“TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO”

Sandro Ciotti
Sandro Ciotti

PISTOIA. Nell’Italia del boom economico, ancora in bianco e nero, ci pensò Guglielmo Moretti, all’epoca capo della redazione sportiva Rai, a far vivere agli sportivi attraverso la radio “Tutto il calcio minuto per minuto”. Come spunto una trasmissione radiofonica simile in Francia, “Sport et Musique” ideata da Georges Briquet, con collegamenti ed inviati sui campi di rugby.

Da noi ovviamente allora tale idea non poteva che essere applicata al campionato di calcio, ascoltando la radio con la schedina del Totocalcio in mano, 1×2 con penna bic e lapis per spuntare via via i risultati. Mezzo secolo fa il Belpaese scopriva l’emozione del gol in diretta radiofonica, il brivido dei campi di gioco collegati, conoscendo quelle voci poi divenute indimenticabili che conducevano al “Bentegodi” di Verona, al “Cibali” di Catania ed in tante altre realtà nostrane periferiche, non solo a San Siro (Milano), all’Olimpico di Roma, al San Paolo di Torino.

La prima puntata radiofonica il 10 gennaio 1960, in studio Roberto Bortoluzzi, Nicolò Carosio a Milano, Enrico Ameri a Bologna, Andrea Boscione ad Alessandria. La prima rete in onde medie e modulazione di frequenza, va in vantaggio la Juventus sul Milan ma allo stesso tempo anche la radio segna il suo primo storico “gol”. “Rete”, mai “gol” diceva Ameri, lui e Sandro Ciotti colleghi, amici-rivali della domenica alla radio. Ameri parlava a raffica, Ciotti emetteva una ruvida melodia dovuta al consumo di sigarette, inflazionando nell’uso l’aggettivo “clamoroso” e le parole “campo per destinazione”, la sua risata era come una grattugia ma aveva il talento di chi aveva studiato violino da ragazzo.

Con loro Martellini, Adone Carapezzi, Luzzi, Everardo Della Noce, Beppe Viola e tanti altri, colonna sonora della domenica calcistica degli italiani, raccontando ma mai strillando il gol in diretta, secondo uno stile successivamente rivisto dalla successiva generazione di radiocronisti urlatori. In quegli anni più di radio che di tv era come sentire di persona il rumore dei tacchetti dei calciatori e l’odore degli spogliatoi in sottofondo, dando spazio all’immaginazione. Iniziò tutto con il racconto dei secondi tempi, “Tutto il Calcio”, poi i collegamenti vennero anticipati al primo minuto vista anche la concorrenza delle prime emittenti televisive private.

Da Bortoluzzi a Massimo De Luca e Filippo Corsini in studio, nei campi negli anni Riccardo Cucchi, Giulio Delfino, Livio Forma e così via. Da più di cinquant’anni “Tutto il Calcio Minuto per Minuto” continua a tenere gli italiani appassionati di calcio collegati via radio, anche nei tempi odierni di dominio dei diritti televisivi, con tv a pagamento, moviole e di conseguenza spalti degli stadi meno esauriti.

«Quando nel 1987 successi a Roberto Bortoluzzi nella conduzione – racconta Massimo De Luca – la sensazione fu quella di ereditare un ruolo quasi sacrale. Non c’era ancora la pay-tv, non era nato nemmeno “Quelli che il Calcio” a scippare alla radio fette di pubblico casalingo. La sensazione, allora, era di parlare davvero a tutta quell’Italia che non intendeva rinunciare al rito domenicale del campionato vissuto in diretta, immaginato attraverso le parole dei radiocronisti. Quello era stato per 27 anni campo d’azione di Roberto, gentiluomo napoletano trapiantato a Milano e poi in Liguria, che stemperava con la sua pacatezza le tempeste sui campi. “I collegamenti – diceva – danno il ritmo, lo studio deve dare l’armonia”. Parlava da direttore d’orchestra, quale era il gruppo di radiocronisti con solisti straordinari da armonizzare. Un po’ alla volta modernizzammo lo studio, finendo per integrare l’informazione con cautela. Eravamo la Radio. Eravamo tutto».

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One thought on ““TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO”

  1. Che dire? Io ci sono cresciuto con “Tutto il calcio minuto per minuto”. Quello dei tempi di Bortoluzzi, Ameri e Ciotti, naturalmente (e, tra le voci dagli altri campi, perchè, ad es, non ricordare Andrea Boscione da Torino?) Quello in cui i collegamenti iniziavano solo a partire dai secondi tempi, e tutti noi che siamo stati allevati a pane e calcio stavamo lì a trepidare, in attesa che Bortoluzzi pronunciasse le fatidiche parole: ” Per i soli primi tempi via…(Torino, San Siro, ecc).
    Quello dei tempi in cui la domenica molti giravano con la radiolina incollata all’orecchio (altro che questi freddi, anonimi, spersonalizzati e spersonalizzanti telefonini, multifunzione, ma privi di anima, da cui tutti oggi sono perdutamente dipendenti!); quello in cui dal tipo di interruzione o dall’intensità del boato capivamo all’istante chi aveva segnato, quello in cui avvicinavamo chi la radiolina ce la aveva per chiedere, ad es, speranzosi: “Scusi, che fa la Juve?” (Parlo per me, da sempre di fede inguaribilmente bianconera).
    Mi è venuto un brivido a leggere questo articolo!
    Piero Giovannelli.

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