VERRUZZI: «VESSARE I PICCOLI COMUNI? SIGNIFICA CONDANNARE 20 MILIONI D’ITALIANI»

Nicola Verruzzi, Sindaco di Montieri
Nicola Verruzzi, Sindaco di Montieri

MONTIERI. Sono il Sindaco di Montieri (Gr), uno dei partecipanti alla manifestazione di mercoledì 22 luglio a Roma in difesa dei piccoli comuni. Sono membro del direttivo di Anpci e dell’associazione nazionale dei comuni dimenticati. Scrivo a nome di Anpci e dell’associazione nazionale dei comuni dimenticati.

Vi allego il comunicato emesso da Anpci in seguito alla manifestazione. È stata una giornata assolutamente importante nella quale hanno partecipato oltre duecento municipalità provenienti da tutta Italia. Molte altre, che non erano presenti, hanno scritto testimoniando la loro vicinanza e la loro adesione.

Nel documento troverete tutti i deputati che hanno sostenuto l’iniziativa e tutti i ministri, membri del governo, e il vicepresidente della Camera On. Luigi Di Maio, che hanno ricevuto una delegazione di Sindaci.

È emersa la disponibilità unanime di coinvolgere, attraverso la costituzione di tavoli tecnici permanenti, i Sindaci, l’Anpci e l’associazione dei comuni dimenticati, per discutere e concertare le misure e le norme che verranno predisposte e che riguarderanno i piccoli comuni. C’è quindi la volontà di coinvolgere i piccoli comuni nel processo di riforme istituzionali in atto. È una prima, grande, vittoria. Un primo grande riconoscimento dell’importanza e della dignità istituzionale dei piccoli comuni.

È obbligatorio non lasciarsi andare a facili entusiasmi. È altrettanto indubbio, però, che la giornata del 22 luglio sia stato un momento importante. Auspichiamo, d’ora in avanti, una sempre maggiore presenza e partecipazione dei piccoli comuni di tutta Italia.

La nostra non è una battaglia per il mantenimento dello status quo, una battaglia d’ancien régime. La nostra è la richiesta di essere parte e promotori del cambiamento. Tanti i temi sul tavolo. Dalla richiesta di revisione dell’associazionismo obbligatorio e coatto delle funzioni comunali verso un associazionismo su base volontaria, più dei servizi che delle funzioni, che faccia della flessibilità degli ambiti ottimali e della parificazione tra libere convenzioni ed unioni, da porre sullo stesso piano, il leit motiv della norma.

La questione del patto di stabilità che frena gli enti e di conseguenza i territori già di per sé frenati ed in sé penalizzati, perché montani, insulari, periferici, dunque disagiati.

I Sindaci alla manifestazione di Roma
I Sindaci alla manifestazione di Roma

Una rivisitazione verso l’abolizione della centrale unica di committenza ed il ritorno alla soglia dei 40mila euro per gli affidamenti diretti di beni e servizi ed i 207mila euro per i lavori pubblici.

La questione dei tagli lineari che stanno mettendo in ginocchio i piccoli comuni, il tema del fondo di solidarietà, e la presa d’atto che vivere in territori disagiati è già difficile e penalizzante in sé. Da qui una sorta di fiscalità premiale per la montagna, funzionale anche al mantenimento di servizi essenziali, quali quelli postali e sanitari.

I piccoli comuni sono i primi a voler risparmiare, a voler efficientare ed ottimizzare i servizi. Sono i primi a raccogliere il guanto della sfida del cambiamento. Ipotizzano però un modello di democrazia e di architettura istituzionale dello Stato che torni a curare la ruralità e la montagna in un’ottica di contrasto all’inurbamento selvaggio ed alla pianurizzazione e soprattutto in un’ottica di prevenzione e cura del territorio del tutto vitale ai fini della tutela dal dissesto e dalle frequenti calamità naturali del nostro tempo.

Temi come la salubrità dell’aria, dell’acqua, la genuinità del cibo in questi luoghi trovano il proprio habitat naturale. Tematiche come il risparmio energetico, l’efficientamento energetico, la cura e la tutela dell’ambiente hanno in queste realtà i propri custodi.

Continuare a vessare i piccoli comuni significa condannare all’estinzione migliaia di millenarie realtà, alla desertificazione interi pezzi d’Italia; in queste millenarie municipalità, culla di storia e tradizioni, che costituiscono quasi il 60% del territorio nazionale, vivono quasi 20 milioni di persone. Una parte importante della nostra nazione, una parte che si sta unendo e che può spostare sensibilmente gli equilibri.

[*] – Sindaco di Montieri, ospite

Scarica: Comunicato_Manifestazione

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