trasparenza o nascondenza? ALLA PAOLA NON PIACCIONO GLI ACCESSI AGLI ATTI, MA CHE DIRÀ ALL’ANAC QUANDO DOVRÀ RISPONDERNE?

Nessuno sa dire, dopo dieci mesi, se la somma deliberata dei 6 mila € è stata effettivamente pagata all’associazione di Paolo Tofani presso la parrocchia di San Piero Agliana: l’ordine di scuderia è, infatti, il silenzio


 

E questo sarebbe il Sindaco di Un’altra Agliana?

 

 

AGLIANA. Chissà se l’avvocata Elena Augustin ha riferito a Luca Pedrito Benesperi (e alla dottoressa Paola Aveta) che nelle testimonianze al processo contro Linea Libera è emerso un illecito commesso da lui e la Rpct del Comune (la Paola Aveta medesima) per una omissione di accesso agli atti.

Atti solenni  perchè richiesti da un membro dell’opposizione che, dopo il diniego, si è anche rivolto al difensore civico regionale reclamandone il diritto previsto dal Testo unico enti locali: Sandro Vannini è anche intervenuto, ma inutilmente perché la legalità ad Agliana si ferma alla Porta Aperta di don Tofani (neretto aggiunto dal direttore – n.d.r.).

L’Aveta ha detto non l’avrà! Ad Agliana gli atti non si danno e la trasparenza è un lusso, come ai tempi del Fragai. L’Rpct (responsabile prevenzione corruzione e trasparenza) è un lusso e l’Oiv (la Rossella Bonciolini) non legge i giornali, nemmeno quelli strutturati, immaginiamoci il resto.

Una vergogna, anche considerando le battaglie fatte da Pedrito con Agnellone e il capogruppo Baroncelli (oggi non più ruvido, ma lavato con Perlana), quando erano loro nella trincea dell’opposizione e chiedevano l’intervento del prefetto Ciuni: è stato chiaramente l’effetto del potere che può causareuna illusoria distorsione dell’innalzamento alsettimo cielo”.

Costretti alle formali richieste di risposta scritta: della 447 non si sa più nulla

Dopo quasi un anno dall’approvazione della stravagante determina 447 che lo stesso Agnellone chiese di pubblicare per finire di coprirsi di ridicolo – nella quale si assegnavano 6 mila euro in favore della Caritas di don Tofani e in spregio delle altre Caritas del territorio (San Niccolò, San Michele e Spedalino), nessuno sa più niente.

Nessuno sa dire, dopo dieci mesi, se la somma deliberata è stata effettivamente pagata all’associazione di Paolo Tofani presso la parrocchia di San Piero Agliana: l’ordine di scuderia è, infatti, il silenzio. Si può ben dire che il partito del Benesperi è stato «Un’altra Agliana [uguale a quella di prima!]».

Addirittura, ricorderete che è stata negata la famigerata mail del 26 agosto 2020, nella quale la Pellegrineschi e la Morabito trovarono la spinta per l’avvio della procedura di assegnazione, eseguita (pure) in conflitto di interesse e violazioneallarticolo 7  del Regolamento disciplinare del dipendente comunale.

Niente sa dire il vicesindaco Federico Ferretti Giovannelli di parte LeSa (non più Lega), niente il capogruppo Fabrizio Baroncelli, che però provò a consigliarci di “leggere bene la Determina 447/2020” (che però è errata in radice politicamente e amministrativamente!), niente sanno la presidente del consiglio Pacini e Silvio Buono, altri due della LeSa per Salvini, ai quali hanno fatto vedere un non-si-sa-che!

Ornella Pellegrineschi con don Tofani durante un evento. Davvero è indipendente e libera da conflitti di interesse? Il Tofani, poi, smentì di avere ricevuto soldi in una omelia.

Insomma a fronte di questa impronunciabile determina dirigenziale, incombe il silenzio totale e dunque, non potendolo chiedere al don Tofani o al sindaco Pedrito, chiaramente entrambi reticenti, abbiamo deciso di fare l’accesso agli atti per la comprensione dell’argomento, purtroppo disdicevole per la squadra dei leghisti e per l’intero centro destra che però predica a attua il “buon governo” della sinistra.

