tutti al mare. A MOSTRAR LE CHIAPPE CHIARE. IL “GIRELLO” DEL SINDACO BENESPERI SI È ROTTO, L’AMMINISTRAZIONE DI CENTRODESTRA BOCCHEGGIA. E… SARÀ SUBITO SERA?

Pèntiti Nerozzi. E ora che hai votato l’utilizzo dei fondi europei, lèvagli, a codesti energumeni, il tuo appoggio. Non lo meritano e non lo hanno mai meritato: sono dei vili e basta. Sanno solo colpire alla schiena


L’amministrazione comunale di Agrùmia è fluida come l’idea dei generi di Elly Schlein


BUONO SCAPPA, INDI PEDRITO

PIANGE E STRILLA INDISPETTITO


 

E Silvio Buono, d’ora in poi, navigherà “a vista”: ora sì, ora no, ora basta… Intanto ha detto di essere passato all’opposizione

 

Benesperi & Ciottoli, andatevene a casa. Andatevene a casa a corsa, mentre i piedi, per far prima, vi sbattono sulle chiappe del culo. Siete, sostanzialmente, due clown.

Non potete fare altro, dopo le figure di merda da Emilio Fede, che avete fatto ieri sera durante la seduta del consiglio comunale in cui avete preso pesci in faccia da tutti. Calci in culo da ognuno. Buono vi ha detto ciaone a modo suo: lui, laurea ad honorem in alta politica, starà fuori, ma starà dentro. Più o meno come il marito all’inizio della luna di miele – anche se qui la luna è… di fiele da sempre.

State in piedi, voi due incapaci gestori di Agliana, come due malati terminali sotto accanimento terapeutico: l’unica soluzione – che sarebbe venuta naturale e doverosa se non foste stati difesi e coccolati dalla procura di Pistoia e dal giudice Luca Gaspari – sarebbe stata quella di uno spegnimento naturale del vostro mandato appena 6 mesi dopo il vostro insediamento. Semplicemente staccando le spine per impedirvi di nuocere.

Entrambi calunniatori, con le vostre malattie immaginarie dominate da scariche di cacaiola improvvisa e dal vomito da ruminazioni (malattie che risalgono alla fanciullezza del Benesperi e assai prima delle accuse che Gaspari ha fatto apparire vere per salvare il sederino d’oro dei due grandi accusatori, i sostituti Giuseppe Grieco, indegno nel porre certe domande in aula; e Claudio Curreli, inaffidabile perché è stipendiato dal popolo italiano, ma avvantaggia la sua legge dell’Italia aperta a tutti i clandestini); entrambi incapaci di scrivere correttamente una cartella 30 righe di testo, voi, Pedrito e Agnellone, vi siete seduti e avete creduto di poter fare, secondo i suggerimenti del senatore La Pietra e della stizzosa e vendicativa Sonia Pira (un’ evidente nullità politica), quello che ritenevate opportuno col più vieto democristianismo del mondo: l’inciucio, l’accattonaggio della benevolenza, l’ambiguità delle donazioni e la distribuzione dei diplomini da Casa del Grande Fratello.

Venduti ai comunisti del sorridente Vannuccini di Agliana; eterodiretti da una segretaria comunale che, in uno stato di diritto, sarebbe già pluricondannata per impicci e intrallazzi d’ogni genere quanto a mancato rispetto delle norme e delle regole solo nel campo della trasparenza: non avete capito – perché avete entrambi il cervello più corto del famoso pisello del cinese con una minchia di due centimetri nella famosa barzelletta delle misure – che governare richiede palle che non avete; di cui siete stati castrati nella vostra prima infanzia.

Andate, davvero, come ha sostenuto Pedrito el cacador, tutti in ferie. Sia lui, il famoso bimbominchia di Buono nelle intercettazioni con la vigilA leghista Claudia Vilucchi; sia il randellatore-scazzottatore della Ferruccia. Andate, fratelli, al mare in vacanza.

Agliana-Agrùmia, figlia della mellétta della Blimunda, la famosa moglie letterata del mai-comandante Andrea Alessandro Nesti, tirerà un respiro di sollievo perché respirerà liquami del Calice, ma doc, non merda qualunque manipolata da cervelli in dissoluzione.

Non è vero che Pedrito è stato vittima di nostre violenze: è un calunniatore che ha sempre scachettato e vomiticchiato fin da piccino. Solo i giudici di Pistoia, che non leggono niente e operano a simpatie, possono dare credito a personaggi di questa risma

E indignatevi pure quanto volete, magari srafficandoci con altre 20 o 30 mila querele schizofreniche delle vostre, sostenute da sostituti impreparati e confusi come Grieco e Curreli, che altro non aspettano, per emergere, che soffocare il libero pensiero.

Non ce ne importa un fico. L’essenziale è che vi togliate, una tantum ma per sempre, dai coglioni della gente perbene che di voi ha, da un bel po’, le palle esondanti come l’Arno a Firenze nel 66.

Il coniglio comunale di Agliana (e sottolineo: coniglio) non è in grado di esprimere che un solo indirizzo: la creazione della servitù della gleba della sinistra locale, le cui altezze più eccelse non superano il metro e un tappo, come si diceva da studenti per indicare un nano o una nana.

E torno a dama con un avviso perentorio a Alfredo Fabrizio Nerozzi.

Pèntiti Nerozzi. E ora che hai votato l’utilizzo dei fondi europei, lèvagli, a codesti energumeni, il tuo appoggio. Non lo meritano e non lo hanno mai meritato: sono dei vili e basta. Sanno solo colpire alla schiena.

Picchieranno la musata che meritano e, mentre i nullafacenti del coniglio se ne andranno al mare in ferie, secondo quel genio del Benesperi; El cacador e il Ciottoli torneranno al loro lavoro: perché loro il lavoro ce l’hanno. Uno passa le carte in uno studio legale, l’altro spadella linguine alla bottarga sarda e arrostisce bistecche sul fuoco.

Auguri al senatore “di zappa e vanga” La Pietra e alla signora Sonia Pira, pira di nome e di fatto. Agli altri, in bocca al Vannuccini!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


 

LA BARZELLETTA DELLE MISURE

 

 

I pirati della Malesia catturano uno yacht in navigazione su cui operano tre navigatori oceanici: un italiano, un tedesco, un cinese.

Il capo dei pirati dice: «Se in tre, sommando la lunghezza delle vostre fave, non raggiungete la misura esatta di 30 centimetri, vi farò decapitare!».

L’italiano, il tedesco e il cinese vengono gnudàti e si procede alla misurazione.

Italiano: 15 centimetri. Tedesco: 13 centimetri. E siamo a 28. Il terrore invade i tre malcapitati. La misura della salvezza è impossibile…

Invece quando misurano la fava di Chin Chin Jù, ecco che spuntano, esatti esatti, 2 meravigliosi centimetri…

Respiro di sollievo. La vita torna a fluire nelle vene dei tre ormai scampati al pericolo.

Solo che Chin Chin Jù, sottovoce, con la goccia di sudore all’occhio, e ancora tremante, mormora: «Meno male che lo avevo litto!».


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