#tree4climate. LEGAMBIENTE E LA FESTA DELL ALBERO 2015 A PISTOIA

Festa dell'Albero 2015, Casa dell'anziano
Festa dell’Albero 2015, Casa dell’anziano

PISTOIA. Stamani verso le 8:30, da Piazza del Carmine, è partito il trekking di Legambiente alla scoperta del verde urbano. Hanno partecipato alcune classi delle scuole elementare, per la precisione III C, III D e IV B dell’Istituto comprensivo “Roncalli-Galilei”, e la visita dei parchi cittadini si è conclusa nel giardino di Via del Pelago con la messa a dimora di due giovani alberi donati dalla Fondazione Giorgio Tesi onlus.

Il Cigno Verde pistoiese ha ribadito il valore simbolico della Festa dell’Albero nonché l’importanza degli alberi nella lotta al cambiamento climatico. Sia in termini di prevenzione, in quanto gli alberi costituiscono un carbon sink (direbbero gli addetti), un serbatoio di anidride carbonica, che è trai principali gas climalteranti (o ad effetto serra) che causano l’aumento della temperatura terrestre (global warming); sia in termini di mitigazione e adattamento degli spazi antropizzati a tutto ciò che i cambiamenti climatici comportano, a partire dall’erosione del suolo fino alle precipitazioni intense.

Festa dell'Albero 2015, chiostro del Seminario
Festa dell’Albero 2015, chiostro del Seminario

Proprio il giardino di Piazza del Carmine è stato il più colpito del centro storico dalla bufera dello scorso gennaio, bufera che ha cambiato il volto di molti parchi e causato ingenti danni patrimoniali a Palazzo di Giano. I bambini hanno potuto osservare, da Piazza del Carmine, il giardino pensile di Via delle Pappe, un pittoresco spazio verde affiancato all’antichissima chiesa romanica di San Jacopo in Castellare e ricco di alberi da frutto, di proprietà pubblica a cui però si accede solo dall’Archivio di Stato di Piazzetta delle Scuole Normali, sul retro della Forteguerriana. Prima di raggiungere il Parterre di Piazza Mazzini, primo spazio concepito e realizzato, durante il periodo francese, come luogo di svago, l’itinerario ha fatto tappa al giardino di Via Santa e sul retro di Palazzo Fabroni, dove è previsto, tramite bando, un nuovo giardino.

Festa dell'Albero 2015, giardino Via del Pelago
Festa dell’Albero 2015, giardino Via del Pelago

Durante la passeggiata sono state raccontate ai ragazzi alcune curiosità sulla storia locale: il primo stadio di Pistoia, ma allora, nell’Ottocento, si chiamava sferisterio, venne realizzato nel parcheggio di Porta al Borgo, dove fino al 1985 c’era il mercato ortofrutticolo. Lo stadio si spostò a Monteoliveto e l’idea di farci un giardino, così come oggi lo vediamo, fu perorata e sostenuta da un politico degli anni Settanta, Giampaolo Pagliai, che oggi è socio di Legambiente.

La città, nel periodo medioevale, era caratterizzata da conventi, i quali necessitavano di grandi appezzamenti ortivi, sia per l’alimentazione delle persone che degli animali. Nel tempo gli antichi orti monastici hanno cambiato utilizzo: alcuni nell’Ottocento si sono trasformati in vivai e il vivaio Lotti, dietro il complesso di San Lorenzo, è l’unico ad esser rimasto tale.

Tra l’altro questo antico vivaio conserva un esemplare di ginko biloba monumentale. Gli antichi orti di pertinenza del convento olivetano e del Seminario attualmente sono rispettivamente giardino ad uso pubblico e parcheggio libero. Dentro al chiostro del Seminario Vescovile i ragazzi hanno osservato una delle più antiche camelie cittadine, inserita in uno scrigno di biodiversità vegetale che offre cibo e riparo a tante specie di volatili ed insetti.

Festa dell'Albero 2015, i protagonisti
Festa dell’Albero 2015, i protagonisti

Per raggiungere il giardino pubblico di Via del Pelago, dove ad aprile era crollato, dal confinante giardino della famiglia Innocenti, e piantato, nel tentativo di salvarlo, un tasso secolare abbattuto dal vento, la comitiva è passata da Via Porta al Pantano, da cui si accede sia all’antico orto monastico di San Bartolomeo (a lungo usato come campetto sportivo e oggi della parrocchia), che Legambiente ha contribuito a salvare da una sconsiderata cementificazione, sia al giardino delle Margherite, di pertinenza dell’asilo Regina Margherita.

Una volta sul posto il prof. Carlo Vezzosi, della Fondazione Giorgio Tesi, ha parlato dell’importanza di piantare e far crescere, in città, alberi resistenti alle malattie, adatte al luogo e quindi di ridotta manutenzione e relativi costi. Non a casso il primo arbusto messo a dimora è stato un olmo, tradizionale albero del paesaggio e delle campagne locali (si pensi solo all’influsso sulla toponomastica, come Olmi, prima di Quarrata), appositamente selezionato per resistere alla grafiosi, agente patogeno che ne ha quasi causato l’estinzione.

Si tratta di un esemplare ancora non commercializzato ma frutto di una lunga ricerca scientifica da parte del Cnr, che presto, anche grazie alla Giorgio Tesi Gruop, potrà essere reinserito diffusamente nel verde urbano. L’assessore all’ambiente e vicesindaco del comune di Pistoia, Daniela Belliti, ha partecipato alla piantumazione e ha ricevuto la richiesta, da parte dei ragazzi, di intitolare il giardino, ancora senza nome, a Iqbal Masih, un bambino pakistano ucciso per essersi opposto allo sfruttamento del lavoro infantile.

Il nome di Malala Yousafzai, altra pakistana proposta per l’intitolazione, non può ancora essere attribuito al parco, in quanto la giovane attivista per i diritti civili, nonché insignita del Nobel per la pace, è fortunatamente ancora viva, nonostante le angherie ed i soprusi subiti.

Il secondo arbusto piantato è stato un ginko biloba “Fastigiata Selvans”, una varietà ornamentale di pregio e dal portamento compatto prodotta dal vivaista Danilo Bonacchi. Sensibilizzare alla bellezza e creare una cultura del verde nelle giovani generazioni è un compito fondamentale e la sinergia tra Legambiente, Comune di Pistoia e Fondazione Giorgio Tesi costituisce un’occasione da implementare e replicare incessantemente.

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