THE FLEXX, DAVVERO INCREDIBILI

Vincenzo Esposito [foto Maestripieri]
PISTOIA. Amici, cosa devo scrivere? Non lo so nemmeno io. C’è qualcuno che ha ancora un aggettivo originale per descrivere questa squadra? Io no, non so più come definirli.

Una squadra bellissima, un gruppo da far commuovere. Un palazzetto rosso, caldo come poche altre volte. Gara 4, non ci si arrende mai, non ci arrendiamo domani sera anche se la logica vorrebbe che si scrivesse che, comunque vada, salvo miracoli è l’ultima sfida della stagione in casa.

Eppure, c’è un pensiero stupendo, irrazionale, senza senso e senza logica, nell’angolo più remoto del cuore di tutti noi risuonano le parole del coach, che fa intendere che c’è ancora benzina e che non si arrenderà mai fino alla sirena. Nell’intimo ci speriamo tutti, sarebbe un miracolo.

Fabio Bongi

Miracolo? Parliamone. A parte che ci siamo andati vicinissimi in gara 2 – non oso pensare come mi sentirei se fossimo sul 2-1 per noi, probabilmente non chiuderei occhio e metterei la tenda al PalaCarrrara – a parte che l’unico risultato netto è quello di ieri, ovvero quel + 14 con cui abbiamo regolato la sfida, a parte tutto questo ci sono alcune cose che a tutto fanno pensare tranne che al miracolo.

La prima, la grande concretezza di un coach immenso. Caro Vincenzo, mi sarebbe piaciuto che, mentre stavi ritirando il premio, fosse partito il classico coro del “resta con noi” – è solo una banale constatazione, ovviamente – ma siccome ti voglio bene sul serio ti ripeto quello che ti scrissi a fine della scorsa stagione. Il mio cuore ti chiede di restare, la mia ragione ti augura di andare via. Vai e resta nella storia, un sesto ed un settimo posto, mai così in alto prima di te.

Un basket a tratti divertente e spettacolare, certamente mai banale. Un gruppo plasmato a tua immagine e somiglianza, indomito e concreto. Una garra difensiva pazzesca, un gioco davanti che rifiuta l’ossessione del pick’n roll. Uno spettacolo. Vai via, Vincenzo, vai via e torna a trovarci una volta all’anno come un ex per cui spellarsi le mani. Ti auguro di trovare piazze più importanti, perché è vero che a Pistoia hanno fatto bene in molti, ma sono pronto a scommettere che la mano di Vincenzo si vedrà anche in altre realtà. Comunque vada gara 4, tutti in piedi per il coach dell’anno.

Terran Petteway [foto Michela Masitto]
Poi ci sono loro, i ragazzacci, i fratelli. Probabilmente di loro non resteranno in molti, saranno indimenticabili. Prendete Petteway, proprio lui! Forse per la prima volta capace di gestirsi per tutti i 40 minuti, invece di accendersi e di spengersi in continuazione, resterà nell’immaginario di tutti come uno dei giocatori più assurdi ed incomprensibili della storia del club. Uno spettacolo, certamente.

Poi tutti gli altri, inutile fare l’elenco perché finirei per fare torto a qualcuno. Basta pensare che ce la stiamo giocando con gente del calibro di Peric, Bramos e Batista, per dirne tre, eppure sembrano davvero equivalersi. Una dedizione difensiva da stropicciarsi gli occhi, lo ripeto perché mi pare davvero straordinaria.

Un gran traffico sotto il loro canestro, pressione continua ed asfissiante, linee di passaggio sempre sporche. Mi è piaciuta molto anche la capacità di non lasciarsi andare sul meno 9, affatto scontata se si pensa a tutta la storia della serie.

Mi piace ricordare il coast to coast con cui Jenkins ha dato una palla d’oro – con quale facilità e naturalezza – a Daniele per un appoggio semplice a tabellone, mi piace pensare all’intelligenza del capitano, mi piace ricordare la stoppata incredibile che, purtroppo, è costata un infortunio al faraone-guerriero.

Grandi ragazzi, grandissimi! Che dire di più? Sotto con gara 4! Non sarà semplice, soprattutto per gli ospiti.

[Luca Cipriani]

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