostri beniamini biancorossi.

Perché ho voglia e piacere di sottolineare l’ovvio? Perché ha ragione Vincenzo, si percepisce nell’aria qualcosa di oggettivamente stonato con i risultati ottenuti fino ad ora. Partiamo dalla partita con Cremona, è fin troppo banale notare la diversa fisicità dei due roster, l’impatto enorme sulla partita che hanno avuto i due ultimi rinforzi avversari, la profondità della panchina e la bravura dei ragazzi di Pancotto. Concediamolo pure, sull’andamento della partita sicuramente hanno inciso le straordinarie capacità di Cesare, ma 29 stagioni in serie A un coach non se le mette alle spalle per caso. E’ stata una partita giocata male, senza dubbio, ma il motivo va appunto individuato principalmente nel valore degli avversari.

Wayne Blackshear [foto Maestripieri]
Wayne Blackshear [foto Maestripieri]
Poi è vero, ci si può domandare, per esempio, che fine ha fatto il nostro Blackshear, da cigno a brutto anatroccolo. Lo chiedo a Vincenzo e mi risponde che Wayne i primi due mesi in Italia ha capito poco o nulla, poi ha giocato un periodo divinamente e adesso è in una fase d’involuzione e ci vuole pazienza. Mentre risponde allarga le braccia, lui che ha sempre fatto scudo a tutto e tutti fa capire che questi sono i giocatori di Pistoia e c’è poco da aggiungere. Allora, anche se il nostro coach non lo dirà mai nemmeno sotto tortura, la considerazione viene spontanea in tutta la sua banalità: a Pistoia transitano giocatori che magari sono un ottimo affare in ottica qualità-prezzo, ma avessimo il budget di altri faremmo altre scelte. Ca va sans dire.

Si dice ci vorrebbe un aiutino per Kirk, cosa molto evidente anche dalla mimica facciale di Alex nei minuti finali delle ultime partite, quando tutti lo vediamo in mezzo al campo in evidente apnea. Pensi a Magro, un nome a caso, eppure poi guardi i numeri e vedi che l’italiano viene pagato per scaldare la panca a Milano quanto il centro USA viene pagato per giocare 33 minuti di media a Pistoia, allora capisci che c’è poco da aggiungere.

Ci sono stati infortuni, qualcuno è stato spremuto troppo perché alternative non se ne vedevano. Pensi a Moore e capisci che per farlo rendere al meglio dovresti farlo giocare 25-26 di media ed invece nelle ultime partite sei stato costretto a tenerlo in campo per 32-33 minuti, alla fine la stanchezza presenta il conto.

Dunque, di cosa stiamo parlando? Partiti a fari spenti, siamo tuttora saldi al quinto posto con salvezza raggiunta in meno di un girone di tempo. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un coach dannatamente bravo che fa questo lavoro principalmente per passione – certo a Pistoia non è venuto per soldi – ed abbiamo allestito col budget più risicato di tutta la lega una squadra che ha sorpreso e che, quando ha perso, non è mai stata umiliata. Abbiamo giocato le final – eight e siamo ad un passo da una qualificazione playoff clamorosa. Sinceramente, di cosa stiamo ragionando?

il saluto a "din-don" [foto Maestripieri]
Il saluto a din-don [foto Maestripieri]

Vogliamo cercare colpe? Bene. Di chi è la colpa se il budget è quello che è? Di chi è la colpa se c’è un buco di bilancio che ci portiamo dietro da anni? Di chi è la colpa se si è dovuto riconoscere al coach uscente una sontuosa buona-uscita, perché il contratto firmato dodici mesi prima non lasciava troppo margine di manovra alternativa? Di chi è la colpa se l’operazione Amato, conclusa a costo zero, è stata chiusa una partita prima del rientro di Filloy e non è stata pensata un mese e mezzo prima? Io ho la mia personale risposta a tutte queste domande. Non so quale sia la vostra, ma certamente nessuno di noi può pensare di prendersela col coach e coi ragazzi.

Dunque, teniamoceli tutti cari, i giocatori che comunque vada a finire saranno stati protagonisti di una stagione indimenticabile, ed anche il coach – teniamocelo carissimo Vincenzino! –  che è dannatamente bravo e che è tanto vero quanto sanguigno e passionale. Non ci si abbia poi a mangiare le mani, magari costretti a giugno a cercare un Bechi o un Vitucci qualsiasi.

[Luca Cipriani]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

2 thoughts on “TESI GROUP, TUTTI IN PIEDI PER QUESTA SQUADRA

  1. Buonasera Luca,
    noi ci siamo conosciuti sabato alla sede di Linee Future e rivisti domenica mattina a Vicofaro in parrocchia. Ho letto l’articolo e concordo in pieno per quanto riguarda l’ atteggiamento da tenere con la Tesi Group. Ma la cosa che mi ha più colpito è stato il riferimento allo “Juventino che è in me”.
    Anch’io sono juventino fino nel midollo, spinto dal babbo alla passione per i colori bianconeri fin dalla più tenera età. E poi, ho avuto una intuizione: Ma tu (spero non ti dispiaccia se ti do del tu), mica sei parente, (forse figlio) del geom. Francesco Cipriani, che aveva lo studio professionale in Corso Silvano Fedi già oltre quaranta anni fa, ed anche lui juventino tutto di un pezzo? Perché mi sembra di avere riscontrato una certa somiglianza tra voi, ora che ci penso.
    Piero Giovannelli

Lascia un commento