untouchables. FUORI DAI GANGHERI PER LA BUVETTE

La vicenda della buvette sembra che stia facendo saltare i nervi al Sindaco Ferdinando Betti e al Sindacato Cgil

 

Il Comune di Montale, con buvette (stanza 13)

MONTALE. Siamo stati informati che lo scorso venerdì, il Sindaco di Montale Ferdinando Betti (di seguito Ferdy) sia andato su tutte le furie e abbia richiamato i dirigenti e i responsabili della gestione della buvette della stanza 13, per le conseguenti reprimende.

La questione gli sta scappando di mano, a seguito di una interrogazione proposta dall’opposizione e dalle rischiosità connesse alla sussistenza di varie fattispecie di reato che vedrebbe proprio il Sindaco, primo dei potenziali indagati.

La Dony è ipo-annusante oltre che dormiente?

Era ora, diciamo noi. Chissà cosa ha esordito al rientro di stamane in Comune, dopo che ha letto la confessoria lettera della Segretaria Generale Donatella D’Amico che ha dato sue tardive istruzioni ai dirigenti di provvedere a far ottemperare l’ovvio: quando si prende il caffè si strisci il badge: everywhere e soprattutto everytime!

Lo avrà capito anche il segretario della Cgil Riccardo Cappellini ?

Questo invece di stigmatizzare il nostro quotidiano accusandolo di “denigrare i dipendenti”, avrebbe fatto meglio a invitare i suoi iscritti del Comune di Montale (ma anche ad Agliana, ci avrebbe da dare delle bacchettate!) a tenere rispetto dei regolamenti e a smetterla di proteggere chi è in difetto, esercitando la tutela di una ristretta cerchia di “intoccabili”.

Alcuni dipendenti, si complimentano con noi e ci chiedono di portare avanti l’inchiesta, fino a quando non sarà fatta chiarezza sui veri responsabili: non ci stanno a passare per dei privilegiati, quando non fruiscono di alcun privilegio.

Una sferzata di democrazia, impartita dai nostri schermi: ne siamo orgogliosi.

Donatella D’amico

La vicenda diventa rilevante anche vista l’inerzia tenuta dalla Dony, che in questi anni, sembra non avere mai sentito l’odore degli sformati (ci dicono comunque deliziosi), della mortadella al pistacchio (sappiamo anche questo dettaglio, servita con la schiacciata ri-unta e assai profumata!) e del caffè di miscela arabica che viaggia nel corridoio proprio al suo piano fin dalle 8,30 per la prima colazione.

La Dony, non ha mai notato ciò che le avrebbe consentito di fare un richiamo e ripristinare la legalità e il rispetto delle norme di regolamento: ma non è dunque lei, che dovrebbe sorvegliare l’intera baracca?

Non è il Segretario Generale che comanda “soprattutto e tutti” anche al Ferdy? E dunque, perché non ottempera: che sia ipo-annusante (una nuova fattispecie di invalidità che segue agli ipovedenti e ipoudenti)?

È arrivato il momento che anche nei regolamenti comunali – comunque desueti – sia prevista una norma di responsabilità che impegna i dirigenti dei servizi a rispondere economicamente dei danni erariali indotti da comportamenti illeciti dei dipendenti, giustamente connotati dalla impunità dimostrata fino ad oggi all’intera comunità degli intoccabili.

Le opposizioni avranno il tempo e il coraggio di impegnare le giunte a queste prescrizioni di regolamento per i necessari aggiornamenti?

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