UN ANNO DI ‘LINEE FUTURE’: ELEMENTARE, WATSON!

Il tavolo dei relatori
Il rasoio di Occam. Il tavolo dei relatori

PISTOIA. Non sarà l’abolizione delle Province, di fatto in via di realizzazione, né quella delle Regioni, auspicata dalla più parte dei cittadini, ma ostica a concretizzarsi, soprattutto per l’interesse della casta, a risolvere il problema di fondo. Che non sono i conti in rosso di questo Stato, debiti organici, tra l’altro, ma la disaffezione dei cittadini verso le istituzioni, che ha l’aria di un’emorragia.

Lo ha sintetizzato egregiamente, con pochissimi fronzoli e con parecchi dati, il relatore ufficiale invitato alla nostra festa di compleanno svoltasi, in mattinata, nella sala delle conferenze di Villa Cappugi, sito decisamente europeo, dove, in occasione della prima candelina che abbiamo tutti virtualmente spento insieme, si è anche e soprattutto consumato il dibattito sull’(in)utilità delle Regioni.

Si tratta di un notaio grossetano, Bruno Detti, 55 anni il prossimo 2 agosto, presidente dell’associazione culturale, politica e apartitica, Il rasoio di Occam, fondata sul motto gli enti non devono essere moltiplicati oltre il necessario.

Bruno Detti e Massimo Baldi
Bruno Detti e Massimo Baldi

E lo ha spiegato. Come si cercherebbe di farlo davanti a una platea di adolescenti, cercando di far capire loro che ogni cosa va fatta all’insegna di un principio utilitaristico sul quale la politica dovrebbe fondare la propria essenza, più che farlo proprio: minimo sforzo (spesa, sbilancio, spreco, sperpero), massimo rendimento (servizi, salute, benessere). Condividiamo fino in fondo la battaglia personale di Bruno Detti non tanto per quella specifica guerriglia urbana contro le Regioni, ma su tutta la linea del fronte gotico, che contempla e comprende Maginot fino alla muraglia cinese.

Perché questo paese (la p minuscola è d’obbligo) è fondato su un’infernale macchina burocratica da guerra persa nella quale, tra uno step e il successivo, il cittadino si perde e non può che chiedere aiuto all’amico di turno, che ricambia il favore del voto ottenuto aggirando gli ostacoli costruiti chirurgicamente affinché nessuno possa o riesca a cavarsela senza la richiesta di favori.

Un meccanismo perverso di assoluta inefficienza nel quale l’intervento divinatorio del potente di turno solleva il povero diavolo da una pratica altrimenti insoluta. E, sulla falsa riga di questo ricatto che puzza di democrazia, si fonda la politica di questo paese, mafioso fin nelle ossa.

Uno scorcio della sala
Uno scorcio della sala

La cosa ideale dell’intervento di Detti, tra l’altro, che non crediamo casuale, conoscendo il direttore di Linee Future, è che sia stato il primo degli invitati al dibattito. Gli altri, in un modo o nell’altro, più o meno apertamente, hanno, in qualche modo, tirato l’acqua al proprio mulino, cercando, in un contesto decisamente urbano e civile, di smontare le piccole costruzioni del relatore precedente.

A mettere allo spiedo Caio e Sempronio ci penseranno, con i loro interventi, gli altri della redazione, al gran completo per questa meravigliosa prima candelina. Noi, qui, ci preoccupiamo di informare i nostri numerosissimi lettori, anche se snobbati dall’altra informazione, sull’utilità di informarsi presso ilrasoiodiocam2013@gmail.com, perché, ve lo assicuriamo, qualcosa può succedere.

 

TUTTO A SORPRESA

L'intervento dell'On. Caterina Bini
L’intervento dell’On. Caterina Bini

Avevamo invitato anche il Sindaco, ma il mio fu-allievo non ha mai tempo: magari corre in Regione per parlare di Pistoia anziché far venire i regionali a Pistoia a parlare della sua città, ma non ha un istante da dedicare alle cose vere di Pistoia: e tra le cose vere c’è anche quella che si chiama Linee Future, un quotidiano che non s’inchina, ma che fa parlare tutti, come ha sottolineato, primo fra altri, l’On. Fanucci.

Nessuno della maggioranza, nessuno della Giunta neppure a portare un saluto. Ma non possiamo stupirci: con tutte le sciabolate (diceva il Vescovo Bianchi) che assestiamo (meritate, però), chiedere che ci vogliano bene è chiedere che Renzi voli.

La politica, però, è fatta anche di convenienze: solo che la Giunta di Pistoia, per quel termine, intende, restrittivamente, unicamente ciò che a essa conviene.

Bertinelli ci fece scrivere, formalissimamente, dalla sua segreteria, ringraziandoci di essere stato invitato a parlare, ma respingendo l’invito: nemmeno – lasciatecelo dire – il buongusto di firmare di persona. Perché il più delle volte Samuele non sa cos’è il buongusto.

 

L’On. Edoardo Fanucci
L’On. Edoardo Fanucci

Forse siamo troppo duri. Forse sì: perché ora, tra l’ex-Ceppo che rischia di floppare a scàpito della città, e accordi sotto il pelo dell’acqua per le candidature degli/delle aspiranti Pd alla Regione, ha un po’ di sabbie mobili in casa, il Sindaco. Perciò va capito.

Ma pensate, però… Pistoia è solo una città di 90mila persone: un condominio, rispetto a New York.

Che sarebbe successo se il primo cittadino di Pistoia avesse avuto in mano le sorti di una megalopoli qualsiasi in una data a caso? Un 11 settembre, per esempio…

Edoardo Bianchini

 

I RELATORI

Rigorosamente in ordine alfabetico: Massimo Baldi, Segreteria regionale del Pd; On. Caterina Bini, parlamentare Pd; Marco Bottino, Presidente del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno; Bruno Detti, responsabile di «Il rasoio di Occam»; Giovanni Donzelli, Fratelli d’Italia, candidato Presidente Regione Toscana; On. Edoardo Fanucci, parlamentare Pd; Maurizio Giorgi, Capogruppo Movimento 5 Stelle, Comune di Pistoia; Margherita Semplici, Capogruppo di “Pistoia Domani”, Comune di Pistoia.

A tutti loro un grazie assoluto per aver accettato il nostro invito senza nient’altro chiedere né voler sapere.

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