TORNA A PISTOIA L ’EX BIMBO CHE SCAMPÒ AL LAGER GRAZIE A CHI NON VOLLE CHINARE IL CAPO

La storia di Massimiliano Fischer e della sua famiglia sfollata a Prunetta perché ebrea raccontata in un saggio sull’ultimo numero di “Storialocale” presentato presso la Fondazione Cassa di Risparmio. Aveva 4 mesi quando un commerciante pistoiese e sua moglie lo presero con loro impedendo che seguisse la madre nei forni di Auschwitz.
Nella foto il piccolo Massimiliano ed Ernesto Bragagnolo

PISTOIA.  A 75 anni da quel dramma che segnò tutta la sua vita, Massimiliano Fischer – affermato commercialista torinese — torna a Pistoia: aveva appena 4 mesi nel gennaio 1944 e viveva a Prunetta, sui monti di Pistoia, con i genitori piemontesi qui internati perché ebrei.

Il 31 gennaio sua madre venne arrestata dai carabinieri locali: condotta a Fossoli e poi ad Aushwitz da dove non tornerà. Lì troverà la morte anche una zia. Suo padre era dovuto fuggire, con un fratello: entrambi chiusi in un campo di detenzione.

E lui, il piccolo Massimiliano, fu salvato grazie a Ernesto Bragognolo, commerciante di scarpe rientrato a Pistoia dopo un periodo di emigrazione negli USA e dunque chiamato “l’americano”: lui e sua moglie Rita si presero cura di questa creatura impedendo che anch’essa venisse portata nel lager con la madre.

Solo qualche anno dopo il babbo di Massimiliano, Otto, rientrò in Italia. Andato a vivere a Torino dopo gli studi pistoiesi, con gli anni è diventato un commercialista e ora, con il figlio Giorgio, rientrerà per qualche ora nei luoghi della sua infanzia.

L’occasione è la presentazione dell’ultimo “quaderno” della collana “Storialocale” (il numero 32), diretto da Claudio Rosati e Andrea Ottanelli, che avrà luogo (ore 17 giovedì 18 aprile) presso la Fondazione Cassa Risparmio Pistoia e Pescia in via de’ Rossi a Pistoia.

La targa

Nel “quaderno” è pubblicata la storia di Massimiliano e della sua famiglia (“Un paio di scarpe per la vita: il percorso della famiglia Fischer da Prunetta ad Auschwitz”) a cura di Andrea Lottini e Camilla Reggiannini.

“Una storia lontana – scrivono i due ricercatori – che a distanza di decenni evidenzia come, accanto ai molti che si adeguarono alle leggi allora in vigore chinando il capo, altri, con grande coraggio, seppero scegliere di difendere i valori della giustizia e della vita umana”.

Altri tre saggi completano il volume: Alberto Cipriani si cimenta in esempi di memorialistica e diaristica pistoiesi, Stefano Bartolini racconta la morte dell’operaio Ugo Schiano (ucciso nell’ottobre di quell’anno durante la “marcia della fame” che evidenziò le grandi difficoltà dei lavoratori della montagna pistoiese) mentre Marco Lombardi e Barbara Innocenti analizzano l’Istituto francese di Firenze.

Il quaderno è completato da varie altre segnalazioni di carattere storico locale. Interviene lo storico Renzo Zagnoni.

[Mauro Banchini]

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