VILLA MARGHERITA: UN HOTEL DELLA “BELLE EPOQUE” SULLA MONTAGNA

Documentata fin dal 1500 con il nome di mulino di Riccio viene trasformata in albergo agli inizi del ‘900. Aperta da giugno a ottobre era dotata di 16 camere e fornita di ogni comfort
Villa Margherita a Limestre, inizi del ’900

LIMESTRE. A Limestre oltrepassata la chiesa della Madonna della Neve poco distante dal vecchio tracciato della vecchia Ferrovia Alto Pistoiese, immerso in un folto castagneto si può scorgere quello che rimane dell’Hotel Villa Margherita.

L’edificio, come altri ve ne sono sulla Montagna Pistoiese versa purtroppo in precarie condizioni di conservazione.

Il suo stato di abbandono è documentato dal reportage fotografico di Lorenzo Polvani sul proprio sito web: www.lorenzopolvanifotografie.com.

La struttura, documentata fin dal 1500 con il nome di mulino di Riccio, viene ampliata e trasformata profondamente soprattutto nel corso del XIX secolo, quando nel 1820 la famiglia Cini vi impianta la produzione di carta e successivamente, dopo alcuni cambi di proprietà, viene convertita, dagli Schmitz, prima in fabbrica di panni di feltro e poi in lanificio.

Cartolina di inizio ’900

Il nome Villa Margherita appare nel 1875 con i Turri, subentrati nella proprietà del lanificio e, nell’Archivio di Stato di Pistoia nel Catasto dei Fabbricati, viene censita con 50 vani disposti su 4(?) piani.

Per approfondimenti e cronologia si consulti la scheda del mulino pubblicata dall’Associazione Valle Lune al seguente link.

Agli inizi del ‘900, Villa Margherita è già Hotel come testimoniano alcune cartoline e guide turistiche coeve ed è proprio in una di queste che si trova un’ampia pubblicità a mezza pagina e descrizione dell’albergo, che rimandano al clima della Belle Epoque che si respirava in Europa.

La pubblicità nella Guida della Montagna Pistoiese

Nella Guida della Montagna Pistoiese di Arturo Stanghellini del 1913, la Villa è menzionata tra le strutture ricettive di San Marcello come pensione dotata di 16 camere e fornita di ogni moderno comfort: luce elettrica in ogni stanza, sale da ballo e di lettura, biliardi e di un campo da tennis regolare, cosa evidentemente per l’epoca non scontata tanto da essere evidenziato con il termine di Law Tennis.

Una struttura con ambizioni internazionali tanto da pubblicizzare che si parlavano ben tre lingue: inglese, francese e l’italiano.

Gli ospiti dopo le belle passeggiate nel folto dei boschi e le escursioni sulle vette più alte, potevano infine contare su un’eccellente cucina.

Medico, farmacia, ufficio postale, telegrafo, la vicina stazione ferroviaria di Pracchia e l’annesso e curioso “garage con fossa” completavano il ventaglio dei servizi usufruibili dalla clientela.

Aperta da giugno a ottobre il costo del soggiorno variava tra 2,50 e le 7 lire giornaliere.

Per il suo rilevante valore storico e testimoniale l’edificio è inserito nell’apposito elenco del Comune di San Marcello Piteglio.

Veduta aerea con Villa Margherita a destra

Villa Margherita in un’immagine recente

[Marco Ferrari]

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