vicofaro. “I PARROCCHIANI NON SANNO PIÙ A CHE SANTO VOTARSI”

Le ambulanze di fronte alla chiesa

PISTOIA. “In questo particolare momento e con le notizie che arrivano da ogni parte d’Italia, non mi sembra il caso di andare a creare ulteriore disagio e preoccupazione alle forze dell’ordine ed è esattamente ciò che accade a Vicofaro”. 

A parlare così è Cinzia Cerdini, consigliere comunale della Lega che da oltre due anni denuncia una situazione ai limiti dell’incredibile nella chiesa gestita da don Biancalani.

Nel 2017 mise al corrente il suo leader Matteo Salvini del fatto che i migranti venivano portati a svagarsi in piscina e non ha avuto nessuna remora a rifiutare l’invito del Vescovo Tardelli ad andare ad ascoltare il msg annuale del Papa.

“Ho sempre motivato ogni mia azione nei confronti di quella pseudo accoglienza e di quei modi di fare da personaggio dello spettacolo più che da uomo di Chiesa.

L’anno scorso entrai in quella chiesa e l’immagine che mi si presentò non fu certo di una chiesa pulita, profumata e ordinata. Mi preoccupai subito perché capii immediatamente che quei ragazzi vivevano in una situazione di estrema pericolosità vuoi per la mancanza di rispetto per le più elementari norme igienico/sanitarie che per problemi legati alla sicurezza e all’antincendio.

Cinzia Cerdini [foto Comune di Pistoia]
Ho sempre ascoltato i parrocchiani che mi chiedevano di essere la loro voce e che volevano un luogo dove andare a pregare e non un accampamento. Da quando è scoppiato il problema del coronavirus, mi è stato fatto presente che vengono ignorate le nuove restrizioni e i migranti continuano a vivere la vita di sempre.

Ieri sera è scoppiata una rissa tra gli ospiti e il mio post è stato una sorta di grido d’aiuto dei parrocchiani che non sanno più a che santo votarsi”.

“Ovvio che preferirei parlare dei tanti operatori sanitari e di tutte le persone impegnate a fronteggiare l’emergenza coronavirus e invece sono nuovamente qui a parlare di quella chiesa, della non osservanza delle regole, del difficile clima che si è instaurato tra parrocchiani e migranti, del fatto che quello non è più un luogo di culto ma un vero accampamento dove ogni sera, chi vuole un materasso per dormire, ci si reca senza invito perché tanto non c’è nessuno che controlla chi entra o chi esce”.

Il consigliere leghista prosegue: “Molti mi hanno chiesto di parlare con il Vescovo per fargli capire che non ne possono più di questa situazione, di giornalisti, di televisioni. Mi dicono che vorrebbero tornare a Messa la domenica mattina senza il rischio di veder qualche migrante in pigiama che si alza dal giaciglio appoggiato sul matroneo.

Chiedono al parroco di sistemare i suoi migranti a casa dei suoi genitori a La Ferruccia. Dicono anche che vorrebbero una chiesa con l’odore della cera e non di sudore e scarpe dimenticate sotto qualche panchina. Non mi sembrano richieste assurde e, farò ciò che potrò per restituirgli la loro chiesa”.

[cerdini — lega salvini premier]

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