troyal network. PERCHÉ E COME MARK ZUCKERBERG ANDREBBE FERMATO

«È, questo, sostanzialmente, un mondo di monnezzari (una volta si chiamavano cenci-e-pelle) ma con la puzza sotto il naso, da gente da Ztl…»
Social Network, nobile conquista civile

MONTALE-AGLIANA. Mi torna a mano – dopo la lunga delirata di stamattina – il problema, peraltro serissimo, dei social network e, in prima fila, della demenza virale di Facebook, meglio definibile, per quel che ci finisce dentro, un troyal.

Se guardiamo tutto il casino che ha generato nel mondo della globalizzazione dei problemi non risolti (ma resi ancor più irrisolvibili, ammesso che sia possibile), Facebook, così com’è, è un vero e proprio puttanaio che meriterebbe di essere decapitato di netto. Chi se ne frega di far gadagnare milionate alla Ferragni solo perché ha il nasino senza gobba e rilascia interviste-video mezza nuda nella vasca da bagno insieme a quel maori pitturato di Fedez?

L’inventore di Facebook ha solo fatto sì che milioni di dati finissero in pasto agli “squali del Mar della Merda” e che fossero venduti a 1 € al chilo per far fare quattrini alla faccia dei fessi che si raccontano pateticamente ogni giorno in una sorta di ossessivo-compulsivo onanismo dinanzi allo specchio: ma poiché il troyal fa comodo a tutti (cattolici e comunisti, barbari e civilizzati, cani e porci, santi e dannati, cerebrolesi e politici, vergini e troie) per espandere il regno di Shpalman su questa terra, allora tutto resta com’è; così i democratici possono accusare la Russia di condizionare le elezioni delle eterne stelle e strisce e simili stronzate dall’altra parte. Uno a uno e palla al centro.

Siamo dinanzi all’espansione – per ora planetaria, ma presto anche spaziale – della humana stronzitas, magari ben alimentata anche da qualche giudice liberal-progressista che sentenzia (come del resto è già accaduto) che offese, ingiurie e attacchi personali gratuiti in rete alla fin fine altro non sono che libere espressioni di critica, giustificata e giustificabile, aldilà del bene (o del pene?) e del male. E tutto è sdoganato.

È, questo, sostanzialmente, un mondo di monnezzari (una volta si chiamavano cenci-e-pelle) ma con la puzza sotto il naso, da gente da Ztl: un brodo primordiale di varia umanità che mi porta sempre più spesso a pensare che gli unici uomini ammirabili e grandi siano… gli animali.

Eppure sarebbe così facile risolvere il problema una volta per tutte. Soprattutto per un’Europa dei Popoli (e non della cacca e nella cacca com’è ora) che fosse davvero intenzionata ad andare a dama in una mossa: ti vuoi iscrivere a Facebook? Bene. Ti presenti al tuo comune di residenza e, documenti alla mano, inizi la pratica di iscrizione: così la pianti di creare falsi profili che ti servono solo per dimostrare di essere – come si dice nella grande Napoli di De Magistris – un «omm’ ’e mmerda», senza volere, con questo esempio maschilo-sessista (a che punti siamo ormai, o sublimi imbecilli!), niente togliere alle Signore Donne.

Sto delirando di nuovo come sostiene l’amico Marcello MC Cantini? Macché! Vi garantisco che sta delirando lui – o, forse, più probabilmente lei, cari lettori ciechi di Agliana e Montale, cari amici/compagni del Pd con il nuovo che avanza.

Una pillola di saggezza per i fake-profili

«Ma perché mi dice ciò?» chiedeva gigiosamente trent’anni fa Ezio Greggio al Drive In. Semplicemente perché Marcello MC Cantini non esiste. È un fake-montalese di fake-destra che nasconde molto probabilmente assai una gentile fake-Signora piddìna di fake-sinistra: non è residente a Montale, non ha un volto, ma soprattutto non ha un cervello. E così spara dal culo perché ha solo quell’orifizio per poter emettere suoni (inarticolati, non certamente parole).

E quando il signor Marcello MC Cantini (che non esiste) vede qualcosa che non apprezza e lo rende infelice perché qualcun altro ha felicemente colpito nel segno, non può che pensare che “la felicità è come una scorreggia: se è di altri gli dà fastidio”.

Ne abbiamo le palle piene di falsi profili, di Marcelli MC Cantini che gli puzzano i calzini; di Blimunde & Margherite come pizze ben guarnite.

Meglio, a questo punto, l’Eleanna che s’incazza e gira il culo e se ne va – come ha scritto. Almeno lei ha detto responsabilmente ciò che pensava. Non ha fatto come certi randagi che mordono e scappano perché in realtà non hanno dei forti canini adatti ad azzannare, ma solo incisivi da coniglio – con tutto il rispetto per un tenero lapin.

Insomma: falla finita, Signor Puzzone!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di critica


appendice. GESSICA RABBIT SCRIVE

Libertà di espressione soprattutto per loro

 

CERTO DEVE essere ben duro vivere una vita intera senza mai esprimere il proprio pensiero liberamente, Signora Rabbit.

Siete così abituati, per inveterata cultura di sinistra, a pensare con il cervello all’ammasso, che non vi riesce neppure scriverci, perché pensate che noi facciamo come voi, cioè che vi mandiamo a quel paese.

Cercate anche di fare dell’ironia [Diritto di critica], ma siete ben goffi perché la sinistra, di norma, non sa ridere: è come i cattolici integralisti che nel Medioevo sostenevano che Cristo non rideva mai, perché ridere non è serio e democratico.

Vedete? Vi abbiamo pubblicato. E se aveste scritto una mail o un commento, noi avremmo pubblicato senza battere ciglio, perché nella libertà di espressione – purché ordinata e pulita come questa vostra, di cui vi diamo atto – ci crediamo sul serio.

Provate a andare in ferie in Russia. Là ridono con incredibile facilità perché, dal 1917 alla caduta del muro di Berlino, non hanno mai potuto nemmen respirare. E soprattutto ripassatevi la famosa barzelletta del sabàca, il cane russo che scappa, pur essendo bello e pasciuto, perché «aveva una gran voglia di abbaiare».

Cercate, infine, di capire una cosa fondamentale: nessuno ha comprato spazi pubblicitari di campagna elettorale su Linea Libera. Se mai è stato il vostro liberal-democratico Comune di Agliana di Magnanensi e Ciampolini ad acquistare – attraverso le determine dell’ex-comandante Nesti – spazi pubblicitari su Tvl, tanto pagava il popolo…

Dobre dén.

[Linea Libera]

P.S. ~ E, se tutto va bene, domani vi parliamo ancora di Ferdinando Betti e del concorso Alia (Certo, però, sì. Siamo dei rompiballe!).


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

One thought on “troyal network. PERCHÉ E COME MARK ZUCKERBERG ANDREBBE FERMATO

Comments are closed.