viaccia. «TRA LA BARDENA E IL BAGNOLO, TRA LA FERROVIA E IL CARCERE »

La copertina del libro
La copertina del libro

PRATO. Si intitola «Viaccia, tra la Bardena e il Bagnolo tra la ferrovia e il carcere» il libro curato da Gabriele Campanale, realizzato in occasione dei 45 anni della parrocchia della Santissima Trinità.

Il volume (99 pagine) raccoglie tra l’altro una lunga e accurata conversazione con don Angelo Rancati e altri abitanti del paese. “Non è un libro che parla solo di chiesa ma una raccolta di quanto in questi 45 anni è stato fatto e vissuto nella frazione”.

Il volume partendo dai toponimi del paese “ricostruiti” attraverso la memoria di alcuni abitanti (Alfio Salaris, Normanda Tempestini, Paolo Nesi e Massimo Chiarugi) e dai siti e luoghi di interesse – per i quali Campanale si è avvalso delle “Mappe di cittadini” (interviste fatte da Arci Prato) – raccoglie anche i ricordi di eventi della guerra.

Alcune pagine sono dedicate alla scuola, al circolo La Libertà del 1945, al mondo dell’associazionismo spontaneo sulle varie problematiche del paese (ovvero la nascita nel 1990 del comitato “Viaccia Piu” e nel 2001 del nuovo Coordinamento “Cittadini per Viaccia”.

Sono accuratamente illustrate le attività che hanno preso vita nei 45 anni dalla costituzione della parrocchia a partire dal Circolo “La libertà del 1945” con le sue associazioni (podistica, calcio, ciclismo, gruppi teatrali, feste e eventi). Spazio viene dato anche alla cooperativa di consumo La Libertà.

Maggiore attenzione è rivolta alla nascita della chiesa e alla vita del parroco mentre la parte finale del libro raccoglie alcune significative testimonianze.

“Un paese non è solo un insieme di strade, case, uffici, locali privati e pubblici. È fatto di persone che, cariche della propria storia, nello scorrere degli anni esprimono il loro convivere sociale attraverso le relazioni con gli altri.

Viaccia-case-coloniche-e-carcere
Viaccia. Case coloniche e carcere

“Viaccia – scrive il parroco don Angelo Rancati nell’introduzione del libro – non è nata come un fungo dopo la pioggia. Il mio desiderio era che molti potessero dare il loro apporto per la ricostruzione della storia della nostra frazione, almeno dal dopoguerra.

“Sarebbe auspicabile che un domani possa essere fatto. Per il momento diamo solo un breve saggio alla nostra portata”.

Il volume, come detto, nasce in occasione dei 45 anni dalla costituzione della parrocchia della Santissima Trinità (17 ottobre 1971) e si pone come strumento per “leggere anche i piccoli accadimenti” avvenuti in questi anni nel paese “per poterne dare il giusto significato facendone memoria”.

Il libro si avvale dell’importante apporto di Massimo Chiarugi, don Marco Pratesi (nato e cresciuto a Viaccia e attuale parroco di Santa Maria del Soccorso nonchè direttore del centro per il diaconato permanente e i ministeri) e Fabio Traversari (che ha fatto il suo percorso religioso nella parrocchia di Viaccia e in età adulta ha maturato e realizzato il desiderio di diventare pastore evangelico e attualmente parroco della parrocchia luterana della cittadina di Neresheim in Germania) nonché di quello di Maria Ciambellotti che mostra il cammino spirituale di Elisabetta Berarducci (scomparsa dopo lunga malattia il 4 aprile 2001).

Di un certo interesse per la storia della frazione lo sono i documenti legati ad alcune vicende inerenti la stessa parrocchia e la comunità familiare di via Valdingole e Fossetti (realtà quest’ultima nata dall’impostazione parrocchiale).

Viaccia, la chiesa di via Aspromonte
Viaccia, la chiesa di via Aspromonte

Elisabetta Berarducci insieme a don Angelo Roncati hanno dato vita alla comunità familiare tuttora esistente sotto il nome di “Eli.Ana. Luin” che si occupa di accogliere minori che provengono da situazioni familiari disagiate.

“Se in questi lunghi anni c’è stata una evoluzione, a vari livelli – conclude don Angelo Roncati – ciò significa che molti si sono coinvolti, secondo le loro possibilità, almeno dal punto di vista di apertura di mente e di cuore.

“Infatti, anche se il seme è buono e c’è chi lo lancia sul campo, ma il terreno è inospitale, secca e non genera nessuna pianta”.

Il libro vuole essere anche un omaggio nei confronti delle tante persone che si sono rese disponibili nei vari campi della vita della parrocchia e del paese.

Dalla lettura del volumetto corredato anche da fotografie di Viaccia emerge il forte legame tra parrocchia, circolo, associazioni locali della frazione unite dalla volontà di operare per il raggiungimento del bene comune.

«Viaccia tra la Bardena e il Bagnolo, tra la ferrovia e il carcere» è stato distribuito insieme al bollettino parrocchiale a tutte le famiglie della frazione.

Gli interessati possono richiederlo al parroco.

[Andrea Balli]

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