UNA PROPOSTA PER IL DOPO VIRUS: LA COOPERATIVA SOCIALE MONTAGNA PISTOIESE

Il territorio di San Marcello Pistoiese

SAN MARCELLO – PITEGLIO. Il Partito Indipendentista Toscano ha presentato una mozione al Consiglio Comunale di San Marcello Piteglio affinché intero consiglio, attraverso la commissione consiliare competente, creai un tavolo di lavoro per appoggiare la creazione della Cooperativa Sociale Montagna Pistoiese.

Siamo convinti che la pandemia di Covid19 abbia cancellato definitivamente i vecchi schemi socioeconomici, e che sia necessario basare le risposte sociali e produttive del presente su concezioni nuove: le persone abili al lavoro non devono essere umiliate nel ruolo di esercito di disoccupati di riserva e concepite come forza lavoro, ma come protagoniste della rinascita della società.

Ed il lavoro è una attività creatrice, non una merce. da qui la nostra proposta di creare una Cooperativa Sociale multiruolo che coinvolga il più possibile tutti e tutte coloro che si trovano in una condizione di disoccupazione, che alla luce del diritto al lavoro sancito dalla Costituzione italiana, che si basa sul concetto stesso di Lavori, è un crimine, sempre che essa Costituzione, lo affermiamo da fieri ed indomiti indipendentisti toscani, abbia un senso e trovi posto nel coro delle democrazie occidentali.

Carlo Vivarelli
segretario nazionale del Partito Indipendentista Toscano
e consigliere comunale del Comune di San Marcello Piteglio

Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano

MOZIONE PER LA CREAZIONE DELLA COOPERATIVA SOCIALE MONTAGNA PISTOIESE

Premessa. La situazione di estrema difficoltà economica creata dalla pandemia del Corona virus e la sua più che probabile cronicizzazione pongono anche le nostre comunità a elaborare una strategia di ripresa delle attività economiche che sfugga a logiche vecchie e fallimentari e che si proponga di creare, seppur momentaneamente usando vecchi sistemi, un’organizzazione del lavoro che si basi essenzialmente sul concetto di lavoro come cosa utile e non sul lavoro come merce.

In questa ottica di visione delle persone abili al lavoro come esseri umani che non possono essere lasciate ai margini della produzione, né essere viste come fascia statistica ricevente un mero sussidio, ci appare ormai obbligato creare uno strumento che raccolga esse persone in una organizzazione economica che consenta a chi possa trovarsi appunto in una zona di marginalità economica e sociale di rientrare nella società grazie ad uno sforzo collettivo, comunitario.

Da questo nasce l’idea, la proposta, di usare uno strumento “vecchio” come la Cooperativa sociale per creare un modo nuovo di affrontare anche concettualmente e metodologicamente una sfida che la crisi determinata dal Covid19 ci ha posto di fronte: non si esce da questa crisi se non distruggendo il concetto di lavoro come merce e di disoccupazione come calmiere del costo del lavoro.

Chi può lavorare deve poter lavorare, come del resto a mio avviso viene fortemente richiamato anche dall’Articolo primo della Costituzione, Costituzione che, voglio ricordare con forza, non è un esercizio di stile, ma una vera e propria Legge: lo afferma un indipendentista convinto.

Così si dovrebbe chiamare, come in altri paesi, la Costituzione: Legge Fondamentale.

Essa Legge obbligherebbe,ed in realtà obbliga, le amministrazioni, da quella statale alle altre, a fondare il proprio agire sul lavoro come cosa utile, come azione fondamentale, come motore di creazione di ricchezza e di crescita sociale sostanziale, collettiva, interiore, contenutistica.

Da qui la proposta di creare una ampia Cooperativa Sociale che coinvolga con quote commisurate tutti, se accetteranno, o una gran parte, i disoccupati e disoccupate italiani e toscani e toscane dei due comuni della Montagna Pistoiese (Per adesso lasciamo fuori il territorio di Sambuca da includere eventualmente in una fase successiva).

I costi, facciamo per due anni, per aprire e mantenere in vita detta cooperativa non sono altissimi, ovviamente le quote, ripartite per molte persone, dovrebbero consentire la gestione dell’avvio della Cooperativa stessa per affrontare il periodo di tempo di rodaggio dell’attività della Cooperativa, che potrebbero essere: attività boschive e agropastorali, l’assistenza alla persona, attività sociosanitarie, per iniziare.

Ma l’idea sarebbe di lasciare alla Cooperativa un ampio ventaglio di possibilità applicative delle proprie attività, comprendendo ovviamente anche quelle formative ed educative.

Il fatto nuovo, pur attingendo a forme vecchie, è quello di voler coinvolgere l’amministrazione, affinché supporti organizzativamente ma anche moralmente questa intrapresa, con il chiaro intento di fare di questa attività una attività extrapolitica, e cioè con la precisa volontà di affermare il principio, che deve sfuggire alla lotta politica ed ai suoi contrasti, che il lavoro non deve essere più visto come merce, ma come azione utile.

Da qui una visione che comprenda tutti e tutte coloro che possono svolgere una attività come soggetti attivi e non da tenere fuori l’attività lavorativa, che non è più una funzione economica, ma assume una funzione sociale: non far lavorare le persone è un atto criminale, fuori dalla Costituzione. In questa ottica, anche le varie forme di sussidio non devono essere viste come una elemosina, ma un modo di far lavorare o formare le persone.

Cito l’esempio del reddito di cittadinanza, che deve essere erogato contro l’impiego per un dato orario settimanale di chi ne usufruisce presso le amministrazioni, per esempio. Una regola giusta, di buon senso, ed extrapolitica, perché il diritto di non morire di fame deve essere dichiarato diritto, ed un sussidio deve contenere in se il principio e l’azione di impiegare una persona in un lavoro.

Testo. Chiediamo al Consiglio Comunale voto favorevole a questa mozione affinché la Giunta comunale ponga in essere, attraverso la Commissione competente, la creazione di un tavolo di lavoro che abbia lo scopo operativo di favorire esternamente la creazione di una Cooperativa Sociale multiscopo. che abbia l’obiettivo di tenere di coinvolgere i cittadini e cittadine italiane dei Comuni di San Marcello Pistoiese e Abetone Cutigliano che si trovino senza lavoro, ma che abbiano la capacità di lavorare.

Carlo Vivarelli, consigliere

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