TORNA L’OPERA AL MANZONI CON “LA TRAVIATA”

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Artistica Culturale Città di Pistoia (direzione artistica: Maestro Gianfranco Tolve) in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia, l’Associazione Teatrale Pistoiese e con il sostegno di Conad

TRAVIATA VOLANTINO FRONTEPISTOIA. Dopo il successo dello scorso anno del Barbiere di Siviglia, torna la lirica al Teatro Manzoni di Pistoia: in scena sabato 14 marzo (alle 20:30) e domenica 15 marzo (alle 16) l’amatissima opera di Giuseppe Verdi, La Traviata, affidata ad un cast di artisti di talento, per la regia di Nicoletta Perondi e la direzione del Maestro Maurizio Morgantini alla guida dell’Orchestra Lirico Sinfonica “Città di Pistoia”.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Artistica Culturale “Città di Pistoia” (direzione artistica: Maestro Gianfranco Tolve), in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia e l’Associazione Teatrale Pistoiese, con il contributo di Conad.

Nel cast artisti dagli ottimi curricula, con all’attivo collaborazioni con teatri importanti: Linda Campanella (Violetta Valery, soprano); Veronica Senserini (Flora Bervoix, mezzo soprano), Selene Fiaschi ( Annina, soprano); Aurelio Grimaldi (Alfredo Germont, tenore), Pier Luigi Dilengite (Giorgio Germont, suo padre, baritono); Claudio Giovani (Gastone, visconte di Letorières, tenore); Alessandro Calamai (Barone Douphol, baritono); Marco Mazzinghi (Marchese D’Obigny, basso); Marco Fontana (Dottor Grenvil, basso); Sandro Biliotti (Commissionario, basso); Marco Gasperini (Giuseppe, servo di Violetta tenore), con la partecipazione del Coro “Città di Pistoia” diretto dal Maestro Gianfranco Tolve e di Maria Grazia Parisi, autrice delle coreografie ed interprete. Le scenografie sono di Daniele Spisa, i costumi di Massimo Poli e le luci a cura dell’Associazione Teatrale Pistoiese.

La Traviata è stata rappresentata a Pistoia per la prima volta al Teatro Manzoni già nella stagione di Carnevale 1958-59 (quindi a soli cinque anni dal debutto dell’opera, avvenuto nel 1853 a Venezia), avendo quindi in seguito, nella nostra città, altre 33 edizioni.

La prevendita è già aperta alla Biglietteria del Teatro Manzoni di Pistoia, on line su www.teatridipistoia.it e sul circuito Box Office.

Il 6 Marzo 1853 al Teatro la Fenice di Venezia, Giuseppe Verdi debuttò con La Traviata, tratta dal romanzo “La Dame aux camélias” di Dumas, che nel 1852 aveva fatto la sua prima apparizione nel bel mondo francese riportando un immediato successo.

Il compositore incaricò, per la stesura del libretto, Francesco Maria Piave. Purtroppo per Verdi la prima della Traviata fu un fiasco totale, infatti egli informando l’amico Muzio scrisse: “La Traviata, ieri sera, fiasco. La colpa è mia o dei cantanti? Il tempo giudicherà”.

La stessa sorte capitò, sempre nel 1853, anche a Napoli dove l’opera fu fischiata nuovamente. Ma nel 1854 al Teatro San Benedetto di Venezia venne rimessa in scena, per l’iniziativa coraggiosa di Antonio Gallo e fu un successone, tant’è che Verdi disse a questi : “Non un pezzo è stato cambiato, non un pezzo è stato aggiunto o levato. Tutto quello che esisteva per la Fenice esiste ora per il S. Benedetto. Allora fece fiasco: ora fa furore: Concludete voi!”. Il tempo gli ha veramente dato ragione.

La regista Nicoletta Perondi
La regista Nicoletta Perondi

La regista Nicoletta Perondi, che ha collaborato anche nel cinema con registi quali Leone, Bertolucci, Zeffirelli, Tornatore, Altman e Beatty, così descrive la sua ‘ lettura’ dell’opera:“Ho voluto iniziare La Traviata mettendo in scena, inserita nell’ouverture, una coreografia che ha come scopo principale quello di esprimere il concetto spirituale della quiete angelica dopo la morte, come ad evidenziare un aldilà sconosciuto.

La regia è costruita sullo studio del colore rapportato agli stati d’animo e all’essere dei personaggi. Per fare questo, gioca su pochi colori: i blu ai quali dà un significato della morte intesa come una pace interiore; gli ocra che rappresentano la gioia, l’allegria, il divertimento; il colore rosso, protagonista della festa in maschera, al quale ho prestato una particolare attenzione in quanto è la chiave di lettura di una società ipocrita, superficiale e mediocre. In questa scena ho voluto che tutti mettessero delle maschere sul volto come a rimarcare l’ipocrisia dell’essere umano; i blu notte, contrastati da con pochi accesi bianchi, a rimarcare gli abissi della morte.

Ho chiesto allo scenografo Daniele Spisa di creare ambienti che evidenziassero l’importanza dei colori, e di seguirmi in quella parte di lettura registica cinematografica a cui mi sento molto vicina, ideando insieme immagini di videoproiezione, utilizzando anche piccoli effetti speciali, con l’unico scopo di fare arrivare al pubblico un messaggio del contesto scenico più forte. Alla coreografa Maria Grazia Parigi ho dato il difficile compito di rendere il preludio iniziale l’anello di congiunzione con la fine dell’Opera. Alle ballerine (della scuola Centro Arte Danza di Pistoia) sono stati fatti ascoltare brani significativi dell’opera per meglio interpretare la coreografia e, in alcuni casi, sono state fatte imparare loro a memoria le parole.

In questa Traviata abbiamo dato spazio anche alla creatività dei giovani: d’accordo con il costumista Massimo Poli, abbiamo richiesto agli studenti del Liceo Artistico di Pistoia e agli studenti del Liceo Artistico di Firenze di ideare e creare tutte le maschere della festa di carnevale. A ogni reparto artistico è stato chiesto di lavorare passo passo con la regia e tra di loro, come una vera equipe, per meglio attuare la lettura registica. Ai cantanti (tutti con bellissimi curricula) sono state richieste anche delle doti attoriali marcate, in grado di interpretare il carattere dei personaggi tenendo ben presente non soltanto cosa è scritto musicalmente ma anche che cosa rappresentava per il grande compositore questa opera (è definita quella più autobiografica della vita di Verdi).

Anche al Coro “Città di Pistoia”, diretto dal Maestro Gianfranco Tolve, sono state richieste capacità attoriali.

Ho chiesto, infine, a Stefano Poggioni, progettista delle proiezioni, di simulare il linguaggio cinematografico, al solo scopo di poter raccontare la realtà delle emozioni, scandite dallo scorrere delle tempo”.

Linda Campanella (Violetta Valery)
Linda Campanella (Violetta Valery)

Aurelio Grimaldi
Aurelio Grimaldi

 

[marchiani – atp]

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