L’Aveta adesso che ha fatto le meritate ferie del mese intero di luglio (a Serravalle ci dicono che le ha prese e finite e aggiungono che stia per mollare il Comune di Castruccio), potrà occuparsi di questa notizia assai rilevante per i cittadini aglianesi; e concederci, finalmente, l’impresentabile documento, insieme anche alla mail del 26 agosto, per la quale abbiamo esercitato addirittura una formale diffida.

Secondo voi la vera trasparenza amministrativa è questa oppure sono i sette veli della Salomè che danzava nuda dinanzi a Erode per chiedergli la testa del Battista?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]

 


 

pasolini aveva ragione. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON LAVORA PER IL CITTADINO, MA SOLO PER SÉ, TRADENDO TUTTI I PRINCÌPI COSTITUZIONALI

 

La dottoressa Paola Aveta a Murano. Non finirà mica col mandare in frantumi tutti gli animalini di vetro…?

 

Dopo aver pianto come delle Vestali stuprate dai galli durante l’assalto al Campidoglio, Benesperi, Ciottoli e Baroncelli (salvo se altri) si sono consolidati con un patto scellerato ispirato all’etica piddino-sinistro-cattolica…

  

 


 

DAVVERO AGLIANA è una vergogna. Come una vergogna è il fatto che la procura della repubblica, prima ancora di accertare tutto ciò che avevamo scritto, ci ha rinviati a giudizio perché il sindaco-bambino era stato (secondo il signor Claudio Curreli) minacciato, perseguitato ed “estorto” da dei delinquenti comuni come noi, degni di morire – direbbe una grande scrittrice del terzo millennio) – affogàti nella melletta di Agrùmia.

Tutti i poveri tapini che avevano dato fiducia al centrodestra di Pedrito, se la possono scordare “Un’altra Agliana” diversa da quella di prima.

Agliana è una e irripetibile. Senz’altro non mutabile: non può che essere quella della sinistra, fatta di Pane e Rose; di Misericordia che butta mezzo milione di euro dalla finestra a danno degli aglianesi per le brillanti decisioni di Corrado Artioli di litigare con tutti; del popò comunque protetto nelle indagini della polizia giudiziaria-carabinieri palesemente incompatibili con gli incarichi loro conferiti per un milione di motivi: non ultimo quello di avere comunque rapporti con politici, dirigenti e misericordiosi locali. Rapporti evidenti non fuffa e vaga «fritturina di Viareggio» adatta a far da passato insaporente per la minestra a brodo sul dentice.

Diceva Pier Paolo Pasolini che l’Italia non poteva salvarsi in quanto fondata non sul lavoro e sulla democrazia, ma sulla corruzione diffusa in ogni fibrilla dei cosiddetti «poteri costituiti». Aveva ragione.

Dopo aver pianto come delle Vestali stuprate dai galli durante l’assalto al Campidoglio, Benesperi, Ciottoli e Baroncelli (salvo se altri) si sono consolidati con un patto scellerato ispirato all’etica piddino-sinistro-cattolica. Una sorta di Ribbentrop-Molotov di non belligeranza tra chi comanda (ancora solo per pochissimo) e chi è all’opposizione e sta per rimettere il culo nel luogo da cui lo aveva tolto nel 2019.

Perciò come sarà possibile uscire dalla melletta (o forse meglio merdetta) di Agrùmia?

Potevi farne anche a meno se dovevi finirci a mangiare la famosa “ribollita del Magnanensi”

Vi suggerisco, infine, di riflettere su questo illuminante episodio che riguarda la signora Paola Aveta.

All’ultimo consiglio comunale in streaming di Serravalle, non era presente la dottoressa Aveta, ma la dottoressa Luciano, ex segretaria del Comune di Castruccio, sostituita dalla segretaria generale aglianese.

Volete sapere perché? Perché la segretaria Aveta prima di tutto doveva farsi le sue ferie e non era disponibile che il giorno 3 agosto per seguire il consiglio.

Peccato che l’amministrazione si fosse rifiutata di spostare (come pare avesse proposto lei) il consolidamento di Bilancio oltrepassando la data di legge fissata per il 31 luglio.

Ora: vi sembra che a Pistoia esista una prefettura o una procura della repubblica? Io, personalmente, non credo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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