vicofariani. TOMASI CONFERMA LA NOSTRA IPOTESI: MANCAVA L’AGIBILITÀ!

La vicenda della chiusura di Vicofaro è oramai chiara, una serie di abusi tra i quali il principale era la mancanza di agibilità della Parrocchia-ostello. Le foto di alcuni residenti sono molto esplicite

PISTOIA. Dopo la chiusura di Vicofaro, Don Biancalani è pronto al contrattacco e assicura la riapertura del centro di accoglienza, suscitando le protesta dei vicini che ci mandano alcune immagini eloquenti, relative allo stato di trascuratezza dell’area.

Immagine sacra, gettata a terra.

Il resede della Parrocchia non va meglio dei locali chiusi in quanto a ordine

Annaffiatura di gerani o residue urine?

Atrio di chiesa o discarica?

Ma la notizia che più ci lusinga proviene dal Palazzo di Giano, dove il Sindaco Alessandro Tomasi ha effettivamente accolto e fatto sue, le nostre intuizioni sulla irregolarità della Parrocchia /ostello che sembrava – e infatti è stato confermato oggi – sprovvista del requisito essenziale di agibilità urbanistica, ovvero della conformità per l’attività alberghiera o, se preferite pseudo-alberghiera, trattandosi di un centro accoglienza e non un albergo inteso in senso convenzionale.

Il Sindaco Tomasi lo ha ben spiegato nella dichiarazione video rilasciata il 6 Novembre a Tvl riferendo, in modo circostanziato, quali erano le vere cause delle chiusura del complesso alberghiero del “Sig. Biancalani” (come lo chiama Don Manone): mancava il requisito dell’agibilità.

Dopo 6 mesi, il Procuratore capo Coletta, dispone degli accertamenti rigorosi. E prima che cosa è stata: distrazione degli Upg?

Orbene a questa domanda, non la potevano fare gli uomini e le donne di Renzo Berti, ovvero quei dirigenti del Dipartimento prevenzione di Usl Toscana Centro e, specificando in modo esatto l’igienista Paola Picciolli e il multitasking Massimo Selmi (poi nominato supportista sul campo e, tra circa 20 giorni quiescente, perché pensionato!).

Questi due dirigenti che a Maggio hanno “tamponato” l’intera comunità di ospiti migranti di Vicofaro, non hanno riconosciuto che c’era una numerosa quota di “irregolari” privi di documenti di riconoscimento, senza poi chiedere al Biancalani la esibizione del certificato della necessaria “agibilità”?

Eloquente commento del dirigente “supportista” Massimo Selmi, che chiedeva il rispetto della Legge ai colleghi impegnati nell’interforze. E lui?

Se l’avessero fatta – la tanto loquace e difficile domanda, scritta su questo schermo in Agosto – quanti soldi e risorse si sarebbero risparmiate?

Del resto non era proprio il Selmi che si lamentava, due anni orsono, per lo spreco di denari pubblici a seguito dell’impiego delle forze dell’ordine in una azione “interforze”.

Riproponiamo il post del 27 Agosto scorso che, per i dubbiosi è consultabile quì e sul quale si trovano dei molto eloquenti post rinvenuti sulle pagine social del dirigente di Usl- Pisll, incaricato di controlli.

Ma insomma queste lievi dimenticanze, sembrerebbero  state delle grosse omissioni o questa ipotesi di studio è solo una nostra impressione da cani da guardia della democrazia?

Alessandro Romiti 

[alessandroromiti@linealibera.info]

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