trasparenti come il piombo. CORTE DEI CONTI OSCURATA AD AGLIANA, CAMPIONESSA DELLA LEGALITÀ

Paola Aveta (al centro) custodisce il segreto sugli atti della Corte dei Conti

AGLIANA. Il procuratore generale della Corte dei Conti,  Acheropita Mondero Oranges, ci spiegò che la Procura non poteva dare alcuna informazione sulle pratiche di ricorso aperte per danno erariale negli enti pubblici, neanche all’esponente, già consigliere di opposizione e oggi assessore al personale ad Agliana, il Comune più democratico e trasparente della terra fino dai tempi geologici del dominio Pd.

Solo l’ente soggetto passivo – quale pubblica amministrazione tenuto all’obbligo di trasparenza del Foia (freedom of imformation act)poteva “aprire il fascicolo” e specificamente permettere la consultazione di atti e sentenze relative ai ricorsi avviati.

Elena Santoro tiene stretta la chiave della cintura di castità dei compagni

Per Agliana, cittadina delle legalità e trasparenza dedicata alla dea Correttezza, sono pendenti, alla Corte dei Conti della Toscana, una decina di ricorsi, tra i quali i principali e più stagionati sono il caso “Nesti-Goduto, Agisport (su questo è già intervenuta la Guardia di Finanza), le vicende degli agenti Daniele Neri e Emiliano Campanelli”, Tvl-Bardelli-Nesti, Pane & Rose, i motocicli demoliti e altri ancora.

Oggi anche il neo segretario comunale, Paola Aveta, ci ha confermato la consistenza dei ricorsi che sono tuttora pendenti alla Procura Generale di Firenze, precisandoci che su tali fascicoli sussiste una sorta di “vincolo di segretezza” apposto dalla stessa Corte dei Conti (cosa che a noi non risulta).

Maurizio Ciottoli ci ha meglio riferito che il suddetto vincolo è stato apposto proprio dalla ex segretaria Donatella D’Amico prima di lasciare il Comune di Agliana: e che la “chiave della cintura di castità” è stata data alla dottoressa Elena Santoro, dirigente della segreteria .

La D’Amico, nell’estate scorsa, prima di lasciare l’incarico di segretario generale, sembra che abbia assegnato il còmpito di secretazione proprio alla Santoro, svuotando gli archivi digitali e cartacei con una unica eccezione: la raccolta degli articoli di Linea Libera che riguardavano le numerose irregolarità dell’amministrazione.

Insomma, per risalire esattamente alle questioni, ovvero per consultare le note di corrispondenza inoltrate dalla Procura della Corte dei Conti di Firenze – le pratiche sono assegnate proprio al Procuratore Generale che è competente per zona – non è stato utile nemmeno l’assessore Ciottoli, impantanato nei “…non sappiamo, dobbiamo chiedere…”: dunque, abbiamo dovuto inoltrare una richiesta diretta alla Corte dei Conti, quali portatori di interessi diretti (cittadini di Agliana) e diffusi (giornalista e testata quotidiana – spregevole, per il compagno Del Fante, ma assai efficace nel rompere le scatole ai PaDroni).

Acheropita Mondera Oranges, Procuratore della Corte dei Conti ha istruito le pratiche del Comune di Agliana

Va tutto bene così? Quale riservatezza incombe su dei fascicoli che vedono l’ipotesi di un probabile danno erariale che, se confermato, ricadrà sulle tasche di “pantalone” ovvero dei cittadini tutti?

È normale che il segretario generale, Donatella D’Amico,  rimossa a luglio 2019, imponga dal più dissociato Comune di Montale (ed ecco che Mont-Ana è una crasi azzeccatissima!) il controllo “persistente” sugli atti  aglianesi, oggi sotto la gestione di altro segretario-dirigente?

C’è, forse, dietro a questa messinscena la longa mano del Puparo con il Fragai e l’ottimo (fu) Comandante Andrea Nesti?

E il principio-dovere della trasparenza e del Foia, tanto sbandierato a destra e a manca, dov’è finito?

Alessandro Romiti
[
alessandroromiti@linealibera.info]


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email