untouchables. LA BUVETTE C’È DAVVERO!

La buvette al Comune di Montale esiste. Lo dice - facendo un ragionamento logico inverso - la Segretaria Comunale, risvegliatasi dal torpore, in una lettera di servizio ai dirigenti, travestita con altri pretestuosi argomenti elusivi e ridondanti

 

La Segretaria D’Amico, ci pare la Bella Addormentata nel bosco

 

MONTALE —AGLIANA. La segretaria comunale Donatella D’Amico (di seguito Dony) ha scritto una lettera di servizio ai dirigenti travestita da circolare sulla “gestione del rapporto di lavoro” che in realtà è inutile, per come riporta ovvie prescrizioni di servizio, solo apparentemente giustificate.

La nota è ridondante, per come riporta ovvie prescrizioni da impartire ai dipendenti dei due Comuni di Agliana e Montale che spendono, per queste attività di consulenza giuridica, oltre 100.000 euro di stipendio.

La nota del 6 Febbraio, che porta la firma della Dony è confessoria, perché arriva dopo la nostra denuncia di sussistenza di una buvette all’interno del palazzo comunale: un gesto di arroganza di un gruppo di intoccabili, tutti iscritti al sindacato Cgil, rimasto fermo a guardare;  quella solita Cgil di cui la Uil era stata artatamente ingannata in una lettera non sottoscritta e di cui si erano anche appropriati del simbolo sindacale, per essere poi clamorosamente smentiti.

Alcuni degli altri dipendenti, purtroppo “toccabili”, sono indignati e ci chiedono di insistere e fare luce sulla questione: non ci stanno loro a prendersi – agli occhi della cittadinanza – delle colpe per dei comportamenti illegittimi e deprecabili che non hanno mai tenuto.

Ma facciamo l’esegesi della lettera: i primi due paragrafi sono “aria fritta”.

Nel primo si raccomanda di far godere ai dipendenti che passano il turno di sei ore una “pausa di almeno trenta minuti” per la consumazione di un pasto (avete mai visto dei dipendenti del Comune che lavorano oltre le sei ore?).

Ferdinando Betti, cosa risponderà in Consiglio?

Nel secondo paragrafo, la apparentemente solerte ed efficiente Dony, precisa delle indicazioni solo “eventuali” che servono bene ad allungare il brodo e a distrarre il lettore dal vero problema: quello della pausa caffè, di cui Dony non può certo scrivere, perché farebbe un’ammissione confessoria: ed ecco che allora si espone indirettamente al contenuto del messaggio, anche poco subliminale.

Riflettete sul testo e capirete da soli.

La Dony dice ai dirigenti dei Comuni – usando un ampolloso lessico burocratico che supera anche la giustificazione di Don Abbondio a Renzo Tramaglino sul rinvio del suo matrimonio – che devono impartire “proprie disposizioni per definire, quale atto di microorganizzazione di competenza gestionale”; cioè gli dice, di fare come “gli pare e piace”: tutta aria fritta, nella deregulation regolamentata!

Infine – e quì arriva il bello – raccomanda di “porre attenzione affinché la pausa sia documentata tramite l’utilizzo del badge”: cioè di far strisciare la sospensione della pausa di lavoro per il caffè, risultando chiaramente incluse tutte le pause, anche quelle per il festeggiamento dei compleanni, onomastici, ricorrenze di matrimonio, feste di laurea di nuore (specialmente se sono nuore-in-comune), commemorazione di caduti per la liberazione dal nazi-fascismo e via discorrendo.

La circolare confessoria della Dony

La circolare confessoria della Dony (2)

La Dony, dunque si è risvegliata dal sonno profondo e avrebbe fatto il suo lavoro, richiamando i dirigenti a una applicazione più rigorosa degli standard descritti dal C.c.n.l. per i dipendenti della Pubblica Amministrazione; ci spiace solo dover prendere atto che l’ha fatto solo dopo le nostre segnalazioni sulle violazioni al regolamento che gettano discredito sulla intera categoria dei dipendenti comunali, anche di quelli rispettosi e diligenti, travolti dalla scandalosa notizia che impegnerà a breve il sindaco Ferdy (Ferdinando Betti) a rispondere al Consiglio Comunale per una interrogazione appositamente dedicata…’nachiavica!

La segretaria, si è finalmente svegliata?

In tutta questa amara vicenda, la Cgil è intervenuta in modo maldestro e autolesionista (as usual), facendo meglio a star zitta. Invece di cercare chiarezza e risalire ai dipendenti “intoccabili” per richiamarli al rispetto delle regole collettive ha avuto il coraggio di protestare nei nostri confronti accusandoci di aver denigrato la categoria: tutt’altro direbbe il solito Veltroni.

Chissà che ne penserebbe l’ardimentoso e severo Maurizio Landini, al quale faremo una missiva elettronica con il verbale del Consiglio Comunale e la risposta del Sindaco denojantri, il democratico Ferdy.

Orsù Dony, occorreva davvero che ci spiegavi che i dipendenti quando bevono e mangiano dei deliziosi sformati (anche in allegra compagnia) devono usare il badge?

A noi risulta anche che ci siano dipendenti che in sei ore, di pause caffè non ne fanno neanche una.

Possibile che qualcuno invece aspetti di entrare al lavoro per fare colazione?

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