tuttattàvola. PATER NOSTER, QUI ES IN CENIS…

«Mazzetti è, di fatto, talmente personaggio pubblico che ci viene detto che alle sue cene ci sono stati perfino…»
Pater noster, qui es in cenis…

MONT-ANA. No, non abbiamo sbagliato: non Pater noster, qui es in caelis, ma qui es in cenis, perché nella Piana pistoiese le due parole si pronunciano nello stesso modo cèlis/cènis, con il semplice scambio di consonante, L o N.

Ci è venuto in mente questo giochetto di parole perché, come tutti i salmi finiscono in gloria, così tutte le campagne elettorali sembrano finire in cene. E a tal proposto, ecco il nuovo Pater noster a cura dello Chef Francesco Mazzetti, preghiera in cui, al posto del «pane quotidiano», troviamo paccheri al vino rosso, braciole alla livornese con contorno di patate in umido, dolci vari e acqua e vino. Manca il grappino, però.

Un poeta inglese anonimo della prima metà del 900, a proposito di «pane quotidiano» e di bocconi invitanti, aveva scritto questi versi, un vero cesello di stimoli:

Seven are best bites for the scope:
bread, cheese and macaroni, my hope;
gushing wather and red wine in fact,
narrow vulva and bigger penes erect!

Vedete come la lingua universale di Shakespeare riesce a sdoganare anche una vecchia quartina goliardica per niente leggera e armoniosa?

Ma, scherzi a parte, tutto questo è nato da una segnalazione di chi ha messo lo sguardo, casualmente, su un disegnino pubblicato – ci dicono – sul Facebook dello Chef: una perla di saggezza («io da piccolo stavo con gli indiani») che ha un occhiello in cui si dice «Continuo a far girare perché è un concetto base»; ma che sembra avere indignato il nostro lettore in incognito, il quale scrive: «Lui che ha spadroneggiato per decenni facendo quello che altri non possono fare? Lui che decide sindaci e manovra? Lui che fa 1 mese di festa con Amici Miei quando nessuna società sportiva può farla? Lui parla di uguaglianza…».

Può anche darsi – dice l’indignato – che sia tutto vero, che da piccolo sia stato dalla parte degli indiani: ma da grande? È rimasto con loro e dalla loro parte o, al contrario, ha capito che era meglio passare dalla parte degli yankees?

Pierfrancesco non ce ne voglia: ma per l’importanza che ha nella Piana con la realtà economica che ha saputo creare dal nulla, lui è, di fatto, un personaggio quasi più che pubblico, e fa parte di un giglio magico da alcuni definito delle 3M e da altri delle 4M.

Della prima versione in forma abbreviata parla Alessandro Romiti in demokrats. Le menzogne sull’inceneritore, in una foto con la didascalia «Le tre M: Paolo Magnanensi e sul fondo Lido Mencuccini e Francesco Mazzetti». Nella versione estesa 4M, oltre ai primi tre, compare anche Umberto Mannelli.

Mazzetti è, di fatto, talmente personaggio pubblico che ci viene detto che alle sue cene ci sono stati perfino Prefetti e (qualcuno dice fisso, ma noi ci crediamo il giusto) l’ex Procuratore Capo di Pistoia, il dottor Renzo Dell’Anno, l’uomo che ha sempre voluto mantenere un «basso profilo» sull’inceneritore e i suoi guai; e che probabilmente ignorava che il suo Trimalcione oltre che Chef faceva parte anche del gruppo Facebook “Comitato pro inceneritore”.

Si sa che ogni tornata elettorale scatena sempre un gomitolo di pettegolezzi, con alcuni che parlano di benefattori e altri che sollevano qualche dubbio su di loro. Certo dalla caduta del muro di Berlino in poi se ne sono viste di cose, ma se si considera il percorso del nostro Chef, dalla Democrazia Cristiana alla Margherita, fino al renzismo e (suggerisce qualcuno) fino al «sugo di vongole» dell’attuale disfatta Giunta Mengoni bis «aspettando chi vince», qualche riflessione su chi sia il vero Sindaco di Agliana, nasce, come si dice, spontanea.

C’è chi dice che fu lui a sostenere Magnanensi e poi a volere Mangoni facendo fuori l’Eleanna; c’è chi giura che ora sta puntando le sue fiches/paccheri su Vannuccini e su una Giunta di ragazzi che, se saranno eletti, potrebbero aprire una sorta di amministrazione nidodinfanzia o, se preferite, una Giunta da… Pane&Rose.

Aldilà delle dicerie dell’untore, non c’è niente di male nel fatto che Pierfrancesco sponsorizzi questo piuttosto che quello, ma la sua patente nautica di Capitano di Lungo Corso, induce forse a pensare anche che, con metodi un po’ alla Trump, pensi con molta cura ai suoi affari, che già corrono bene come quelli dello spregiato presidente yankee.

Insomma, coloro che sabato prossimo, a campagna elettorale chiusa e piombata, condivideranno l’ospitalità e il «nostro pane» del Pater noster, qui es in cenis, sappiano che vivono un momento importante della vita sociale del Mont-Ana. Sì, perché lo Chef, ci dicono, è molto noto anche nel ducato di don Ferdinando Betti.

E c’è perfino chi sostiene che, se ancora fosse aperta la buvette in Comune, gli se ne spalancherebbe la porta e lui sarebbe accolto a braccia aperte come un generale romano vittorioso che torna a Roma.

Sabato saranno invitati anche gli indiani…?

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di critica e commento
[anche Satyricon]


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