uomini & caporali. TANTE PROMESSE PER POI FREGARE IL POPOLO?

È il momento degli specchietti elettorali per le allodole, che questi politici mettono in moto per popolo ignorante al fine di carpirgli il voto e poi fregarsene: come è sempre accaduto
La Nazione, 20 novembre 2016 - Montagna e neve
La Nazione, 20 novembre 2016 – Montagna e neve

PISTOIA-MONTAGNA. Non vorremmo essere fraintesi: non è nostra intenzione fomentare una guerra fra poveri, dove i poveri sono tutti quanti, esclusi gli abitanti del Comune di Abetone. Forse anche loro.

I loro rappresentanti politici, a partire dal capo in testa, il Sindaco Danti, a nostro parere, poveri, lo sono assai meno.

A tutta pagina, in cronaca locale è apparso un articolo nel quale si annuncia uno stanziamento di venti milioni di euro per il comparto sciistico dell’Appennino Tosco Emiliano.

Come al solito saltando a piè pari tutta la Montagna dove albergano le iniziative caritatevoli di Manes e dei suoi amici, che con il cinque per mille hanno raccattato quasi mezzo milione di euro.

Non possiamo non rilevare che la trappola è dietro l’angolo.

Per il momento leggetevi quanto scritto e sottoscritto dai componenti di “Noi piccoli comuni montani” (qui sotto) e la puntualità dei rilievi in merito alla proprietà degli impianti di sci e alla loro futura gestione.

Questi fondi, ecco la trappola, saranno inseriti dal governo nella prossima finanziaria, cioè mai.

È una mossa di piccolo cabotaggio elettorale che va ad aggiungersi all’elisoccorso di San Marcello, al potenziamento del Piot che, essendo tale, tale rimarrà, etc. etc.

È il momento delle promesse elettorali che questi scriteriati danno in pasto al popolo ignorante per carpirgli il voto e poi fregarsene: come è sempre accaduto.

Il documento di “Noi piccoli comuni montani” è interessante assai perché ripropone l’eterno dilemma sul perché i furbi debbano sempre cavarsela e le persone per bene farsi menare per il naso.

Perché distribuire soldi pubblici a società pubblico-private senza che il privato metta il corrispettivo in denaro che il pubblico (cioè tutti noi), invece, elargisce?

Il commerciante che non vende, cosa fa? Chiude.

KME Italy Spa - Ingresso di Foranci di Barga
KME Italy Spa – Ingresso di Foranci di Barga

Le varie società impiantistiche, sulla base della pubblica utilità e con il ricatto della mano d’opera che si andrebbe a perdere, ripropongono il ricatto al quale la Fiat di Agnelli per quasi cinquanta anni ci ha abituato: pubblicizzare i debiti e privatizzare gli utili; utili, poi, che stando ai processi in corso, sono volati all’estero e lì stanno, alla faccia delle tasse italiche, per goduria e sollazzo di gente che si chiama Lapo Elkan!

Stanno promettendo mari e monti perché hanno una paura birbona, se vince il No al referendum, di fare la fine che si meritano: una pedata nel culo e via.

Nonostante il profluvio di buone intenzioni, nel frattempo, i lavoratori di Barga sono in braghe di tela e, è stato scritto, molti di loro, dopo aver perso il lavoro, saranno riconvertiti a Limestre nella Silicon Valley. Hanno già deciso tutto, questi bandoleri!

Che dire? Consolatevi con il profumo di verbena di Tana Termini, altro luogo in dismissione dove chi avrebbe dovuto controllare – e mi riferisco ai politici – non lo ha fatto: sono similari, se non uguali, a quelli che hanno circolato in Comunità Montana.

Sono gli stessi autori della “frittata” dei Comuni e del Sì, il sì ai loro comodi, alle loro carriere, seppur minime, svoltesi all’ombra del partito, e fisiologicamente bisognosi di essere comandati; sia esso Manes, sia il bomba-Renzi.

Sono dei servi.

Chiaro, No?

[Felice De Matteis]

_________________

 

NOI PICCOLI COMUNI MONTANI

Abetone per ora salvo...
Abetone per ora salvo…

Dal bianco della neve al rosso dei bilanci. È davvero difficile la situazione economica delle società impiantistiche. A dirlo, questa volta, non sono le persone ma i numeri. Ma partiamo dall’inizio. La Società Abetone Funivie gestisce l’Ovovia, lo skilift Zeno 3, il tappeto Ovovia e la seggiovia del Pulicchio, oltre ai rifugi alla partenza e all’arrivo della cabinovia.

La Val di Luce, oltre a occuparsi di tutti gli impianti dell’omonima località del comune di Abetone, è anche proprietaria degli alberghi I Pionieri e Val di Luce Spa Resort (entrambi gestiti da terzi), oltre che del rifugio Le Rocce.

In entrambi i casi ci troviamo davanti a società per azioni: costituita nel 1962, la Val di Luce spa (società soggetta a direzione e coordinamento di Fingen spa) ha un capitale sociale di 5 milioni di euro ed è di proprietà al 98% dell’Immobiliare Maccione spa (società del gruppo Fingen), mentre il restante 2% è della capogruppo Fingen spa, società che fa capo alla famiglia Fratini.

Il cda è composto da due persone: il presidente Gianluca Palmieri e il consigliere Carlo Fabbri e si avvale della collaborazione del procuratore speciale Andrea Formento e del procuratore Filippo Sottili. Più frastagliata la proprietà della Saf, composta da ben 147 soci: costituita nel 1967, ha attualmente un capitale sociale di 516mila euro.

Noi piccoli comuni montani logoIl maggior numero di quote è detenuto da Giampiero Danti (15,29%), seguito dalla Monteuliveto Spa del gruppo Guarnieri (9,01%), da Rolando Galli (6,3%) e dalla Futura Alberghi srl (proprietaria dell’hotel Bellavista, con il 6,06%).

Il cda è composto da otto persone: il presidente Rolando Galli, il consigliere delegato Giovanni Guarnieri e i consiglieri Paride Milianti, Pietro Nizzi, Andrea Santi, Alberto Santi, Faustina Poletti ed Elena Danti. Al 31 marzo 2015 la Saf contava su 54 addetti, 37 quelli della Val di Luce, che con i propri rami d’azienda alberghieri dà lavoro indirettamente anche a un’altra quarantina di persone.

I bilanci di entrambe le società sono accomunati dal segno meno: la Saf ha chiuso al 30 giugno 2014 con una perdita di 441.035 euro, mentre per la Val di Luce (bilancio al 31 dicembre 2014) il dato sale a quota 1.741.794: nel primo caso i soci hanno deciso di coprire la perdita mediante l’utilizzo delle Riserve di valutazione, nel secondo tramite versamento dei soci in conto capitale.

Una cifra più alta che, come fanno notare dalla società stessa, è dovuta per la quasi totalità ad ammortamenti, interessi e accantonamenti per perdite su una società partecipata, la Ximenes spa, che gestisce la seggiovia delle Regine.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento