UN REFERENDUM SOSPESO SUL VUOTO

Una lettura diversa (e reale) di un inciucio deciso dall’alto nel commento di un giornalista in grado di valutare con occhio disincantato e non propagandistico
Il ponte sospeso
Il ponte sospeso, un referendum sospeso sul vuoto

REFERENDUM, nel pistoiese, per unire San Marcello e Piteglio: due comuni già uniti da un ponte sospeso che fino a pochi anni fa stava nel Guinnes dei primati.

Una doppia scontatezza ci viene consegnata dalle urne in un territorio dove fino a pochi anni fa era normale che al voto, a qualunque voto, si presentassero percentuali di cittadini ben superiori all’80 per cento.

La prima scontatezza sta nella vittoria del non voto. Sommando i tantissimi (5.358) che hanno scelto di non votare ai pochi che sono andati ai seggi e hanno votato bianco o nullo (40) si sfiora quota 5.400 (per la precisione 5.398). E se si considera che gli iscritti non raggiungevano le 7.900 unità (per la precisione 7.897) si capisce bene la frana partecipativa che, specie a San Marcello, ha caratterizzato questo voto.

Dai dati diffusi in Regione sui referendum analoghi svolti fra ieri e oggi si deriva che i due comuni della Montagna Pistoiese, in termini di partecipazione, hanno fatto peggio di tutti gli altri: appena il 32% (due elettori su tre sono rimasti a casa) rispetto al quasi 48% raggiunto fra Capolona e Castiglion Fibocchi (Arezzo) e all’oltre 51% fra Riparbella e Castellina (Pisa). Una debacle clamorosa, insomma.

Ovvia la seconda scontatezza: la vittoria del “sì” alla fusione: 1.560 voti a San Marcello e 489 a Piteglio con percentuali rispettive attorno all’85 e al 69 per cento. Era del tutto chiaro che chi andava a votare lo avrebbe fatto esprimendo un “sì”. Ma alla prova dei fatti, considerando la scarsità di votanti, si tratta di “sì” assai flebili.

C’è un terzo fatto, stavolta non scontato ma sotto molti aspetti sorprendente anche considerando certi commenti, a dir poco enfatici, che si sono letti a caldo su Facebook (“Un giorno di svolta che avvivina al futuro … Abbiamo fatto la storia”): le due amministrazioni comunali, nei rispettivi siti web, non hanno ritenuto di inserire – neppure a scrutinio chiuso – i dati della consultazione referendaria. Altro che “svolta”, altro che “futuro” per una figura, in termini di comunicazione istituzionale, davvero pessima: da ponte sospeso, sul vuoto.

[Mauro Banchini]

Vedi: http://www.latrebisonda.it/referendum-piteglio-san-marcello/

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