UN CARCERE PIÙ UMANO, PIÙ RIEDUCATIVO

Il carcere di Santa Caterina in Brana
Il carcere di Santa Caterina in Brana

PISTOIA. “All’interno della Casa Circondariale di Pistoia la situazione è ulteriormente migliorata rispetto a quanto rilevato nel giugno 2014”. Lo afferma Antonio Sammartino nella relazione 2015 in qualità di garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Pistoia.

Nella relazione – ampia ed articolata – emerge infatti che il numero dei detenuti presenti nell’Istituto di Santa Caterina in Brana risulta ulteriormente diminuito. “Nelle celle detentive del piano terra – afferma Sammartino – risiedono quasi totalmente non più di un detenuto per cella; al primo piano è stata attivata l’apertura delle celle per otto ore giornaliere dando attuazione alla sorveglianza dinamica; maggiori aperture anche nelle celle del piano terra; sono stati consegnati e resi operativi, infine, i nuovi spazi ambulatoriali”.

La situazione aggiornata a dicembre 2014 è stata inviata al sindaco di Pistoia, ai consiglieri comunali, agli assessori nonché al direttore dell’Asl 3, al giudice di sorveglianza, al provveditore regionale della amministrazione penitenziaria di Firenze e al direttore della Casa Circondariale di Pistoia.

Rispetto al 30 giugno 2014 a dicembre c’erano all’interno dell’Istituto Penitenziario pistoiese 22 detenuti in meno per un totale di 64 detenuti, con un surplus di 7 detenuti rispetto alla capienza regolamentare (57). Di questi il 28 % (18) in attesa di giudizio. Il 34 % dei detenuti presenti a Pistoia (22) sono di nazionalità straniera: il numero maggiore è di nazionalità albanese (7), rumeni (5), marocchina (4). La relazione analizza anche la situazione attuale delle celle sia della sezione transito che della sezione d’isolamento giudiziario, sanitario e disciplinare.

“In questa sezione – si legge – sono presenti 4 celle singole, di cui, grazie allo sfollamento carcerario, sono migliorate notevolmente le condizioni. Permane una situazione di criticità rispetto alle condizioni di vivibilità all’interno delle celle dovuta al problema dell’umidità per la quale la Direzione ha cercato di porre dei rimedi effettuando con più frequenza delle ritinteggiature ed imbiancature delle celle stesse. Vi sono tre docce esterne, di cui solamente una funzionante, come nella precedente rilevazione del Giugno 2014. Anche in questa sezione i soggetti usufruiscono di quattro ore d’aria, ma quando fuori piove, essendo i passeggi all’esterno non coperti, e non potendo come i detenuti delle altre sezioni passeggiare nel corridoio, se non intendono bagnarsi, rimangono in cella per le intere 24 ore”.

“Risultano migliorate – continua – le condizioni all’interno delle celle di detenzione al piano terra. In particolare nelle celle detentive, 19 celle singole, dove si trovavano recluse in precedenza tre persone, oggi si trovano ristretti in quasi tutte solamente un detenuto”. Per quanto riguarda le celle del primo piano Antonio Sammartino precisa: “Gli aspetti da evidenziare sono tre. Il primo è quello relativo all’apertura delle celle per complessive 8 ore nelle seguenti fasce orarie: 8,30-12; 13-15,30; 16,30-18,30. Il secondo riguarda la diversa destinazione d’uso di una cella grande adibita a sala di socializzazione, la quale è stata utilizzata per svolgere delle attività, tra cui il corso di disegno.

Antonio Aammartino
Antonio Aammartino

“Il terzo aspetto riguarda il completamento dei lavori delle docce esterne, che ad oggi risultano 4, di cui una non funzionante. Le celle della sezione attenuata , dove sono reclusi 8 detenuti , sono mantenute aperte tutto il giorno, osservando il seguente orario: 8,30 – 17,30 nel periodo invernale, 8,30 – 20,30 nel periodo estivo. “Questa condizione favorevole in termini di libertà di movimento all’interno della sezione detentiva, rispetto a tutte le altre sezione del carcere, è riservata ai detenuti che presentano un basso livello di pericolosità sociale e un alto livello di affidabilità, tant’è che nella maggioranza dei casi si tratta di detenuti lavoranti. Negli spazi adibiti all’aria risulta sempre presente la rete metallica a tetto, che limita il filtraggio della luce e dell’aria e che dovrebbe essere rimossa, in quanto collocata in precedenza per ragioni di sicurezza, quando erano ristretti nella solita sezione i collaboratori di giustizia”.

“Per la sezione dei semiliberi (6 detenuti in tutto) è stato approvato dal Ministero della Giustizia e quindi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria un progetto di dislocazione presso la struttura esterna, sita nelle vicinanze del carcere, ricavata da uno spazio all’interno dell’ex Convento Francescano di Via degli Armeni, concesso gratuitamente dai Frati Cappuccini di Pistoia.

“In data 18 Giugno è stato fatto presso il suddetto Convento un ennesimo sopralluogo con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (Prap), la Direzione del Carcere, i Padri Cappuccini del Provinciale di Firenze e i rappresentanti della Fondazione Caript e i relativi tecnici, per definire i lavori di ristrutturazione all’ambiente così come indicato anche nella lettera di approvazione dal parte del Ministero della Giustizia. Si sono svolti nei mesi scorsi degli ulteriori sopralluoghi da parte del Provveditorato Regionale e dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze”.

La relazione fornisce altri interessanti dati a proposito dei detenuti che lavorano all’interno e all’esterno del Penitenziario; elenca gli eventi critici (auto aggressioni e etero aggressioni), dati relativi alla condizione sanitaria della popolazione detenuta e dati riguardo al personale amministrativo penitenziaria (polizia penitenziaria, educatori, psicologo) e volontari penitenziari.

Il carcere Santa Caterina a Pistoia
Il carcere Santa Caterina a Pistoia

Ampio spazio è riservato poi alle attività trattamentali. Si affronta poi la questione dei “prodotti per la pulizia personale e della cella”, della assistenza medica (con l’inaugurazione del nuovo ambulatorio medico destinato alla popolazione detenuta, avvenuta il 17 dicembre scorso. “Si tratta di un nuovo ambiente dotato di un’ampia stanza per l’infermeria e una stanza per le visite specialistiche, che si uniranno al locale preesistente, destinando quest’ultimo solamente alle prestazioni odontoiatriche e come spogliatoio per i medici di turno”), dei prezzi sopravvitto e dell’attività lavorativa.

“La realizzazione del nuovo ambulatorio medico – conclude Antonio Sammartino – si unisce ad altre importanti iniziative che fanno della Casa Circondariale di Pistoia un luogo, rispetto al passato, sicuramente più rispondente alla funzione rieducativa, che la legge penitenziaria e la stessa Costituzione gli attribuisce. Un minor numero di detenuti rispetto al passato, vicino al numero della capienza regolamentare e nuove opportunità da parte dei detenuti di svolgere delle attività rieducative e di reinserimento verso il mondo del lavoro, contribuiscono affinché la Casa Circondariale di Pistoia, sia oggi un carcere che, seppur con delle criticità ancora presenti, indubbiamente viva una fase di miglioramento.

“Uno dei compiti principali del Garante è proprio quello di svolgere un lavoro di vigilanza affinché non si verifichino degli arretramenti rispetto alla strada intrapresa e si prosegua nella direzione di un carcere dove siano rispettati i diritti e la dignità delle persone private della libertà personale”.

Scarica: relazione-carcere-2015

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento