usl & nuova resistenza. VI PIACCIONO I PD E I POST-COMUNISTI? E BECCÀTEVLI TUTTI, TOSCANI PROGRESSISTI E BIBBIANI DI CAPALBIO!

Come si può essere politicamente corretti con un vento dell’Est che porta oggi più che mai la mentalità della censura e della delazione incoraggiando alcuni dipendenti a denunciare dei colleghi? Dalla sospensione del primario oculista dell’ospedale di Lucca alle delazioni dell’Ufficio Stampa di Paolo Morello Marchese in un crescendo democraticamente staliniano
Sanità Toscana: la chiesa di sinistra è liberale come lo Zio Stalin

 SE IL POTERE NON SA COME FARE
ASSOLDA SPIE PER FAR CONTROLLARE


La Nazione, Lucca [28 dicembre 2019]

LUCCA-PISTOIA. C’è una battutaccia che s’addice perfettamente ai politicamente scorretti e a chi non vuole abbassare la testa dinanzi al potere bieco e cieco dei democratici di sinistra salvatori dei loro amati privilegi: «Monta qua, tu vedi Lucca!». E può anche continuare con una zeppa di rinforzo: «Monta qua, la vedi tutta!».

Una battuta che è chiarissima quando qualcuno vuol dire lo slogan elettorale del pagliaccio Grillo, anche lui di sinistra e attaccato alla poltrona: «Vaffanculo!»; o anche «Apri gli occhi ché Tizio o Caio ti vanno in culo e portano sei!», un modo esplicito ed efficace per indicare non una situazione sconveniente espressa in tono scorretto, ma uno stato di fatto realissimo che, in Italia (fino dall’ingresso in Europa) e in Toscana (fino dalla nascita della Regione santa e rossa), ci ricorda che il comunismo prima e quel miscuglio di ideologia liberista del quattrino poi, hanno fatto molto più danno in un secolo che la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana in duemila anni di casino, nonostante tutte le vittime delle Crociate, dell’Inquisizione e dei minori abusati dinanzi e di dietro.

Ci sono voluti proprio loro – e lasciateci dire: soltanto loro –, i comunisti post-ideologici (un corno!) per aver preteso di cancellare il fascismo (che indubbiamente i coglioni li ha rotti in abbondanza) istituendo, di fatto, un «neofascismo di diritto» che ha significato, per l’Italia, il dover rinunciare a qualsiasi forma di benessere sociale a favore del benessere esclusivo delle élites: e il tutto insegnandoci anche a inginocchiarci sul tappetino da preghiera con il culo all’insù, ma senza caffettano e senza mutande, per permettere agli imam-pd di passare «a pinco ritto» per inculare la plebe che rende grazie al PaDrone del baccellaio, inclusivo, oggi, dell’Italia Viva[nkùlo], dei Lue (Liberi Uguali e?, più che Leu), dei 5 [pandi]Stelle e delle frange sfrangiate di appoggio a un governo Conte più eccentrico di un albero di trasmissione con tutti i cuscinetti sballati.

Loro, i progressisti, che sostengono tutto purché produca soldi a palate e tremano per lo spread e non per chi vive alla Caritas (vedi le coop accoglienti e i don Biancalani di turno); loro che amano le sardine perché sono brave e sono cristiane e appoggiano i palestinesi; loro che organizzano, insieme a preti progressisti e antimafiosi, rave party a base di «polvere bianca da Costituzione e Legalità» e che, alla faccia dei Padri Costituenti, con la Carta Costituzionale producono, nelle cartiere di Lucca, milioni di chilometri di carta igienica con cui pulirsi quel foro da cui ci educano, che non è già la bocca, ma il secondo sfintère, quello basso del lato B: loro sì che sanno come si salva il nostro paese!

Se non sei come loro (e intendo dire l’ambaradan della Regione del Cavallino Rampante [per fare carriera e soldi]); se non ti cali le brache e li adori; se non li osanni quali nuovi santi protettori, puoi rinunciare ai tuoi gemellini adorati, perché, con una operazione da Mengele, te li taglieranno comunque: «non nominare il nome di Dio invano», se una volta era un mònito per credenti, oggi più che un richiamo è una minaccia aperta e molto concreta.

Per capire ciò di cui stiamo parlando, basterà che leggiate cosa è capitato al primario di oculistica dell’ospedale di Lucca, il dottor Fausto Trivella. Non vogliamo togliervi il piacere di vedere fino a che punto arriva lo squallore di una commissione di disciplina che multa e sospende un primario solo perché ha osato esprimere suoi giudizi personali, con punti di vista divergenti rispetto al cervello unico mononeurale della direzione aziendale dell’Asl Toscana-Nord, proprio quella che, al tempo in cui Rossi era Granduca della sanità toscana, trovò il modo di far sparire 428 milioni di euro in orologi, gioielli e puttane, senza che se ne sia più avuto traccia: eppure 840 miliardi delle vecchie lire occupano più spazio di una sola 24 ore! Ma in Italia è molto più facile fare il culo a un barista che non fa uno scontrino.

