THE FLEXX, OCCHIO ALLA GRIGLIA!

Vincenzo Esposito
Vincenzo Esposito

PISTOIA. È il periodo in cui tutti gli addetti ai lavori stilano la classica griglia di partenza, evidenziando le favorite ma soprattutto le dirigenze che meglio hanno operato sul mercato.

L’operazione è in verità a rischio zero, perché il commentatore scommette sulle proprie capacità di previsione sapendo perfettamente che, se il pronostico si rivelerà sballato, la giustificazione per cui a palla ferma non è possibile prevedere la quantità industriale di variabili che condizioneranno la stagione sarà più che legittima e tornerà utilissima.

Non è infatti per cattiveria o per scarsa intelligenza cestistica che quasi tutti i giornali, ogni inizio stagione, ci collocano nella migliore delle ipotesi al penultimo posto della griglia della massima serie. Non può stupire, infatti, che una squadra puntualmente rinnovata ed imbottita di signori nessuno abbia meno appeal di molte altre costruite con altri nomi e altri budget.

Più che puntare l’indice sulla presunta scarsa competenza del giornalista di turno, però, mi pare preferibile e più logico trasformare le ultime stagioni in stellette al petto dei rispettivi staff tecnici, nessuno escluso. Anche quest’anno non sembriamo godere di troppo credito, sarà necessaria ancora una magia da parte di tutto l’ambiente per cercare ancora una volta una salvezza tranquilla.

Nathan Boothe
Nathan Boothe

Parlo di salvezza e non aggiungo altro, sissignore, non certo per chissà quale deriva filo-societaria – i pompieri già abbondano – ma perché anche io, se cedo alla tentazione di scrivere le mie previsioni, non posso fare a meno di dipingere un quadro che, senza voler esser gufo o allarmista, non può prescindere da un certo tipo di pennellate.

Milano ha un roster da F4 di Eurolega, ma non è un nostro problema. Viene spontaneo un parallelismo con la Juventus, in Italia può perdere solo se regala partite ed in Europa è molto meglio attrezzata degli scorsi anni ma, visto la scarso feeling degli ultimi anni col basket giocato fuori dai confini nazionali, può anche capitare che sacrifichi qualche energia almeno fino a quando sarà in corsa per il trofeo più importante.

Dopo re Giorgio personalmente vedo Avellino, una batteria di lunghi da paura e tanta qualità e profondità di panchina. Poi c’è un gruppone di 6-7 squadre, quello indicato al media-day da Vincenzo Esposito, che hanno speso molto e non hanno voluto prendersi rischi, puntando su giocatori già conosciuti almeno in Europa e sapendo perfettamente con quali caratteristiche tecniche costruire la stagione che viene.

Marcus Thornton
Marcus Thornton

Se ci pensate bene, infatti – ce lo ha ribadito in conferenza il coach e mi piace sottolinearlo – la più grossa difficoltà del nostro staff è quella di dover capire che tipo di giocatore è stato preso, per poi costruire un gioco che sia un abito sartoriale su misura di tutta la squadra.

Ovvio, nessuno è stato ingaggiato a scatola chiusa, ma un conto è vedere un giocatore impegnato nella summer league o studiare video e statistiche, altro è poter lavorare a stretto contatto col materiale umano per cominciare ad immaginare come sia preferibile impostare il tema di gioco. Ecco, questo problema i tanto osannati colleghi di Vincenzo non ce l’hanno davvero.

Penso agli acquisti di Torino, penso alla coppia di lunghi di Trento, penso a Venezia, ed anche se posso concedere che Reggio Emilia non si presenti con lo stesso smalto delle ultime occasioni non sarà banale spuntarla e portare a casa i due punti.

Mi piange il cuore a scriverlo, ma la coppia Moretti – Coldebella ha messo insieme un quintetto base da primissime posizioni. Varese forse pagherà qualcosa in panchina, soprattutto nell’ottica dell’impegno infrasettimanale, ma sicuramente il bravo Paolo si candida ad entrare in scioltezza nei playoff ed al successivo processo di canonizzazione che puntuale ne conseguirà.

Come non ritenere, inoltre, che Capo d’Orlando, con l’operazione Diener abbia puntato le proprie fiches sullo one-man-show buono per salvarsi vincendole in casa? Sarà sufficiente? In teoria dovrebbe esserlo.

Eric Lombardi
Eric Lombardi

Insomma, se è vero che la nostra piazza si è sicuramente guadagnata rispetto negli ultimi anni, è altrettanto vero che sembra difficile collocare i nostri beniamini troppo in alto.

Mentre scrivo, tanto per gradire, giunge la notizia della sconfitta in amichevole a Casale Monferrato per 75 – 67, con Hawkins e Lombardi tenuti a riposo precauzionale e 22 puntoni di Petteway.

Non resta che confidare nel lavoro delle prossime settimane, sapendo che la fiducia e ben riposta e che i ragazzi – ce lo hanno confermato al media day – sono tutt’altro che banali.

Mi piace riportare la stima enorme di cui gode il coach in seno alla squadra, tra i confermati della scorsa stagione ma non solo.

Stimolati sul punto in occasione del media day, molti ragazzi – con particolare convinzione soprattutto Thornton e Lombardi – hanno chiaramente affermato che il coach è grande perché ti permette di sbagliare (dunque di crescere) e che quando giochi con un allenatore così vuoi fare bene per farlo felice.

È chiaro che abbiamo la fortuna di avere un coach che ricorda bene le sensazioni che prova il giocatore che scende in campo e che sa gestire l’uomo, prima che l’atleta. Aspettiamo dunque fiduciosi i progressi delle prossime settimane.

[Luca Cipriani]

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