trasparenza & legalità. AGLIANA LIBERA, BARABBA TERZINO E DOTTORESSA AVETA STOPPER. E IL FISCHIETTO? ALL’ASSESSORE CIOTTOLI

Siamo sicuri che il “nuovo corso” di Agliana rispetti pienamente tutte le norme e le regole stabilite per gli enti locali? Che fine fanno i provvedimenti disciplinari dovuti e che non scattano mai? Vengono scambiati per la quiete del quieto vivere universale? E gli anonimi che circolerebbero in Comune di cui vi abbiamo parlato? La giunta e la segreteria generale si farebbero complici dei reati eventualmente commessi all’interno dell’ente?

SE I DIRIGENTI ’UN FANNO ’L SU’ DOVERE

GLI AGRUMIESI LO BECCAN NEL . . . . .


Con il gel Ponzio Pilato | la coscienza m’ho lavato!

 

PRIMADITUTTO – diceva il Di Maio di Crozza – va precisato, per chiunque avesse intenzione di querelare (oggi le querele si sprecano, vedi il Biancalani che querela la Ceccardi e Salvini etc.), questo commento al vetriolo è libera critica in libero stato (mentale e fisico) per quel po’ che è rimasto nell’Italia dei Palamara.

In secondo luogo, a guardare Agliana dalla Luna (come Primo Levi faceva con la Terra) «horrescunt pili», mi si rizzano i capelli, dato che il paese dei balocchi della Terra di Mezzo, quello dei grandi partigiani della liberazione, Magni-Baranovski-Santini, c’ha – come scriverebbe la presidA miEnstra Azzolina – qualche piccolo problema.

Dal Vangelo secondo Luca (ma non quello famoso…):

In quel teNpo tutta la terra di Agrumia era passata dalla giurisdizione del PoDere a quella del sinedrio conservatore di destra che non deve sapere quello che fa la sinistra – perché sennò riesce perfino a fare peggio (il che è tutto dire).

Re di Agrumia era salito al trono Enos-El, l’uomo che spera in Dio e aveva affidato il sinedrio al capo dei sacerdoti Ciottòl, con i pieni poteri di capo religioso e capo dell’esercito, della polizia e del tribunale. E per svolgere tutte le funzioni regali, Enos-El aveva chiamato, da molto lontano, la Regina di Saba-to, la terra dei fuochi e delle feste continue a base di pastiera, babbà, tricche-tracche e castagnole.

Così va il mondo

Ora avvenne che fosse riammesso in Agrumia il vecchio generale delle guardie dei re spodestati, da Giuntìk a Magnanènz, alla regina Elehànn seguita da Mankòn commissariato, però, da Rin-El ovvero il naso di Dio.

E improvvisamente si scatenò un terremoto come se, per volontà di El-Dio, tutto tremasse sotto i piedi di Enos-El, l’uomo che spera in Dio, del suo gran ciambellone Ciottòl, e della ammirata, e ascoltata a occhi chiusi e mani giunte, la Regina di Saba-to.

Era anche avvenuto che la Regina di Saba-to fosse stata avvertita, a più riprese, dei chiodi storti che c’erano nella melletta delle strade di Agrumia; e tuttavia costei, lungi dal seguire e far e-seguire i suoi doveri di sostegnA reale, si gettava, ogni e qualsiasi indicazione, dietro le spalle, facendo finta di non aver visto né sentito le lamentazioni del popolo di Agrumia.

E così facendo, la Regina di Saba-to rischiava di incorrere in ipotesi di gravi mende e crimini quali, ad esempio, palesi violazioni dei diritti altrui; abuso di carica e di PoDere; favoreggiamento della prostituzione dei reali funzionari iniquamente protetti nonostante le loro mancanze; o, perfino, squallidissime minaccIe (la I ci va in onore dell’Azzolina! – n.d.r.) ad usum PoDeri et regni sui, amen». Parola del Signore!

Sarà troppo forte questo intervento ironico-sarcastico-satirico? Eppure la commedia è nata proprio a casa di De Luca ed è nota perfino alla Blimunda che ce ne parlerà in una sua poderosa opera d’inchiostro di prossima pubblicazione. E non vediamo l’ora.

L’òva a bollìlle rassodano sempre di più

Agrumiesi, abituatevi agli interventi scòptici sia di altissimo livello allegorico-intellettualistico (con prestigiose collaborazioni di finissimi «esperti in maldicenza» – che magari sanno anche scrivere denunce anonime…); sia di bassissimo livello priapeico-atellanico graveolente di aristofanismo e, in quanto tale, populista e fascista. Amen.

Viva la Palestina e a morte Salvini!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Finché c’è Covid c’è speranza (almeno per Mattarella, Conte e il Pd)

Dopo averci minacciato, querelato, «sagagnato i coglioni», sputtanato: che ci farete? Ci gambizzerete come Indro Montanelli?


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