UMBERTO ORSINI INTERPRETA PIRANDELLO

Orsini, Il gioco delle parti
Orsini, Il gioco delle parti

PISTOIA. Il cartellone del Teatro Manzoni di Pistoia saluta il nuovo anno ospitando dal 9 all’11 gennaio il gradito ritorno di uno tra gli attori più amati dal pubblico, Umberto Orsini. Il grande attore sarà in scena con Il giuoco delle parti, il celebre testo di Luigi Pirandello qui proposto nell’adattamento curato dallo stesso Orsini, assieme al regista Roberto Valerio e allo scenografo Maurizio Balò. Uno spettacolo, fatto di ‘carne e di sangue’, di grande impatto, prodotto dalla Compagnia Orsini in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola, che vede attorno ad Umberto Orsini un cast di altissimo livello composto da Alvia Reale, Totò Onnis, Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri e Woody Neri.

Umberto Orsini sarà inoltre ospite del ciclo di incontri a Villa Smilea, promossi dal Comune di Montale in collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese, giovedì 8 gennaio alle ore 21, nel corso del quale ripercorrerà le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera. Per il ciclo “Il Teatro si racconta” il pubblico potrà incontrare Umberto Orsini e gli altri attori della Compagnia il 10 gennaio, alle 17,30 al Saloncino Manzoni, per il consueto appuntamento del sabato pomeriggio. Entrambi gli incontri saranno condotti dal direttore artistico Atp, Saverio Barsanti.

La vicenda di Leone Gala, di Silia e di Guido Venanzi, rispettivamente marito, moglie e amante che un intrigo di passioni, ricatti, offese vere o presunte porta alla necessaria e cruenta eliminazione di uno dei tre, è notissima. Nel riproporre questo testo (già interpretato da Orsini una quindicina di anni fa, diretto da Lavia e poi in tournée, anche a Pistoia) il regista Roberto Valerio (Il Vantone e L’impresario delle Smirne, produzioni dell’Associazione Teatrale Pistoiese) ha immaginato un Leone Gala che, sopravvissuto ai fatti narrati dalla commedia, cerchi di ripercorrerli con la testimonianza del ricordo. Ce ne offrirà inevitabilmente una visione parziale e soggettiva ampliando in tale modo i piani del racconto e facendolo piombare in un clima che mescola reale ed irreale, presente e passato, razionalità e follia. Per ricordare una famosa e storica edizione della commedia, che fu data all’Eliseo dalla Compagnia dei Giovani, della quale anche lui fece parte per anni, Umberto Orsini porta in giro questo spettacolo, con straordinario successo, dedicandolo alla sua grande amica Rossella Falk, consapevole che l’intelligenza teatrale di Rossella non sarebbe indietreggiata di fronte ai piccoli tradimenti che questa versione propone.

Orsini, Il gioco delle parti
Orsini, Il gioco delle parti

“Il luogo dove collochiamo il nostro protagonista – spiega lo stesso Orsini nelle note di sala – è certamente uno spazio dove la ragione convive con la pazzia, dove gli abiti mentali con cui si sono mascherate le apparenze sono stati dismessi, dove il passato ritorna perché del passato non si può vedere solo ciò che è passato ma anche ciò che è sempre presente; è il ‘luogo – prigione’ di un Enrico IV che gira in costume là dove tutti sono vestiti normalmente e tutti fanno finta di non accorgersene… È il palcoscenico di Hinkfuss, il regista di Questa sera si recita a soggetto, che in piena crisi creativa cambia le scenografie quasi a capriccio e commenta le azioni degli attori durante le prove… È soprattutto un luogo che scardina il salotto borghese ed allarga il campo verso qualcosa di più proiettato all’esterno, un esterno in cui l’uomo è più disarmato e perciò più vulnerabile e in qualche modo più simile e vicino ai nostri contemporanei
…”

“La scelta fatta è di ricercare – aggiunge il regista Roberto Valerio – il cuore pulsante della commedia nella novella “Quando si è capito il giuoco”. La novella è il vero, intimo laboratorio artistico di Pirandello; è lì che egli crea i suoi personaggi – impiegatucci, piccoli funzionari statali, contadini – immersi nella realtà sociale “bassa” della Sicilia rurale; è lì che troviamo il Pirandello più genuino e diretto e probabilmente quello più interessante oggi. Le novelle di Pirandello si presentano, in genere, come racconto di una situazione, di un caso, che determina uno scarto, uno strappo, un momento di crisi nella vita ordinaria di un personaggio. Di solito L’incipit coincide con l’epilogo (il racconto inizia dalla fine) oppure con il momento di crisi; poi si assiste a un movimento all’indietro (flash back) volto a ricostruire i fatti. Non si arriva tuttavia a una verità oggettiva (a rapporti certi di causa-effetto), ma solo a una verità soggettiva, del personaggio, o del narratore. Rifarsi alla novella offre una grande possibilità creativa sia sul piano dell’interpretazione. Nello spettacolo “Il giuoco delle parti”, al centro della rappresentazione troviamo Leone Gala rinchiuso in una sorta di “Stanza della tortura”; egli ripercorre i fatti; ma ricucire lo strappo è impossibile, impossibile continuare la vita di prima, se non a patto di una lucida follia”.

[marchiani – teatro manzoni]

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