trasparenza (mancata). IL SEGRETARIO GENERALE RICEVE E RINVIA

 

Ferdinando Betti

MONTALE.  Sono usciti con un senso di delusione i due delegati del Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, Giacomo De Lucia e Bruno Mabilia che dopo ben 13 giorni (e un sollecito) dalla richiesta sono stati ricevuti l’11 ottobre, dal Segretario Generale comunale la Dott.sa Donatella D’Amico, astenuta e rinviante.

La funzionaria ha respinto le proteste per l’atto arbitrario e illegittimo del Sindaco Betti, accusato di avere violato la “trasparenza amministrativa” imposta dal F.o.i.a, ritirando la pubblicazione della fantomatica “relazione peritale Desmos”.

Un documento controverso, tardivo e negato, approvato da Arpat, ma “impallinato” dai molti consiglieri comunali (e ubi maior) dall’Ing. Nicola Cipriani di Usl Centro che si è dichiarato – molto eufemisticamente – “perplesso” del contenuto.

Le polveri che in realtà sono delle scaglie vegetali e incombuste.

Intendiamoci subito, la relazione a nostro parere è un fake (direbbe Trump) per come sprovvista di analisi (conducibilità elettica e massa volumica delle scaglie) e la poco credibile storia che una manciata di “scaglie vegetali incombuste”, sia stata capace di generare un arco fotovoltaico e bloccare l’impianto, come riferisce anche il giornale in linea “ifogli.it”. La fotografia dedotta dalla relazione Desmos è chiara ed eloquente, ve la riproponiamo.

La Presidente del Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, Paola Gelli

A prescindere dalle valutazioni tecniche, la perizia è stata consegnata dalla soc. Ladurner al Comune per usarla agli effetti di valutazione de Commissari riuniti in apposita commissione istituzionale, inutilmente convocata in modo esclusivo sulla comprensione delle cause dell’incidente del 20 Agosto, ovvero l’ennesimo “blocco di impianto”.

Ma anche la Commissione – presieduta dal noto automobilista pendolare Andrea Acciai – era un fake: senza perizia, i Commissari non hanno potuto periziare, ricevendo però le più formali scuse di Mangoni, dispiaciuto del disservizio.

I delegati Mabilia e De Lucia non nascondono la propria irritazione per aver dovuto insistere sulla vaghezza della Segretaria comunale Donatella D’Amico che si è dimostrata impreparata sul parere giuridico/amministrativo richiesto e ha dovuto ammettere che la relazione era stata inviata dal Comune a un team di avvocati esterni per la richiesta di un parere.(?)

Gli uomini di Ladurner, il secondo da destra l’Ing. Pacitti di Desmos

La segretaria ha soggiunto la sua impressione sulla pubblicizzazione documento, riconoscendola come un atto preminentemente “amministrativo” che lo escluderebbe da qualunque secretazione, però ha provvisoriamente giustificato l’azione di censura del Sindaco che sarebbe “prudenziale e cautelativa, nelle more del necessario approfondimento” (ed ecco inventato un nuovissimo istituto: “l’approfondimento dell’approfondimento”), ma ha dunque differito la sua decisione al rientro del parere di altri giuristi esterni.

A questo punto siamo costretti a intervenire noi: ma non è il Segretario comunale che per legge* assolve ai compiti di “consulenza giuridica” per l’Amministrazione? Insomma: chi deve fare che cosa e quando?

Non ce ne voglia la Dott.ssa D’Amico se osserviamo come, in questa disgraziata Italia, governata da un parlamento illegittimo, dove l’arte del rimpallo e rinvio delle responsabilità, sembra essere una regola maldestramente usata da funzionari e amministratori incapaci e superficiali, questo sembra essere un altro esempio.

Un Paese dove ognuno “rimpalla, nega o procrastina” attendendo l’intervento dirimente di un terzo soggetto, chiamato a decidere responsabilmente (ma per questo profumatamente pagato, con soldi pubblici), disperdendo risorse economiche che avrebbero altre e migliori utilizzazioni.

Il Comitato non si è dato per vinto e ha annunciato il ricorso al Difensore Civico Regionale per un intervento atto a ripristinare la trasparenza del F.o.i.a. (Freedom of Information Act), ma non sa dire se sarà sufficiente a far smuovere le amministrazioni dei Comuni adagiate nella loro inerzia amministrativa.

(*) L’art. 97 del D. Lgs. 267/2000, prevede che il comune ha un Segretario titolare che svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti. Il Segretario dipende funzionalmente dal Sindaco (art. 99 del D.Lgs. 267/2000).

[Alessandro Romiti]

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