TRIBUTO DI BONIFICA: ANCORA AUMENTI MA PER COSA?

“A cosa servono questi Consorzi se basta un temporale un po’ più violento di altri per mettere in ginocchio intere aree del paese?”
San Marcello Pistoiese

SAN MARCELLO. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Michele Gianni di Forza Italia Montagna Pistoiese sull’aumento del tributo di bonifica dovuto al Consorzio 1 Toscana Nord in scadenza il prossimo 15 marzo.

LETTERA APERTA – TRIBUTO CONSORZIO DI BONIFICA

San Marcello Piteglio, 11.03.2019

Il tributo, ricevuto recentemente, dal Consorzio 1 Toscana Nord, rispetto all’anno scorso ha subito un incremento del 3%, tanto per gradire.

Come molti ricorderanno, questo tributo, aveva già subito un aumento del 93% nel 2016 rispetto all’anno 2015. Un aumento considerevole, quando si pensi che nel contempo il governo ha bloccato la rivalutazione delle pensioni ancora per qualche anno.

Ora a prescindere dalle motivazioni che hanno preso, come pretesto, per aumentare ancora il tributo, penso che se questo principio fosse applicato su tutte le tasse e tributi che siamo costretti a pagare, sarebbe un disastro per l’economia dei piccoli proprietari di immobili.

Ma effettivamente questi Consorzi a cosa servono, qual è lo scopo della loro esistenza, come impiegano le risorse che derivano dall’esazione dei nostri tributi?

Da quello che leggo, i compiti istituzionali del Consorzio 1 Toscana Nord sono:

  • occuparsi della sicurezza idraulica di un comprensorio di 360.000 ettari;
  • provvedere alla manutenzione ordinaria e alla tenuta in efficienza dei corsi d’acqua di competenza (reticolo di gestione) per la sicurezza ambientale, territoriale e alimentare.

Ma se poi, è cronaca abbastanza recente, basta un temporale un po’ più violento di altri per mettere in ginocchio intere aree del paese, con danni enormi alle popolazioni, perché esondano fiumi, straripano fossi e rigagnoli, con tutto il disastro che ne consegue, allora mi chiedo a cosa servono se non per esigere questo tributo, che sa di “gabella medievale”, solo per giustificare la loro esistenza.

Forse una strada da percorrere sarebbe quella di andare oltre gli Enti di bonifica, così come sono organizzati, ma creare un unico Ente Nazionale con un grande progetto di messa in sicurezza del degrado del territorio, in modo da governare, manutenere e irreggimentare tutti i corsi d’acqua, interni al nostro paese, il che potrebbe rientrare in quel progetto di “Grandi Opere” da realizzare, di cui il nostro paese ha bisogno, per rilanciare il mondo del lavoro; questo permetterebbe un più oculato impiego di personale e risorse, cancellerebbe i tanti, tantissimi consigli di Amministrazione, che inevitabilmente parte di quelle risorse consumano.

Distinti Saluti

Michele Giannini

Fi Montagna Pistoiese

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