UN CODICE PER LA MOVIDA

Un momento della conferebnza stampa.1
Un momento della conferebnza stampa.1

PISTOIA. Quello che manca, e che temiamo mancherà anche nel medio e lungo periodo, sono il buon senso, il decoro, la disciplina e il rigore. In presenza di questi requisiti, fondamentali, indispensabili, ma elementari in una società moderna e civile, la conferenza stampa di stamani, nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Giano, per parlare delle nuove regole per la vita notturna, non avrebbe avuto alcuna ragione di essere. E invece…

Certo, Pistoia, da questo punto di vista, è un’isola infelice che somiglia, terribilmente, ad altre realtà, ma ciò non sposta di una virgola il problema. Che resta e che sembra vada ingigantendosi.

Il cuore di questa città è compresso nelle due piazze del centro storico e delle viuzze limitrofe, dove si annidano un numero spropositato di ristoranti, bar, pub, birrerie e distributori di apericene. Null’altro.

A questo aggiungeteci, come ha fatto giustamente notare il Sindaco durante la conferenza, che questa città è chimicamente bellissima e che al piacere epidermico, acustico e immaginifico di una notte da leoni, si può e si deve anche aggiungere il gusto estetico.

Il venerdì e il sabato notte, però, quell’ameno e rinascimentale borgo urbano che divenne Provincia nel 1929 con le leggi fascistissime del regime mussoliniano, preoccupato di dare a quel crocevia di panai una propria identità sottraendo a Firenze ad est e Lucca ad ovest lembi di dominio geografico e commerciale, diventa, oggettivamente, un inferno. Anche se di nulla, ma un nichilismo luciferino.

I residenti, con tutta la ragionevole civiltà, hanno iniziato a farlo presente alle autorità e Bertinelli non ha potuto fare altro che raccogliere l’indiscutibile stortura e farne oggetto di studio. Che ha portato all’autoregolamentazione della vita notturna, un decalogo che tutti, ma proprio tutti, si augurano prenda corpo e campo nelle viscere degli utenti dei fine settimana.

Un codice studiato e progettato a tavolino dal Sindaco in persona che si è avvalso dell’Università di Firenze e dell’Asl, per i dettagli umorali e igienico-sanitari del fenomeno in via d’espansione: poi il primo cittadino ha convocato le rappresentanze commerciali (Confcommercio, Confesercenti e Centro Commerciale naturale) del centro e i residenti (un vivace e ancora spumeggiante Andrea Bragagnolo su tutti) per pianificare questo percorso.

Un momento della conferebnza stampa.2
Un momento della conferebnza stampa.2

I locali direttamente coinvolti nelle ludiche attività notturne saranno obbligati, nel giro di un’ora dalla chiusura dell’esercizio, al decoroso ripristino urbano; verranno installate apposite centraline di rilevazione acustica con tanto di led luminosi che ne segnaleranno il superamento dei limiti sopportabili; dalle ore 22 e fino alle 6 dell’alba successiva sarà vietata la vendita, per asporto, di bevande alcoliche e drink collaterali in contenitori di vetro o latta; ogni esercizio dovrà garantire la libera e gratuita fruibilità dei servizi igienici interni e, grande novità, per le vie del centro, sempre nei giorni e negli orari cruciali, circoleranno degli stewards, addetti al controllo e all’invito alla civiltà.

C’è anche un incentivo ambientale poi: gli esercenti più ligi e tassonomici saranno premiati con riduzioni fiscali; i furbi verranno individuati, multati e denunciati, alla stregua di ogni altro cittadino, al quale non è più finalmente consentito fingere di vivere in una foresta!

Facendo un passo indietro, di tre lustri circa, nessuno di noi si sarà certamente dimenticato cosa fosse Pistoia la sera, dopo l’orario di cena: una Ventotene granducale, con pochi avventori a spasso, timorosi e disincentivati nella maniera più totale a gustarsi la propria città.

I tempi, poi, sono cambiati e la città, sull’onda e sulla scia delle mode che importiamo dall’altro mondo (la vita notturna è movida, gli autoscatto fotografici sono i selfie), è diventata una casbah, senza regole. I primi, o meglio, gli unici, a farne le spese, sono i circa diecimila residenti del centro, che negli ultimi anni si sono visti invadere nelle viscere dell’intimità, perdendo sonno, calma, riposo e gusto, sottile e impalpabile, del buon vivere.

È vero: se ci ritroviamo in gruppo anche solo a bisbigliare nel bel mezzo della notte in vie dove l’acustica produce l’effetto canyon, chi sta provando ad addormentarsi al terzo piano è come se si trovasse in strada a parlottare con gli avventori di sotto. Di coprifuoco non ne vogliono, nessuno: di civiltà sì, tutti.

Allora si riparte da qui. Vediamo. In via della Madonna intanto, che fa parte del centro storico a Ztl dalle 0 alle 24, i problemi che attanagliano i concittadini di poche centinaia di metri più in là, non esistono; Beirut era e Beirut continua a sembrare, a dimostrazione di quanto avesse ragione Leibniz: dipende tutto dal punto di vista dell’osservazione.

[foto dell’uff. stampa comune pt]

Scarica: Comunicato stampa Comune

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