“TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA” AL MONTAND

Chiara Francini Emanuele Salce (foto Mario D'Angelo)
Chiara Francini Emanuele Salce (foto Mario D’Angelo)

MONSUMMANO. Secondo appuntamento per la stagione del Teatro Yves Montand di Monsummano Terme, promossa dall’ Amministrazione Comunale e dall’ Associazione Teatrale Pistoiese. Dopo il successo dello spettacolo di apertura con il grande attore Gianrico Tedeschi, la sala di Monsummano Terme ospita sabato 29 novembre alle 21 la celebre commedia di Natalia Ginzburg, Ti ho sposato per allegria, secondo titolo in stagione diretto da Piero Maccarinelli. In scena la coppia ben affiatata composta da Chiara Francini ed Emanuele Salce. Accanto a loro, Anita Bartolucci, Giulia Weber e Beatrice Bedrina. Lo spettacolo è prodotto da ErreTiTeatro30 di Roberto Toni in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola.

Dal testo, scritto nel 1965 dalla Ginzburg – una delle più raffinate scrittrici del Novecento –, Luciano Salce (che già aveva diretto in teatro Adriana Asti per cui il lavoro era stato scritto) trasse il celebre film con Monica Vitti. Da allora la commedia è stata messa in scena anche da Antonio Calenda con Maddalena Crippa e da Valerio Binasco per Maria Amelia Monti.

Lo spettacolo vede protagonista Chiara Francini, attrice toscana dalle spiccate doti brillanti che si è affermata al cinema e in tv, lavorando con registi come Spike Lee, Fausto Brizzi, Angelo Longoni, Alessandro Genovesi, Riccardo Milani (Tutti pazzi per amore) e in programmi come Stracult, BlaBlaBla, Colorado e #Aggratis!. Protagonista maschile (nella parte creata da Renzo Montagnani e al cinema da Giorgio Albertazzi) il figlio di Salce, Emanuele: inoltre Anita Bartolucci (tanto teatro di ‘ serie A’  il suo, da De Lullo a Ronconi, da Castri a Patroni Griffi), Giulia Weber (già nello spettacolo di Binasco) e Beatrice Bedrina.

Scene e costumi sono firmati, rispettivamente, da Paola Comencini e Sandra Cardini; le musiche sono di Antonio Di Pofi e le luci di Gianni Staropoli.

Nella commedia la Ginzburg disegna il ritratto di un matrimonio, di carattere piuttosto borghese, tra l’ avvocato Pietro e Giuliana, una giovane donna di bassa estrazione sociale conosciuta ad una festa.

«Il tema d’ elezione della Ginzburg – commenta Piero Maccarinelli – è la ‘ famiglia’ , affrontata nei suoi romanzi e nel suo teatro. Giuliana e Pietro sono una famiglia, giovane e strana, attorno a cui ruotano le figure familiari della madre di Giuliana, solo evocata, e della madre e della sorella di Pietro. Il padre, il maschio, è assente. Un solo uomo, Pietro, e quattro donne, il maschio è già stato disarcionato dalla Ginzburg dal suo piedistallo nella prima metà degli anni Sessanta. È  il femminile che interessa l’ autrice (…).

Il maschio vive di luce riflessa, Pietro è in questo quadro perché ha sposato Giuliana “per allegria”. Insomma si declinano i diversi modelli femminili, le molteplici possibilità di essere donna. Giuliana passa in punta di piedi nella vita, sfiorandola con grazia: ma non è una farfalla, non ha il pungiglione, quindi non è nemmeno una vespa.

È graziosa e porta allegria, il suo pensiero è liquido, il suo apparente saltare “di palo in foglia” o “di palo in frasca” trova degli argini di improvvise profondità. Sorprende per la sua grazia e la sua allegria, ma anche per il suo modo di affrontare la vita e i suoi valori. Vive nel presente, il suo futuro e il suo passato sono per lei meno interessanti e lo diventano inevitabilmente anche per noi, disponibili a farci trascinare dal suo transitare fra emozioni e vita.

Testo atemporale per eccellenza, non ha bisogno di essere trasportato all’ oggi. Perché è già oggi. Anche se scritto negli anni Sessanta, forse gli ultimi anni in cui una generazione di scrittori e intellettuali ha saputo proiettare ombre di preveggenza su questi nostri anni più poveri e grigi. Il testo ha bisogno di interpreti “leggeri”, ma capaci di improvvise profondità, e mi sembra che li abbiamo trovati.»

La stagione, che vedrà in scena fino a marzo altri importanti protagonisti della scena teatrale (tra i quali Valentina Sperlì, Giuliana De Sio, Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli, Maddalena Crippa e la Banda Osiris), è realizzata anche grazie al sostegno di Polli, Tiger Flex, Bcc – Credito Valdinievole e Arredamenti Goti.

[marchiani – teatro montand]

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