tragedia ambiente. L’ANALISI CON FABRIZIO GERI

Sostenibilità & ambiente tra disastri nazionali e politiche locali: «Ecco il Pd di Publiacqua, dello smog di Montale, di papà Boschi salvato, dei cacciatori, dei paraculi e gattopardi, delle banche e degli 80 € per comprare il voto dei tonni»
Fabrizio Geri
Fabrizio Geri

PISTOIA. Si ha ragione di ritenere che la sostenibilità sia la caratteristica di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente: una condizione di equilibrio quindi, nello spazio e nel tempo (generazioni presenti e future) che permette di rispondere ai bisogni di tutti e garantire benessere.

Un benessere anch’esso necessariamente in equilibrio tra salute economia e ambiente, ma sistematicamente minato dalle più o meno rilevanti terre dei fuochi, in Italia e nel mondo, concentrate o diffuse che siano.

L’allarme smog, iniziato negli ultimi giorni di dicembre 2015, ha dato modo al circo mediatico di inscenare l’ennesima farsa dell’informazione, in cui fazioni opposte si contrappongono urlando, possibilmente con slogan semplificativi, e tutti dimenticano nella più inturbata inconsapevolezza.

Green economy per ripartire
Green economy per ripartire

L’emergenza inquinamento è questione assai complessa, multidisciplinare: noi non siamo un centro di ricerca, né un giornale di dinamica dei sistemi, ma intendiamo parlare di problemi concreti e soluzioni possibili evitando le semplificazioni e posizioni ideologiche che si annidano ad ogni angolo.

Al di là delle battaglie teoriche, a colpi di modelli, tra catastrofisti e negazionisti della componente antropica dei cambiamenti climatici, ci preme esporre con chiarezza e senza improprie commistioni (l’ultima quella tra cambiamenti climatici e allarme smog) le criticità che tutti possono in qualche modo, direttamente o meno, misurare, o almeno percepire.E prendere in esame gli strumenti, economici e tecnologici, utili a perseguire un progresso sostenibile.

Parliamo con Fabrizio Geri, l’ex consigliere dei Verdi, che non si sottrae mai a domande impegnative e riflessioni provocatorie. Lo abbiamo incalzato su tanti argomenti e riportiamo alcuni passaggi.

[Lorenzo Cristofani]

Compagni si vota! (Siamo tutti Charlie ...)
Compagni si vota! (Siamo tutti Charlie …)

Sono cose serie, dimensione locale e nazionale devono stare insieme. Il Governo, lo dico da sempre, dovrebbe essere protagonista; nell’accordo di fine anno tra ministero, regioni e comuni sono state messe sul piatto risorse per soli 450 milioni di €: chiunque, se cerca in rete, si accorge che i costi sanitari dell’inquinamento oscillano trai 40 e i 140 miliardi di €.

Per superare lo smog qualcuno spera che piova e ormai nessuno si stupisce se ci troviamo un certo signore di nome Galletti a fare il ministro dell’ambiente: nemmeno lui sa come ci è finito. Nella legge di stabilità l’1,5% di 35 miliardi va all’ambiente quando si tratta invece della questione centrale, della priorità da affrontare con interventi strutturali, non con spot.

Si deve iniziare davvero a demolire e ricostruire edifici a energia quasi zero: la maggior parte del nostro parco edilizio è degli anni in cui il petrolio valeva pochi dollari a barile… un’altra era fa, non si può rimandare ancora il cambiamento in questo settore!

Mentre nei paesi scandinavi i governi stanno riconvertendo l’economia, a partire da massicci investimenti nelle energie rinnovabili – e lì il petrolio è ed è stato alla base della politica energetica, il Galletti – non so nemmeno se esiste più il suo partito – torna alla carica con il petrolio nostrano.

E l’Italia riprese a viaggiare come unta!
E l’Italia riprese a viaggiare come unta!

Una follia: serve urgentemente un piano nazionale di mobilità urbana e dei trasporti. Basta finanziare i carburanti dei tir e le nuove strade: le merci devono viaggiare su acqua e su ferro: si inizi una buona volta copiare da Olanda e Germania.

In Italia e in Toscana è stato sempre boicottato il trasporto pubblico: le cittadelle del commercio dell’ultimo decennio, qui penso ai Gigli ma non solo, si raggiungono solo in auto. Bisognava invece pensare prima all’infrastruttura per il trasporto ma gli amministratori, da noi piddini, sono stati sempre e sono dei cialtroni.

Renzi vuole mantenere le pensioni d'oro
Renzi vuole mantenere le pensioni d’oro

Se avessimo politici degni di questo nome avremmo percentuali di trasporto pubblico – tipo la raccolta differenziata, anche se quella ha in parte fallito – e gente che smette di usare la macchina perché conviene prendere l’autobus o il treno. In Francia hanno introdotto il bonus/malus sulla circolazione e incentivi alle bici.

Ma invece da noi i soldi servono per le puttanate come gli 80 € o come il bonus ai diciottenni. Già perché no ai diciassettenni o ai trentenni? Davvero si pensa che gli elettori siano bagattelle da comprare con così poco? Vengo al verde urbano e al suolo, elementi che mitigano gli effetti delle alluvioni e migliorano la qualità dell’aria e contribuiscono al contenimento delle emissioni.

Tanti non sanno che politiche di forestazione urbana e simili non sono discorsi da ambientalista romantico: esistono mercati regolamentati del carbonio e normative che vengono dal protocollo di Kyoto; piantumazioni e imboschimento sono cosa seria, voglio dire. Ecco, vedo che Mati, presidente del distretto vivaistico, interagisce spesso coi politicanti locali del Pd eletti in Parlamento: fa bene, rientra nel suo ruolo.

La lobby del Pd renziano [Il Tirreno 20/8/2014]
La lobby del Pd renziano [Il Tirreno – 20.8.2014]
Ora che ci ha battuto la testa – la cosiddetta proposta Susta, di incentivare il verde privato, è stata cassata, ma l’applicazione dei valori limite di emissione prorogata, proprio in emergenza smog! – dica pure ai seguaci del conte Mascetti di Rignano che il loro è un partito di gattopardi e paraculi.

Glielo dica da parte mia: il Pd di Mafia Capitale, delle banche – dall’ abbiamo una banca di Fassino a quella della Boschi, il cui padre è stato salvato da azioni risarcitorie di obbligazionisti truffati – delle lobby del gioco d’azzardo, degli amici degli amici e della caccia a paletta è una colossale disgrazia per il popolo italiano, per l’economia e per l’ambiente.

Lo vediamo tutti con lo scherzetto di Publiacqua e la quota depurazione non dovuta ma imposta al contribuente – concordo con l’amico ed ex collega Alessandro Tomasi, è una schifezza – , con le polveri fini a Montale oltre ogni limite e con la sanità, a Pistoia scaduta e piuttosto scadente.

Mi chiedo: se gli animali potessero votare – visto che già ci sono i tonni che abboccano alle supercazzole renziane– il Partito Democratico con chi si schiererebbe, coi cacciatori o con gli animali? Vuoi vedere che i cacciatori se li prende il Wwf sotto tutela come specie in via di estinzione…

[Fabrizio Geri]

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