“TUTTO VA BEN, MADAMA LA MARCHESA”: SE LA DEMOCRAZIA UCCIDE IN SILENZIO

Nanni Moretti a una manifestazione di piazza
Nanni Moretti a una manifestazione di piazza

PISTOIA. Il “tutto va ben, madama la marchesa” trae le sue origini da una vecchia canzone francese che narra di un servitore che cerca di rassicurare una marchesa al telefono, mentre le comunica che il suo palazzo è andato a fuoco in seguito al suicidio del marito.

Va tutto ben? Direi proprio di no, anche se il governo, i media, gli addetti ai lavori, gli amministratori ecc. vogliono farci credere il contrario manipolando risultati di indagini e sondaggi, traducendo in positivo anche situazioni ed evidenze che definire critiche è riduttivo. Ma i dati, anche numerici, si prestano ad interpretazioni, anche le più disparate quando vengono tradotte da “parolatori” esperti come i nostri politici.

Nonostante si tenga gli occhi e le orecchie aperte, refrattari come siamo alle blandizie più raffinate, dobbiamo purtroppo soccombere vista l’impotenza del cittadino comune di far sentire la propria voce ma soprattutto di incidere nella vita pubblica attraverso la sua volontà, quella che si esprime in un modo solo, col voto.

Publiambiente o Publinefficiente?
Publiambiente o Publinefficiente?

Alla faccia della Costituzione sbandierata di continuo, dei canoni fondamentali della democrazia altrettanto inflazionati, e della sovranità popolare vacuamente osannata da tutti: subiamo, in silenzio, scelte che non ci vedono protagonisti. Un bell’esempio non c’è che dire. Proteste di massa non se ne vedono, né si palesano o si invocano, con iniziative collettive, modifiche a tale consolidato andazzo.

Non molto tempo fa c’era un’attenzione puntigliosa, ovviamente legittima, a tutto quanto accadeva nel Paese. Girotondini, popolo viola, no global, arcobaleno, sindacati e personaggi come Agnoletto, Caruso, Moretti, Casarini ecc. che imperversavano ovunque con ricette e suggerimenti.

Che fine hanno fatto? Si sono resi conto della loro inutilità oppure oggi “tutto va ben” e quindi perché protestare se si sono spalancate le porte del paradiso? Un bel paradiso dove ciascuno di noi, lo si ammetta o no, ha terrore ad aprire la cassetta delle lettere e teme ogni giorno l’arrivo del postino foriero, suo malgrado, di missive e messaggi che ci obbligano sempre, inesorabilmente a pagare, che si tratti di bollette o di avvisi, di ingiunzioni, multe, balzelli che impietosamente e stupidamente il più delle volte, ci dimostrano dove e quando si è sbagliato.

Pd e cambiamento
Pd e cambiamento (in peggio)

L’ultima è di ieri, la bolletta di Publiambiente. Quando ci vennero spiegate le ragioni e le necessità della raccolta differenziata ci fu anche detto che a fronte dell’impegno del cittadino ci sarebbero stati benefici sui costi del servizio e quindi si sarebbe dovuto assistere ad una diminuzione della bolletta dal momento che vetro carta, alluminio ecc. una volta recuperati e venduti un utile, anche minimo, avrebbero dovuto darlo.

In realtà provate a verificare di quanto in 10 anni sia aumentata questa spesa. Non mi pare che, di pari passo, si siano avuti grandi miglioramenti nel servizio tali da giustificare simili maggiorazioni. E qui non occorrono stime di sapienti organismi, di sondaggi, di istituti, di giornali, basta leggere e confrontare. Verifiche che ognuno può fare in casa, da solo, senza condizionamenti.

Le bollette le paghiamo tutti o quasi tutti, ma evidentemente la maggioranza o trova pseudo giustificazioni con sciocchi equilibrismi oppure ammaliati da Renzi & Co. e dall’idea che ci si stia veramente riprendendo induce i più a quel silenzio “civile” che uccide, se non lo avesse ancora fatto, la democrazia.

[*] – Lettore, ospite

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2 thoughts on ““TUTTO VA BEN, MADAMA LA MARCHESA”: SE LA DEMOCRAZIA UCCIDE IN SILENZIO

  1. Buon giorno Sig.Nesti…oggi la farò felice…volevo scrivere un post sui dati governativi più ricco e dettagliato, proprio per la discussione che avevamo avuto una settimana fa (quando si scrive per capirsi succede che poi si prosegue ad approfondire). ma penso che meriti che io metta qui qualche ulteriore riflessione.

