teufelspruch. QUANDO IL DIAVOLO GIOCA CON IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE…

Argomentare i propri giudizi con un ricco vocabolario di termini volgari è sintomo di intelligenza o piuttosto prova di un pensiero ristretto?
Omaggio di Prévert

AGLIANA. Fra gli intellettuali di sinistra del Mont-Ana dobbiamo iscrivere, honoris causa, anche la signora/ina Barbara Dardanelli, scrittrice apprezzata di grandiosi sfottò come quello che segue:

Lo scoop ah ah ah ah ti prego, come quello del Betti a Montale? Come quando scriveste che i ragazzi di casapound a prato, che pestarono uno alla stazione, che inneggiavano slogan di stampo fascista, che facevano il saluto romano, erano tutti bravi ragazzi e il sobillatore era gad lerner. questi sono gli scoop? Questo è giornalismo? Capisco che qualcuno aspiri ad essere cacato da feltri o dalla d’Urso. ma basta anche meno. O forse no, bisogna proprio essere ridicoli come voi per fare il vero “giornalettismo” di merda.

Anche in questo caso colpisce la forza logico-argomentativa del ragionamento che, come l’isola di Peter Pan, «non c’è» – come del resto spesso e volentieri in certi portabandiera di sinistra.

Alla maniera di Eduardo De Filippo, che stranamente era Pci ma che apprezzo, anch’io sono superstizioso e cabalistico alla napoletana. Osservo nome (Barbara) e cognome (Dardanelli) e mi viene da commentare in chiave nominalistica. Aristotele, infatti, e la sua scuola, erano soliti dire che i nomi esprimono le sostanze: una sorta di «dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei».

Barbara è, di per sé, chiarissimo e significa «balbettona». Dardanelli è il nome di uno stretto famoso (in turco: Çanakkale Boğazı) che collega il Mar di Marmara all’Egeo. Lo puoi leggere in senso proprio e figurato: nel primo caso si parla di metri di larghezza; nel secondo, in senso traslato, di cervello (= cervello stretto).

E dunque, sciogliendo l’arcano:

  1. La Balbettona di cervello stretto sfotte Linea Libera perché sul caso Betti di Montale (indagini sul sindaco) avrebbe toppato.
    Calma, Barbara autrice di sfottò: Betti non ha mai mostrato a nessuno la lettera della Procura che prova come lui sia casto e puro come un agnellino (modo di esprimersi tipico di Pacciani). La vita è breve e morir si deve, ma a volte è abbastanza lunga da scoprirci le chiappe prima che ci leviamo di torno o che il gioco resti.
  2. La Balbettona di cervello stretto sfotte Linea Libera scrivendo «Capisco che qualcuno aspiri ad essere cacato da feltri o dalla d’Urso».
    In realtà le possiamo garantire che di Feltri o della D’Urso ce ne «catafottiamo» altamente, per usare un verbo caro al commissario Montalbano. Ma sottolineando che il verbo cacare non è il massimo della finezza, nemmeno per una pasionaria del Pd: lo troviamo più adatto a qualche femmina dei Casamonica…
  3. La Balbettona di cervello stretto sfotte Linea Libera scrivendo «bisogna proprio essere ridicoli come voi per fare il vero “giornalettismo” di merda».
    Le «parolette alate» adoperate ad hoc dalla Balbettona etc. sono icastiche e immediatamente indicative di un retroterra perfettamente adatto a certi filmacci tipo Brutti, sporchi e cattivi del 1976 diretto da Ettore Scola.
    Anche la forma è sostanza: immaginate cosa potreste pensare se, dopo un intervento di Maria Elena Boschi alla Camera, per esprimere il suo dissenso, Gasparri saltasse su dicendo: «Ma questa non va cacata! Perché fa solo discorsi di merda per farsi cacare dal suo amico Renzi!». E magari ci piantasse dietro anche un bel rutto.

Non sono stati loro, i democratici, a urlare fino alla nausea, dagli anni 70 fino alla presa del potere dopo Mani Pulite (con la soda caustica), che non portare rispetto all’avversario era scorretto e immorale? E non sono sempre loro a ripetere (urlandolo) ogni giorno che il bullismo e l’aggressione verbale vanno condannati a prescindere?

Ma gente come la Balbettona di cervello stretto, la mattina, non ce lo inzuppa il cornetto della coerenza nel cappuccino, no? Farebbe meglio a farlo, piuttosto, magari, che andare poi in parrocchia a confessarsi per aver rubato la marmellata…

Ehhhh… però. Altro è il parlar di morte, altro è il morire. Ossia: tra il dire e il fare c’è di mezzo l’intellettuale di sinistra che, contrariamente al personaggio di Cacasenno, al massimo può cacare solo merda.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di satira [vedi Travaglio assolto
per aver dato di “Cazzaro Verde” a Salvini]

Per Travaglio-Salvini vedi qui


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