trasparenza? SUL MONT-ANA ANCHE CANTONE “SCANTONA”…

Vivere nella Piana è una cosa assai difficile: specie se si esigono trasparenza e rispetto nei confronti dei cittadini. Anche l’Anac-anticorruzione “fa l’anguilla”…
Ma sarà vero?

MONT-ANA. La vicenda venne trattata da un nostro articolo di denuncia dello scorso aprile, dal quale si capiva che l’autorità anticorruzione aveva aperto due fascicoli sui Comuni che erano stati affidati alla Fata Smemorina (alias Donatella D’Amico), numero 72 e 73: il primo, sulle irregolarità riscontrate nel Comune di Agliana; l’altro per quelle del Comune di Montale.

Il dirigente dell’Anac, Tiziana Cantone, usa molta prudenza e e non poca ipocrisia nell’indicare il responsabile del procedimento a tutela della Corruzione e Trasparenza (RPCT) servendosi di un’ingiustificata sorta di rispetto istituzionale (a noi pare “comparaggio”, visto che nel mondo dei burocrati è una consuetudine stabile e, per questo, il Ministro Giulia Bongiorno dovrebbe usare la mazza per rieducarli tutti) ed evitando di pronunciare nomi, lo cita con un neutro acronimo di funzione “Rpct” .

La Fata Smemorina del Mont-Ana

La vicenda trae origine dalla mancata differenziazione tra il responsabile Rpct e il responsabile titolare del “potere sostitutivo” che serve a controllare quello che fa il primo.

La Fata Smemorina non aveva reso pubblico, sul sito web del Comune, il nome di questo importante controllore: del resto, chi avrebbe dovuto controllare, se non lei stessa? Altre irregolarità sono state contestate dall’Anac, come si evidenzia dalla riproduzione della lettera di contestazione del 04/02/2019.

Interessante notare come la risposta della dott.ssa D’Amico apra con “Questa Amministrazione…” e non con “Questo Rpct…”, così autoassolvendosi automaticamente dalle responsabilità connesse alla inadempienza, che è formale, ma anche sostanziale, come insegna l’esperienza.

La lettera dell’Anac che contesta le infrazioni alla legge 13/2003

I burocrati si rispettano e non citano mai i nomi dei responsabili

In sostanza è anche da contestare che, nel Mont-Ana, il “controllore” coincida con il “controllante” e non rileva certo che tale circostanza sia ascrivibile alla mancanza di “dirigenti o funzionari” di grado superiore: questo è solo un pretesto utile a impedire l’efficentamento di un sistema che serve solo a pagare dei ricchi stipendi a una massa di burocrati che si auto-sostengono a vicenda a partire dalle inutili Prefetture (come diceva Einaudi).

La risposta della D’amico per intenerire l’Anac

La risposta all’Anac con la firma di Betti

Sarebbe sufficiente che il Segretario Generale assumesse il ruolo di “controllante” (sostituto provvedimentale) e che divenisse Rpct un dirigente di grado inferiore; non serve a niente citare altri Comuni che sono afflitti dallo stesso errore di sostanza, non solo di forma: se qualcosa è sbagliato, resta “sbagliato” anche se è diffuso.

Questo episodio è la dimostrazione che la “trasparenza vera” è un lusso che i burocrati non vogliono garantire in soddisfazione dei principi di tutela della cittadinanza. Insomma il popolo sovrano, così amato da tutti, deve solo credere, obbedire, combattere, ma – in primo luogo – farsi svuotare le tasche senza diritto di parola.

La D’Amico e il dottor Fabrizio Alfredo Nerozzi tre anni fa: lui si è “svegliato” oggi perché è passato al banco dell’opposizione

Insomma nei comuni del Mont-Ana se la cantano e se la suonano come piace a lor signori.

Nessuna risposta ancora dal Comune di Agliana per il provvedimento Uvot numero 72: faremo un’ulteriore richiesta di accesso agli atti anche lì, sperando di non essere rimbalzati da qualche eccezione di qualche azzeccagarbugli di manzoniana memoria.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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