VAL DI BISENZIO, «BASTEREBBE UNA METROPOLITANA DI SUPERFICIE»

Roberto Cenni
Roberto Cenni

PRATO. È da un po’ di tempo che la “famosa” strada provinciale Sp 325 è all’attenzione delle cronache cittadine per gli annosi problemi di viabilità, di efficienza e sicurezza della nostra Val di Bisenzio dagli Abatoni fino a Montepiano.

I problemi nascono dai continui cantieri che ogni giorno si aprono, si fermano e dopo ripartono con ritardi più o meno giustificati che bloccano a singhiozzo l’importante arteria che presenta un notevole bacino d’utenza compreso il pendolarismo di tanti lavoratori e studenti che operano altrove con notevole disagi logistici ed economici: insomma un’arteria che invece di essere “pervia” (come si dice in termine medico) è “intasata” e quindi mal funzionante.

Da circa un paio d’anni, da quando svolgiamo attività ambulatoriale a Vernio, abbiamo avuto modo di constatare di persona cosa sia la Sp 325 attuale, cioè un cantiere continuamente in movimento che non  arriva mai a terminare il suo lavoro. Abbiamo anche notato la pericolosità della strada perchè in alcuni punti abitati il marciapiede non esiste assolutamente con un  grosso rischio per gli abitanti, senza contare l’inquinamento acustico ed ambientale del traffico che sempre più colpisce questa Valle che si presenta splendida in tutte le stagioni per i suoi colori e le sue genti.

Ciò che ci ha stimolato a questa riflessione è la presenza nella nostra Valle di  una strada ferrata a due binari che rappresenta un patrimonio unico nel suo genere e che in passato, prima dell’avvento della Alta Velocità, aveva un traffico di merci e persone molto sostenuto per tutto il giorno: attualmente fonti ferroviarie ci riferiscono di qualche decina  di convogli merci e di pochissimi passeggeri.

È proprio di questi convogli passeggeri che il discorso ci porta ad una considerazione pratica: perchè, vista la problematicità della Sp 325 (che più del traffico attuale non può ricevere…), non sviluppiamo il traffico su rotaia con una semplice metropolitana di superficie che possa permettere agli abitanti della zona di utilizzare il treno come mezzo di locomozione per lavorare, studiare, viaggiare e vedere nuovi luoghi?

Non abbiamo la presunzione che ciò sia di facilissima realizzazione, ma crediamo che nella mobilità della  Val di Bisenzio i suoi abitanti e quindi anche i suoi amministratori debbano e possano fare una scelta culturale nuova per migliorare veramente i servizi essenziali tesi ad un miglioramento effettivo del la qualità di vita rispettando la storia, la tradizione e l’ambiente di questa splendida Valle, alle porte di Prato.

[risaliti – prato con cenni]

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