ville sbertoli-pistoia. IL SONNO DELLA RAGIONE PRODUCE MOSTRI

Ginevra Lombardi [© Sandro Nerucci]
PISTOIA. Ville Sbertoli: un tormento per la città. La causa è l’insipienza di amministrazioni, Asl e Regione. L’accordo di programma dello scorso novembre prevede la messa in vendita dell’intero complesso, oltre alla costruzione di una cinquantina di residenze che non hanno alcun carattere sociale e la chiusura al pubblico dei giardini storici di pertinenza delle Ville.

Di fatto, alla città viene sottratto un bene collettivo proprio ad opera di coloro, gli amministratori pubblici, che non ne sono i proprietari, ma appunto, solo gli amministratori. Anni fa il Comune ha speso più di 100.000 euro per realizzare una consultazione in cui chiedeva ai cittadini a cosa volessero destinare le Ville Sbertoli.

Fu raccomandato di mantenere la proprietà pubblica di tutto il complesso e furono individuate funzioni socio – sanitarie possibilmente gestite da associazioni del Terzo Settore, strutture e servizi culturali, centro di formazione, luogo per lo svago e per il tempo libero, funzione turistico-ricettiva. Esclusa l’idea di un grande albergo, sì a un centro congressi anche con foresteria e ostelli, terzo settore. Tra il 2011 e il 2012 le Ville Sbertoli sono al centro di un percorso di riappropriazione degli spazi pubblici abbandonati e di progettazione dal basso.

E l’amministrazione comunale cosa fa? Il successivo Regolamento Urbanistico tradisce lo spirito di questa mobilitazione, inserendo tra le previsioni “una struttura ricettiva di tipo alberghiero”, espressamente esclusa dalla progettazione condivisa con i cittadini.

A questo punto ci chiediamo se la previsione dell’albergo, dei 50 alloggi, della vendita dell’intero complesso rispecchino l’interesse generale e se siano compatibili con la tutela dei valori ambientali e storici di questi beni. Riteniamo che oggi sia urgente bloccare al più presto la vendita e lo smembramento dell’ex ospedale psichiatrico e definire, anche mediante un concorso per giovani progettisti, un recupero compatibile con gli interessi generali della collettività.

Le funzioni potrebbero essere gestite anche da privati, con finalità economicamente significative ma di certo non speculative. La nostra Lista di Cittadinanza attiva, Pistoia Cambia, si impegna sin da ora a curare un monitoraggio continuo delle problematiche che possano emergere e a promuovere in loco interventi artistici, teatrali, politici, “folli merende”, insomma a promuovere quella presenza dei cittadini che sola garantisce una sicura e libera fruibilità dell’area.

Ginevra Lombardi
Pistoia Cambia

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