I discorsi e… i fatti

La vergogna di Lucca non è nuova nemmeno a Pistoia. E non è meno scandalosa e vomitevole: tutta roba da Maggiano e da ville Sbertoli!

Anche nel regno di Paolo Morello Marchese, quello che faceva divertire la sua élite di servi-accattoni direttamente al Ciocco (proprietà dei Marcucci, i signori del sangue infetto all’Asl), con cacce al tesoro in mezzo al bosco e alla mota, e sostanziosi banchetti che costarono centinaia di migliaia di € dei nostri quattrini, e tutti zitti, è di moda far spiare i dipendenti su facebook per inibire il loro cervello e la loro libertà di espressione: e non ce ne frega una beata minchia se il contratto dice che il dipendente Asl non deve parlare della propria azienda, cari PaDroni del baccellaio! Per quello che volete fare, trasferitevi dai vostri compagni cinesi!

Non sappiamo come la Stasi della Repubblica Democratica di Toscana funzioni a Lucca. Sappiamo però che a Pistoia è lo stesso Ufficio Stampa – quello che dovrebbe veicolare informazione di qualità, imparziale e impeccabile – a fungere, invece, da Ufficio Censura.

Ogni giorno nell’Ufficio Stampa/Censura dell’Usl Centro Toscana c’è qualcuno che, pur riscuotendo stipendi che noi cittadini gli versiamo, e pur facendo parte della gente con la stella di David sul pigiama a strisce come tutti i loro colleghi, ha anche una fascia al braccio con su scritto Kapò: spia; e riferisce, con solerzia esemplare, alla direzione del Marchese di Carabas.

Anche a Pistoia è toccato a un primario andare sotto le sgrinfie di colleghi di una commissione di disciplina (o tribunale speciale?) che, nonostante l’irrilevanza delle critiche mosse all’amministrazione sanitaria, ha pensato bene di emettere una censura che, letta da chi come noi è idoneo alla dirigenza nella pubblica amministrazione, è vergognosa come uno sputo in faccia ai Padri Sostituenti e al Tricolore.

Le tremende offese al Granduca di Toscana e alla sua perfetta San[t]ità
Per chi non avesse capito bene, ripetiamo: è lo stesso Ufficio Stampa dell’Asl a fare da Kapò e a deferire chi si esprime liberamente al PaDrone sovietico. Parliamo di un collega/dei colleghi giornalisti che, come minimo, a nostro avviso dovrebbero essere, solo per questo, sospesi dall’albo e mazziati a dovere. Accadrà? Vedremo se la Commissione di Disciplina dei Giornalisti sarà capace di compiere il proprio dovere senza ricorrere a furbate compromissorie.

È questo, care sardine e cari progressisti, il mondo a cui stiamo andando incontro in nome dello spauracchio del fascismo di Salvini e della Meloni, mentre il vero, dilagante fascismo è solo e soltanto quello di un potere che si è installato in tutto il sistema circolatorio senza escludere neppure un capillare di un pelo: perché la sinistra è dovunque, come dio; da tutte le parti. E fa come vuole perfino in Vaticano, con una saldatura innaturale e oscena che ha unito l’impossibile, l’ottone e il ferro in un PaDre nostro quotidiano.

Riflettete, se ci riuscite, sull’idea di giornalisti che fanno la spia contro chi esprime una propria opinione: giornalisti che, di tre anni in tre anni, devono seguire una serie di corsi professionalizzanti in cui si insegnano loro i princìpi della libertà di espressione e di critica.

Leggetevi con attenzione lo sconcio di Pistoia. E ai medici e ai dipendenti con un minimo di amor proprio, un consiglio: non lasciatevi intimidire da questi neofascisti tinti di rosso! Meglio andare in galera come Pertini che stare agli ordini di un’accozzaglia di servi.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di critica, cronaca, satira & indignazione
In Usl Toscana Centro l’articolo 21 della Costituzione serve
a pulirsi le scarpe dal fango come uno zerbino di fibra di cocco (o di cacca?)

Per completare la lettura vedi questo Pdf

Per i nomi della vicenda di Pistoia dovete pazientare un po’. Prima dobbiamo vedere certi sviluppi della faccenda. Ma abbiate fede, vi racconteremo tutto per filo e per segno!


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