trasporti e sanità. FRATELLI D’ITALIA: «DA PISTOIA ALL’ABETONE GROSSI DISSERVIZI»

Con la nuova sanità integrata doveva essere rafforzato il rapporto con i medici di medicina generale e le guardie mediche del territorio, tutto ciò è rimasto solo sulla carta, la gente continua ad andare al pronto soccorso per qualsiasi cosa perché altrove non trova risposte
Francesco Cipriani, FdI-An Pistoia

PISTOIA-MONTAGNA PISTOIESE. “Siamo tra le più belle regioni del mondo e, nonostante ciò, sotto alcuni profili, siamo indietro anni luce rispetto ad altre realtà. Mi riferisco in particolare alla viabilità ed ai servizi socio sanitari. Le amministrazioni Tomasi e Petrucci stanno molto lavorando in questo senso ed ottenendo ottimi risultati, tuttavia ciò non basta perché molte problematiche sono di competenza esclusiva della Provincia o della Regione. Mi riferisco in particolare alle infrastrutture provinciali e alla strutture sanitarie che, ogni giorno, provano la mala gestio degli amministratori sovraordinati agli amministratori locali. Chiediamo quindi un confronto concreto con Provincia e Regione sui temi predetti. Attendiamo quindi una risposta concreta da Vanni e Rossi. Siamo disponibili a qualsiasi dialogo purché costruttivo per i nostri concittadini” Avv. Francesco Cipriani, Coordinatore comunale di Pistoia.

Sulla sanità – con particolare riferimento all’ospedale di San Marcello –  interviene Dott. Claudio Paolacci, membro del dipartimento servizi sociali e sanità “Con la riforma della sanità toscana approvata dal Consiglio regionale che ha visto, dal 1 gennaio 2016, l’accorpamento delle 12 aziende sanitarie locali in 3 grandi Aziende: usl Toscana centro, usl Toscana nord ovest ed usl Toscana sud est, voleva essere sulla carta un modo per offrire ai cittadini toscani un’assistenza migliore, più sicura e di miglior qualità, ad un costo per il contribuente inferiore. A distanza di più di due anni purtroppo tutte queste premesse non hanno trovato fondamento. Sul territorio pistoiese il modello di sanità integrata non ha visto una risposta efficace, il depotenziamento degli ospedali limitrofi tra cui l’ospedale di S. Marcello pistoiese che è stato declassato a P.I.O.T. (Presidio Integrato ospedale del territorio) che non ha più un pronto soccorso, ma un presidio di primo soccorso la cui funzione è inadeguata e costringe gli abitanti della montagna a spostarsi al S. Jacopo, l’ospedale di Pescia che ha visto una riduzione di alcuni reparti tra cui la stimata pediatria e chirurgia.

Con la nuova sanità integrata doveva essere rafforzato il rapporto con i medici di medicina generale e le guardie mediche del territorio, tutto ciò è rimasto solo sulla carta, la gente continua ad andare al pronto soccorso per qualsiasi cosa perché altrove non trova risposte. La carenza dei posti letto non può essere certo compensata dalla realizzazione di un esiguo numero di posti letto per le cure intermedie. Per tutto il territorio abbiamo solo 14 posti letto di bassa intensità assistenziale al Villone Puccini e 20 posti letto di più alta intensità assistenziale al Centro Turati a Gavinana. Ad oggi la percezione che hanno i cittadini di questa organizzazione sanitaria integrata è insoddisfacente”.

Sulle infrastrutture provinciali ed l’Ospedale di San Marcello intervengono poi Tommaso Ziviani coordinatore comunale di Abetone – Cutigliano e Giorgio Fabbri coordinatore comunale di San Marcello

“Ci troviamo con un territorio montano splendido e alla fine di un inverno che ha portato un’affluenza turistica da record, se consideriamo le passate stagioni, ma ci troviamo sempre a combattere con una viabilità scandente e trasporti pubblici inadeguati. La viabilità è rimasta quella del granducato e le opere di adeguamento non sono sufficienti a garantire al turismo ,sia invernale che estivo, una fruibilità del territorio al passo con i tempi. Abbiamo la SP20 , strada di competenze della provincia, in condizioni disastrate ormai da mesi e tuttora non è stato effettuato alcun tipo di intervento per rimediare alle condizioni del manto stradale. I mezzi pubblici che circolano sulla rete viaria montana sono ancora legati alle tempistiche e logistiche della fabbrica SMI e non ai veri bisogni della popolazione e dei turisti, e non c’è nessuno che in questo senso prema per un adeguamento tale da rendere il servizio efficiente e di conseguenze anche maggiormente sfruttabili’

Così conclude, poi, il Coordinatore di San Marcello “Sanità in montagna, leggo con molto interesse sui quotidiani locali che ci troviamo in una situazione apocalittica, il nostro ospedale di riferimento san Jacopo di Pistoia vede un fuggi fuggi generale di malati che si rivolgono ad altre strutture, dove naturalmente è tutto a pagamento.  Nella nostra montagna, vengono  inaugurati,  da una associazione privata,  20 posti di degenza, che possono accogliere i pazienti  dimessi  dal PIOT di San Marcello Piteglio,  che non sono in fase di malattia acuta,  ma non sono nemmeno idonei al rientro in famiglia. Questo sarebbe il frutto del potenziamento del servizio sanitario in Montagna tanto annunciato ? Si diminuiscono  i servizi del PIOT per rimpinguare le casse della fondazione Turati ? Stessa situazione per quanto riguarda la viabilità, continua Fabbri,  “Strada Regionale 66, la montagna sta franando, dopo gli ultimi lavori  eseguiti  :  Parla l’assessore provinciale Mari che dichiarava nel 2014: “In questi anni spesi sulla ’66’ 12 milioni di euro” ripreso da cronaca La Nazione. In questi anni abbiamo visto di tutto, frane a ripetizione ed è franato anche il tratto dove sono stati eseguiti i lavori di allargamento della sede stradale a piazza, a borghetto subito dopo la curva vi sono state nell’ultimo anno tre smottamenti con pietre e alberi ,nel Reno era sparita mezza sede stradale per il cedimento del muro sul fiume Reno,sono diversi anni che manca la manutenzione ordinaria della strada ci sono avvallamenti e buche diffuse, il risultato è un dissesto idrogeologico diffuso in tutta la montagna, manca la segnaletica stradale sia orizzontale che verticale, in caso di neve la montagna si blocca per ore, forse è la strategia giusta perché la gente abbandoni questo territorio”.

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