UNA NUOVA TEGOLA SULLA PROCEDURA DEL NUOVO AEROPORTO DI FIRENZE

L’aeroporto di Peretola

PRATO. A seguito di una nostra precisa segnalazione a suo tempo inviata alla Commissione UE in merito all’illegittimità del D.lgs 104/2017 approvato per dare completo recepimento della Direttiva 2014/52/UE in tema di VIA (almeno questa fu la motivazione posta a premessa della norma), abbiamo ricevuto dalla Direzione Generale Ambiente UE la risposta che aspettavamo, e che alleghiamo affinché possiate anche voi coglierne la portata e la rilevanza.

Senza bisogno di dilungarsi eccessivamente nella descrizione dei contenuti della lettera, ciò che maggiormente ci colpisce nella risposta della UE è il passaggio ove si dichiara che lo Stato Italiano con il decreto legislativo n. 104/2017 “ introduce un elemento di discrezionalità … non previsto nella direttiva” e aggiunge che quindi “si pone un problema di conformità della normativa italiana di recepimento della direttiva…” , quindi con la precipua volontà politica dell’allora Pd al Governo, di voler recepire la direttiva, ma aggirandone alcune fondamentali le norme.

Posta in questi termini, assai chiari, la procedura di infrazione già in essere verso l’Italia ai sensi dell’Art. 258 e successivi del TFUE (già pesantemente colpita in tal senso, per propria colpa, anche in merito ad altri temi) comporta necessariamente la correzione del discusso decreto 104/2017 a partire dall’attività del Ministro dell’Ambiente fino alle norme Regionali che regolano i procedimenti di VIA. (Alla sua emanazione, il Dlgs fu definito da qualcuno, una ”porcata”, una legge “ad operam” predisposta per risolvere gli insormontabili problemi procedurali in cui si era impantanato il progetto dell’Aeroporto di Firenze, e che a nulla è servita visto la sentenza del Consiglio di Stato, salvo beccarsi questa proceduta di infrazione.!!).

La Commissione Europea ha risposto a Ciulli

Chi ha proposto e successivamente approvato questa abominevole norma mascherata da mero recepimento di una direttiva comunitaria non si è accontentato di “semplificare” le procedure affinché si evitassero tutti quegli approfondimenti che spesso hanno costituito un freno alle autorizzazioni, ma hanno voluto “strafare”: hanno introdotto anche un passaggio nella norma che —di fatto — esclude ai cittadini la possibilità di leggere il progetto nella sua interezza, compreso le sue sopravvenute integrazioni, di presentare eventuali osservazioni e le possibili contro deduzioni.

Non si pensi che questa sia cosa di poco conto, perché la partecipazione dei cittadini all’attività della Pubblica Amministrazione è un pilastro inamovibile di ogni democrazia e di ogni paese civile che si consideri tale, oltre che un preciso obbligo a livello UE, a fronte del quale il Governo dovrà fornire entro 60 gg impegni precisi che porteranno al “Parere Motivato” della Commissione. Spartiacque prima della chiamata in causa della Corte di Giustizia UE e dell’eventuale procedimento sanzionatorio.

Probabilmente però, in un delirio di onnipotenza, il Governo Pd approvò tale norma, superficialmente pensando, che la partecipazione fosse un banale accessorio, un orpello da eliminare e semplicemente da silenziare!

Ma i Cittadini, molto attenti, se ne sono accorti, ricorrendo alla UE e denunciando che proprio il progetto dell’Aeroporto di Firenze ha usufruito – tra l’altro — anche degli illegittimi vantaggi inseriti nel d.lgs n.104/2017, ci chiediamo come sia stato possibile raccogliere, in un unico procedimento, una mole così imponente di errori, di sottovalutazioni, di superficiali elaborazioni, di negligenti comportamenti, di gravi irregolarità tra cui ci preme ricordare anche la nomina del Presidente dell’Osservatorio Ambientale per l’Aeroporto di Firenze, soggetto rimosso a seguito di specifica denuncia, oltre ad altre omissioni di cui non vogliamo parlare in questa sede.

Chi paga?

Osservatorio (unico procedimento in Italia) facente funzioni della Commissione di VIA, quindi organo parallelo ad arte costituito, visto che per tutti gli altri aeroporti italiani solo la Commissione Nazionale di VIA verifica le prescrizioni e concede le avvenute ottemperanze.

Ci chiediamo altresì CHI PAGA il danno erariale conseguente a queste scellerate, irrazionali ed ingiustificate iniziative, le pressioni sugli organi tecnici costretti a trovare soluzioni pindariche, chi sono i responsabili di questo disastro annunciato, perché non possono essere sempre e soltanto i cittadini, ivi inclusi tutti quelli che a proprie spese si informano, studiano gli atti e ricorrono nei tribunali amministrativi proprio per contrastare l’inefficienza della Pubblica Amministrazione.

Ci sembra però “surreale” non prendere atto della sconfitta da parte della Politica, visto che pure questa mattina (ieri per chi legge, ndr) politici transfughi con una approssimativa conoscenza della questione, ancora sparlano, senza fare ammenda per gli errori commessi, ma addirittura come qualcun altro, rilanciare con procedure “farlocche” ed improponibili, per un’opera irrealizzabile, come se di colpo, tutte le procedure necessarie ed obbligatorie, potessero essere in qualche modo cassate con un apposito Decreto Legge, esattamente com’ è successo per il Dlgs 104/2017.

La vana speranza di qualcuno, nel riproporre l’attuale Masterplan, senza una totale revisione di ENAC, la quale oltre a tanta irrazionalità ed illogicità, ha avallato una pista di categoria 4 D con un turn pad/back track (non previsto dal Regolamento) senza prevedere invece all’obbligo di una pista di rullaggio, perché impossibile da realizzare, significherebbe riproporre le stesse carenze tecnico-istruttorie denunciate nel precedente procedimento, bocciate dal Tar e poi dal Consiglio di Stato.

Perciò se ENAC, visto che nelle documentazioni private NON ci ha mai smentito e/o risposto obbiettando alle nostre denunce, se lo volesse fare qui, pubblicamente, saremmo più che contenti per poter contro dedurre a nostra volta, Regolamento ENAC ed Annex XIV alla mano.

Infrazione UE – IT- Dlgs 104 CHAP(2018)03725

Gianfranco Ciulli

Presidente Vas (Vita, Ambiente e Salute) Onlus

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