trivelle. IL SINDACO MARTINI INVITA A VOTARE CONSAPEVOLMENTE

Trivelle-il-governo-tenta-di-sabotare-il-referendum-4-e1450347143229POGGIO. Scrive Marco Martini, sindaco di Poggio a Caiano:

Domenica prossima 17/04 siamo chiamati ad esprimere il nostro parere in merito ad un Referendum popolare, promosso da 9 Regioni (quasi il 50% delle Regioni Italiane), come previsto dall’Art. 75 della Costituzione, relativo all’estrazione degli idrocarburi in mare.

Il quesito referendario propone, in sintesi, che non vengano rinnovate le concessioni in essere, alla loro scadenza, per gli impianti di trivellazione entro le 12 miglia marine.

Purtroppo non c’è stata una sufficiente informazione verso i cittadini sul contenuto del Sì e del No.

Ho trovato particolarmente grave che il Presidente del Consiglio e Segretario del mio partito, insieme con altri autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, abbiano dichiarato e invitato a non andare a votare. Anche se si tratta di un Referendum, credo che sia importante manifestare il nostro “diritto – dovere” di esprimere un parere su un argomento che nove Consigli Regionali, in rappresentanza dei loro cittadini, hanno chiesto a tutti gli Italiani.

La nostra Costituzione, all’Art. 48, ci ricorda che “Il voto è personale ed uguale, libero e segreto, il suo esercizio è dovere civico”. E quindi ritengo che sia un dovere civico e morale andare a votare (fra l’altro ricordo che quest’anno è il 70° anniversario del diritto di voto alle donne) e poi credo che il compito di un partito politico sia quello di stimolare un dibattito, far partecipare i cittadini alle scelte e non invitare all’astensionismo. L’astensione sarà anche legittima, ma è un chiaro e oggettivo segno di mancanza di partecipazione, di non volere assumersi responsabilità e quindi di mancanza di dovere civico.

Il Sindaco Marco Martini
Il Sindaco Marco Martini

Molti stanno dichiarando che nei precedenti Referendum non c’era stata quest’attenzione e il richiamo alla partecipazione ma credo che anche quest’affermazione sia da contestare perché in occasione dei referendum di 10-15 anni fa, la situazione politica era ben diversa; oggi c’è una completa assenza di fiducia nella politica e nelle istituzioni, basta ricordare che un anno fa, alle elezioni della Regione Toscana, ha votato il 48,3 % c.a. degli elettori aventi diritto! Allora servono esempi e testimonianze di “partecipazione” alla vita democratica e civica del nostro Paese.

Concordo pienamente con il Professor Paolo Grossi, Presidente della Corte Costituzionale, che ha affermato che la “partecipazione al voto fa parte della carta d’identità del cittadino” (a proposito ricordatevi di controllare la vostra tessera elettorale; se siete sempre andati a votare dal 2001, avete completato gli spazi per la certificazione del voto e quindi dovete richiedere il “duplicato” rivolgendovi all’ufficio elettorale del Vostro Comune)!

Quindi andiamo a votare esprimendo il nostro parere che per me è un convinto Sì al quesito referendario. Ci sono diversi elementi per motivare questa scelta, dall’uso di un bene comune (con royalties che in Italia sono le più basse del mondo) che deve avere un termine preciso (altrimenti si trasforma in alienazione), agli aspetti di verifica del fabbisogno di materia prima ed energia; ma il motivo principale è nella risposta a “quale deve essere il modello di sviluppo energetico del nostro Paese?”

Credo che il processo da seguire deve essere alternativo agli idrocarburi e puntare con più decisione alle energie pulite ed a stili di vita e di consumo improntati al risparmio, all’efficienza energetica, alla sobrietà ed al rispetto per l’ambiente. Per questo voterò Sì al Referendum ricordando a tutti, qualunque sia l’opinione di voto, di andare a votare domenica prossima.

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