tintoria cinese. SOSPENSIONE COATTIVA DELL’ATTIVITÀ E UNA DENUNCIA PER IL TITOLARE

La “Squadra Interforze” è intervenuta questa volta a Cafaggio
Uno dei controlli del gruppo Interforze a Prato

PRATO. Ieri pomeriggio ha avuto luogo, coordinato dalla Divisione di Polizia Amministrativa, Sociale e Immigrazione della Questura di Prato, un nuovo Servizio Straordinario di controllo presso attività produttive gestite da cittadini stranieri.

Con inizio alle ore 15.30, la “Squadra Interforze”, composta nell’occasione da personale appartenente alla Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione PASI della Questura di Prato, alla Guardia di Finanza, alla locale Polizia Municipale, ai Vigili del Fuoco, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, all’Inps, all’Arpat, all’Asl. e all’Alia Servizi Ambientali, ha effettuato il controllo di una tintoria sita a Prato, in zona Cafaggio, gestita da un cinquantenne cinese.

Nella circostanza venivano identificati, oltre al predetto titolare, 24 dipendenti della ditta, di cui 13 cinesi, 6 pakistani, 1 bengalese e 4 italiani.

Tre dei cittadini cinesi prestanti attività lavorativa nella ditta, rispettivamente un quarantaquattrenne, un cinquantunenne e un quarantacinquenne, risultati essere clandestini sul territorio nazionale, sono stati pertanto condotti in Questura per la prosecuzione dei dovuti accertamenti di specie, quindi denunciati in stato di libertà per il reato di ingresso e soggiorno illegale nello Stato Italiano nonché muniti nell’immediatezza di provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, mentre il titolare cinese della tintoria veniva deferito per il reato di impiego e sfruttamento di manodopera irregolare.

L’attività ispettiva effettuata portava alla sospensione coattiva dell’attività produttiva per l’accertata presenza di 5 lavoratori privi di regolare contratto di lavoro, con contestuale irrogazione di una sanzione pecuniaria pari a 10.000 euro, alla quale si sono aggiunte ulteriori sanzioni da 100 euro per la non corretta gestione dei rifiuti speciali, nonché da 4.000 euro per la non corretta differenziazione dei rifiuti urbani.

Sono state peraltro imposte prescrizioni al titolare della ditta in materia antincendio e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché in relazione alla non conformità di alcuni dei macchinari tessili allestiti ed alla non corretta gestione delle sostanze chimiche utilizzate nel ciclo produttivo.

[questura di prato]

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