TONY DE ANGELIS, L’INVENTORE DI SANTOMATO LIVE

Tony De Angelis
Tony De Angelis

PISTOIA. Era innamorato delle trasmissioni radiofoniche che ascoltava, Antonio Pagnini. Un giorno si fece coraggio e dopo aver confezionato una cassetta audio parecchio artigianale, si presentò a Marione (indimenticato deejay pistoiese): non fece nemmeno il provino, andò subito in diretta.

Da allora, Antonio Pagnini è diventato Tony De Angelis, eccezion fatta, forse, per la moglie Tania e il figlio Giacomo e qualche collega dell’azienda tessile pratese nella quale è responsabile commerciale. È lui l’uomo attorno al quale ruota, perfettamente oliato, il Santomato live, la rassegna artistica che si consuma, ogni giovedì, presso l’omonimo circolo Arci, giunta quest’anni alla sua quarta edizione.

“Era il 1984 – ricorda e racconta Antonio Pagnini, anzi, Tony De Angelis, avvicinato ieri sera a Santomato tra la presentazione di una giovane promessa canora e l’altra –. Volevo in tutti i modi fare radio. Ho avuto la fortuna di incontrare, nella mia vita e sulla strada delle mie aspirazioni, Marione , che mi ha autorizzato a sognare. Il resto è venuto da solo, grazie alla mia costanza, al mio indomabile spirito di sacrificio. Tutto il mio tempo libero lo utilizzo per dare a questa struttura le sembianze di una vera e propria palestra di futuri talenti: mi sono immerso anima e corpo in questa idea, che credo di poter definire, senza correre il rischio di peccare di presunzione, meravigliosa”.

Ha ragione, Tony De Angelis: Santomato live è davvero un’isola. Felice. Si costruiscono sogni e illusioni, si organizzano, si mandano in scena. Qualche voce farebbe meglio a lasciar perdere, molte altre, però, e sono la maggior parte, sono agguerrite, capaci, modulate. Qualcuna è nata davanti ad uno specchio, altre si sono specializzate prendendo corsi, studiando: sono soprattutto voci femminili, piene di decibel, coraggio, casse di risonanza capaci di sopportare sforzi e privazioni e anche se spesso sono povere di personalità, hanno ragione a crederci. I sogni sono gratuiti e di spalle, poi, sono tutti uguali.

Ha ragione, Tony De Angelis: Santomato live è davvero un’isola. Infelice. In giro c’è poco altro e tutto quel poco che passano gli altri conventi è peggio. E’ vero, si suona in una balera, deputata ad ospitare liscio e mazurka, ma da quando tutto intorno non sono rimasti che brandelli di muri, Santomato live ha preso il volo: il giovedì sera, prima che si faccia tardi, passano in rassegna carovane di voci bianche, vestite a festa, ammiccanti, con mamme e papà che sono lì ad accompagnarle, perché spesso sono minorenni e vengono da lontano, da molto lontano, ma sono soprattutto lì ad incitarle, a far credere loro che un altro futuro sia ancora possibile.

Dopo il concorso, però, i voti della giuria, le facce che sprizzano gioia e soddisfazione, identiche a quelle che maledicono la base partita in ritardo, in anticipo, l’emozione, arrivano i musicisti che di concorsi ne hanno già fatti e vinti parecchi.

Iniziano quasi tutti con un briciolo di titubanza: la platea non ha voglia di essere sedotta, men che mai abbandonata; è seduta attorno ai tavolini, dove hanno spiluccato e bevuto qualcosa. C’è qualche musicista venuto ad ascoltare colleghi, ma sono soprattutto uomini e donne, quelli che a Santomato si sentono protetti. Fuori dal circolo Arci incombe la solitudine, una guerra sorda, incruenta, ma dolorosissima: la televisione non basta più, è sempre peggio e anche i telefonini, muniti di tutti gli accessori, restano un effetto virtuale. A Santomato si stona anche, è vero, ma lo si fa davvero, rischiando, mettendoci la faccia, prima che la voce.

“Ho 52 anni – aggiunge Tony De Angelis –, sono nato qui e qui vivo. Ho sempre pensato che questo Circolo, che è stata la seconda casa di quasi tutti quelli della zona, potesse dare davvero qualcosa in più. La mia iniziativa è la dimostrazione lampante che con la buona volontà, un po’ di fortuna e tanto entusiasmo, si possa davvero andare lontano”.

Ha ragione, Tony De Angelis, Santomato live è davvero un miracolo. Il suo ideatore profonde energie, sapienza e tempo libero a titolo gratuito. Quello che ha un costo lo compensano con il biglietto di ingresso, 5 euro (che contempla una bevuta) o con le pizze fatte nella cucina al di là della siepe: quando piove ci si sbriga ad arrivare il prima possibile nel salone; nella peggiore delle ipotesi non sono più caldissime, ma quel che non ammazza, si sa, ingrassa.

“Per ora non ci possiamo lamentare – dice ancora Tony De Angelis –, ma nessuno di noi che sta dietro a questa iniziativa nasconde il desiderio di vederla crescere ulteriormente. Occorrono mezzi, la passione e le idee ce le continueremo a mettere noi. Ma non è da escludere che Santomato live riesca addirittura a clonarsi, raddoppiando gli appuntamenti”.

A mezzanotte si spegne tutto: amplificatori, luci, sogni. Ognuno rientra nella propria abitazione. In molte, prima di coricarsi, accendono il computer e controllano se la foto che qualcuno le ha scattato sia già stata postata su Facebook: valanghe di mi piace, qualche commento.

Per fortuna è già venerdì. Tra soli sei giorni ancora a Santomato, a Santomato live!

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