    Dunque, tutto parte dagli ultimi dati sul PIL italiano e sulla disoccupazione. Dati positivi che interrompono una serie mostruosa di 13 trimestri consecutivi di recessione. Partiamo da qui. Eravamo scesi così in basso che prima o poi dovevamo pure rimbalzare…come dicono gli inglesi anche un gatto lasciato cadere da un grattacielo toccato terra rimbalza…ma non è detto che sia vivo…
    D’altro canto nubi grigie forse nere, si addenano sull’economia mondiale (di nuovo). Cina che rallenta con importazioni che calano al ritmo del 13% al mese (!), Russia che vede il PIL a -4%, Brasile a -2%, Regno Unito che nonostante il QE stà virando verso un calo del PIl a fine anno rispetto a quanto previsto. Gli unici che al momento crescono costanti seppur tra ombre e luci sono gli USA e in parte la Germania.
    Domanda, dato che la struttura economica e industriale italiana non è cambiata in questi anni, non sono state fatte riforme fiscali e sulla struttura del salario….come fa l’Italia a crescere dello 0.3% del PIl su base mensile? Risposta: il PIl è trainato in questo momento dal settore auto, dei beni durevoli, dell’energia e del turismo. Ovvero fattori ciclici interni contingenti dovuti a: usura del parco auto e degli elettrodomestici, che sono invecchiati durante la crisi. Quindi un ricambio era atteso e fisiologico. L’energia perchè questa è stata un’estate molto calda con uso continuo e massiccio dei climatizzatori, il turismo perchè d’estate tradizionalmente è importante per l’Italia. Vi sono poi fattori esterni di cui già avevo parlato: QE di Draghi, petrolio in primis. Che non durano per sempre.
    Rimesse le cose nella giusta visuale, sono d’accordo con Lei, appare fuori luogo l’ansia trionfalistica di Renzi, che stà ingenerando una bulimia da emissioni dati che vanno costantemente a sovrapporsi a quelli ISTAT esponendo tra l’altro il governo a figuracce in serie. Infatti assistiamo sconcertati a esponenti del governo che danno quotidianamente dati parziali, incompleti, pro domo loro. Un esempio su tutti il responsabile PD dell’economia Taddei che annuncia trionfale la creazione di 700.000 nuovi posti di lavoro (niente di meno!…a Cameron gli ci sono voluti 5 anni….) dimenticandosì però di conteggiare anche le cessazioni e le trasformazioni contrattuali che portano il saldo ad un ben più modesto 270.000. E’ grave che si spacci il numero di nuovi contratti per posti di lavoro, pari, pari. E ci si espone al ridicolo perchè poi arriva l’ISTAT a smentire. Altra cosa…questo governo arriva a rivedere le serie storiche sull’economia intervenendo ex-post. La verità è che in Italia, dopo decenni di disinteresse per i numeri ora li danno tutti: l’ISTAT, il Governo (MEF e Ministero del Lavoro) e l’INPS. E questo è un grosso problema, sopratutto per due motivi:
    – l’ISTAT da regolarmente dati statistici destagionalizzati e anche disaggregati (per esempio si vede che il settore agricolo è in crescita, quello industriale è ancora quasi fermo), l’INPS e il Governo emettono dati amministrativi grezzi e quindi è facile capire a cosa porta tutto questo.
    – i media per lo più si limitano a pubblicare tutto senza porsi domande, senza spiegare…per esempio non si dice che la disoccupazione è scesa dal 12.5% al 12 ma che al contempo è calato il numero di quelli che cercano lavoro e siccome chi non cerca lavoro non entra nelle statistiche è facile capire che questo paradossalmente favorisce il calo della disoccupazione.

    Tutto ciò è assurdo, ingenera sfiducia nella gente nei confronti di chi emette i dati…e si fa un danno enorme in un paese che da sempre non ha dimestichezza coi numeri e con un approccio razionale ai problemi. E se è vero che un po ovunque i dati servono a fare propaganda politica è anche vero che per esempio negli USA si danno ogni settimana le richieste di sussidi di disoccupazione: un dato unico emesso da un solo soggetto e non manipolabile.

    Infine caro Nesti, mi venogono i brividi pensando che Renzi vuole rivedere la previsione del PIL al rialzo basandosi proprio su questi dati e chiudendo gli occhi sulla precarietà dell’economia mondiale. Questo mi fa paura, più dell’intervista di Repubblica ad Alleva, presidente ISTAT, che ammette di non saper più che pesci prendere con Renzi e i suoi dati….

    Alla prossima
    Massimo Scalas
    PS. Pubbliambiente…Pubbliacqua…a chi servono? Vanno ancora pagati?

  2. Prendetevi anche sta chicca: La Banca d’Italia…pure lei, annuncia che il debito pubblico cala di 4 miliardi di euro nel primo semestre…….a parte il fato che 4 miliardi su 2200 sono un po meno del 2 per mille. Ma come sempre è quello che non dicono loro e la TV che lascia sconcertati. Non dicono che la spesa corrente continua ad aumentare e che il debito migliora solo a causa dei bassissimi rendimenti dei titoli di Stato…grazie al QE BCE. Ma poi finisce….e c’è la resa dei conti.
    Massimo Scalas

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